La sconfitta di venerdì sera a Barcellona ha lasciato parecchio amaro in bocca ai bianconeri, sino al trentesimo la squadra aveva tenuto “in scacco” i blaugrana in un incontro ben giocato, limitando le palle perse e trovando sempre soluzioni azzeccate per far male ai catalani, soprattutto sfruttando le vie centrali.
Nell’ultimo quarto la Virtus ha denunciato, per l’ennesima volta lontana da casa, quella fragilità emotiva che ne ha caratterizzato sino ad oggi in Europa le prestazioni, volendo essere critici, tipica delle squadre molto giovani e poco esperte. Che si sia arrivati a metà novembre ed ancora si vedano queste situazioni, fa parte di un lungo e complesso processo di crescita, purtroppo non ancora completato a causa dei continui impegni di gioco e dei pochi allenamenti che si riescono a svolgere fra una gara e l’altra.
Coach Dusko Ivanovic poi, persegue le sue idee come è giusto che sia, si fida dei suoi uomini e su certi giocatori ha ancora probabilmente qualche remora, specialmente in certi frangenti della partita. D’altronde è lui che vede quotidianamente gli allenamenti e conosce ciò che al momento possono dare i suoi ragazzi, ed è sempre lui che dopo essersi seduto su panchine di mezza Europa, può sfruttare la propria esperienza in materia di conoscenza del basket e mettere in campo il meglio che il gruppo può produrre. Tuttavia, anche i migliori a volte possono commettere errori, nessuno è perfetto, ma il tecnico montenegrino ha già dimostrato (vincendo solo pochi mesi fa uno scudetto insperato) a più riprese che sa il fatto suo in materia.
Il parziale subito nell’ultimo quarto con le palle perse in modo più che banale e soprattutto le tre bombe consecutive prese, hanno creato quel solco su cui il Barcellona ha ritrovato le proprie certezze, ed è servito ai catalani per rimettersi in partita insieme al proprio pubblico, riuscendo a condurre in porto l’incontro che i bianconeri, hanno provato a raddrizzare nonostante la sberla presa, fosse davvero di quelle pesanti.
Che la Virtus abbia carattere è innegabile, che stia trovando la propria dimensione anche in trasferta è un presagio, che possa arrivare a vincerne qualcuna in terra avversa è una speranza. Ciò che conta in questo momento è continuare a lavorare nei ritagli di tempo in cui non si gioca, provare a coinvolgere quelli che ancora sono ai margini, un Diarra in crescita sotto canestro può solo aiutare nelle lotte sotto le tabelle, un Taylor che possa togliere corposi minuti in campionato ai compagni super impegnati in Europa, può divenire estremamente importante nell’equilibrio globale del gruppo. Anche Nicola Akele, finito ai margini dopo l’infortunio, può e deve essere recuperato per metterlo in condizioni di dare una mano ai compagni, inizialmente sarebbe già molto utile lo facesse in campionato, poi con il miglioramento della forma, anche in Eurolega. Un pò quello che è successo a Luca Vildoza, inizialmente con grande fatica in LBA, ha messo chilometri nelle gambe e si è quindi proposto anche nel contesto continentale. L’argentino è il chiaro esempio del giocatore che aveva bisogno di recuperare la forma fisica, prima di poter competere nel più ostico torneo di basket continentale.
Dopo la delusione di Barcellona, stasera la Olidata dovrà proseguire nel cammino di campionato, evitando possibilmente di incappare in altri passi falsi come quello con Cremona, la gara odierna in riva al Sile fornisce agli uomini di Dusko la possibilità di vincere una gara in trasferta, mantenendo per tutti i quaranta minuti la giusta attenzione. Distrarsi ancora sarebbe deleterio, pur avendo appurato da tempo che le attuali gare di LBA, non racchiudono certo il fascino di quelle d’Eurolega, ma sono altrettanto importanti, le posizioni a fine gennaio che stabiliranno la griglia della coppa Italia si delineano già da ora.
Treviso non sta attraversando un gran periodo, la sua stagione è iniziata con grandi sofferenze, al momento una sola gara vinta, come Udine con cui condivide l’ultimo posto in classifica. Nei giorni scorsi è rientrato in gruppo Briante Weber, la guardia americana infortunata da tempo. Probabilmente le sue condizioni non sono ancora al meglio, ma il giocatore vorrebbe essere in campo per dare una mano ai compagni, la Virtus dovrà quindi fare attenzione anche a lui.
Sulla carta, il pronostico sul risultato è scritto, ma più volte i favori sono stati sovvertiti dai mille fattori che ogni contesa presenta sul campo, quando il pallone viene lanciato in aria. Bologna arriva da una settimana in cui ha sconfitto in casa una squadra come l’Efes, poi è volata in catalogna per affrontare il Barcellona e stasera eccola a Treviso per la terza gara in pochi giorni. Treviso ha avuto tutta la settimana per preparare la gara, ha potuto studiare i bianconeri nelle due gare europee per carpirne i segreti e provare ad imbrigliarne i giochi.
Nel pre partita l’assistente coach Nenad Jakovljevic è stato molto chiaro, servirà fermare le loro guardie nelle situazioni di pick and roll e di pick and pop con i lunghi che amano uscire e tirare da fuori. Altro aspetto importante sarà quello di controllare i rimbalzi, Treviso è una delle migliori sotto le plance avversarie, concedere seconde opportunità è sempre meglio evitarlo. Pareggiare la loro fisicità, è un altro aspetto sottolineato dal secondo di coach Dusko Ivanovic, che presuppone di conseguenza un maggior controllo e una maggiore attenzione a non perdere palloni in modo gratuito, come accaduto nell’ultimo quarto a Barcellona.
Palla a due alle ore 20,00 agli ordini dei signori Lo Guzzo, Marziali e Miniati. Diretta televisiva su Sky sport basket ed LBA TV. Radiocronaca su Nettuno Bologna Uno, grazie all’immancabile voce di Dario Ronzulli.
Alessandro Stagni
Nell’immagine Karim Jallow, uno dei più positivi in questo avvio di stagione (foto di Ciamillo Castoria)