NAPOLI – Head Quarter Gevi. L’equilibrio e la costanza tanto sperata e ricercata da Coach Buscaglia, purtroppo, non è ancora arrivata.

Nella scorsa giornata di LBA, Napoli crolla miserabilmente in quel di Sassari e continua la sua altalena di emozioni caratterizzata da vittorie importanti (come quella contro Trento) che testimoniano di cosa possano essere capaci i giocatori azzurri, a sonore sconfitte proprio come quella in terra sarda.

La GeVi tenterà con tutte le sue forze a voltare pagina, nel prossimo match casalingo contro la Tezenis Verona e provare a tracciare un cammino deciso e fatto di vittorie.

Il mood in casa Napoli non è dei migliori.

Le emozioni al cardiopalma che si stanno vivendo fanno male non solo al gruppo in quanto è incapace di trovare una sua dimensione ma soprattuto al suo pubblico, ai suoi tifosi, che sognano oramai da ben 15 anni un ritorno a quei tanto desiderati playoff che mancano dalla lontana stagione 2006/2007.

A seguito di queste sconfitte figlie di approcci senza mordente, con una mentalità blanda, sono nati i primi dubbi.

C’è chi mette in dubbio il gruppo degli stranieri, chi invece tratta la tematica del roster troppo corto, altri che vedrebbero bene Coach Buscaglia su altre panchine ma non su quella di Napoli.

Si sa, Napoli è una piazza importante e da sempre, tutto, nel bene o nel male che sia, viene vissuto in maniera amplificata.

Proviamo a tenere le bocce ferme e fare una disamina di tutto.

Si sta trattando di un roster completamente rivoluzionato.

A parte lo zoccolo duro della scorsa stagione (Coach Buscaglia, Zerini, Uglietti, coadiuvati poi dal gruppo di under) la squadra è totalmente cambiata.

Dei due terminali offensivi JaCorey Williams e Robert Johnson, purtroppo solo il primo, in un modo o nell’altro sta rispettando le aspettative.

Il play/guardia originario di Richmond, partito bene nelle prime due giornate di campionato viaggiando a 16,0 punti di media, per poi toccare il picco 23 (season high) contro Reggio Emilia, è andato poi smaterializzandosi con una serie di prestazioni che non rimangono impresse nella mente dei tifosi, fino ad arrivare all’infortunio che lo sta tenendo fuori dal rettangolo di gioco da già ormai 4 partite.

Elajh Stewart, sarebbe dovuto essere il tiratore mortifero dai 6,75 e colui, che con il suo fisico e la sua indole da difensore eccelso avrebbe dovuto tenere a bada le point guard avversarie, ma fino ad oggi è risultato un pesce fuor d’acqua, poco grintoso è troppo morbido per la LBA.

Il folletto Howard, insieme a JW22, grazie alle sue doti offensive si è rivelato un ottimo sparring partner ma affidandosi molto da tiro dalla lunga distanza, se non in giornata, risulta poco incisivo.

Ed infine non per ordine di importanza, il francese Michineau, che purtroppo fa della sua individualità croce e delizia per Napoli. Non costante.

L’unico che sembra aver dato un apporto concreto sembra essere proprio l’ultimo arrivato, Davis, approdato all’ombra del Vesuvio con l’etichetta di “il panchinaro di Agravanis” ma che tutto sommato sta facendo molto meglio di tanti altri.

La fortuna di Napoli ad oggi, è data dal pacchetto “azzurro” nel vero senso della parola.

Uglietti, Zanotti, Zerini e Dell’Osto, si stanno rendendo protagonisti di prestazioni ben oltre le loro capacità.

Non c’è nulla da obiettare.

Coach Buscaglia ha del buon materiale fra le sue mani capace di recare soddisfazione alla platea partenopea, e come il migliore dei Walter White, deve trovare la reazione “chimica” giusta per far esplodere il PalaBarbuto a suon di vittorie.

A Fuorigrotta andrà in scena un match importantissimo in chiave salvezza sia per la Tezenis ma soprattutto per la GeVi Napoli vogliosa di riscattarsi e fare un bel regalo di Natale ai propri tifosi.

 

Edoardo Cafasso