BOLOGNA – È un derby d’Italia senza storia. Milano si divora la Virtus Bologna alla SegafredoArena mandando un chiarissimo segnale a tutti: 74-96 il risultato finale.
Il clima che si è respirato all’Arena bianconera è stato quello delle grandi occasioni. Spalti tutti gremiti di gente e tante anche le personalità del mondo cestivo (e non solo) che hanno potuto assistere allo spettacolo: dal doppio ex Dan Peterson, al CT Gianmarco Pozzecco allo chef bolognese Bruno Barbieri.
È stata una vera prova di forza degli uomini di Messina, amato-odiato e questa sera i fischi per lui si sono sentiti più forte che mai. I meneghini hanno condotto per tutta la partita, mettendola sui propri binari sin da subito. L’Olimpia ha imposto il suo gioco e la Segafredo non è mai riuscita a trovare le contromosse. Le folate dei padroni di casa sono state estemporanee e sempre immediatamente arginate dai campioni d’Italia in carica.
È una Milano sempre più in forma come dimostrano gli ultimi risultati tra Eurolega (3 successi di fila) e campionato. È una Milano che sta iniziando ad ingranare e lo sta facendo senza giocatori fondamentali come Pangos e Shields. L’Olimpia con questo successo impatta quota 22 la Virtus in testa alla classifica, ma di fatto è avanti rispetto ai felsinei per aver vinto questo scontro diretto. E se la classifica la guardiamo per una mera questione di posizionamenti al termine del girone d’andata e quindi di griglia della Final Eight, questa vittoria per Milano rappresenta un riscatto quanto meno morale dopo le prime due sconfitte tra Supercoppa ed Eurolega.
La Virtus ha giocato una partita spenta, sono stati rari i momenti di supremazia. Probabilmente complici anche le fatiche europee della scorsa settimana. Scariolo ha rispolverato Ojeleye assente da settimane, ma ha dovuto lasciare ai box Cordinier, Bako e Lundberg.
Se la Virtus ha trovato solamente in Teodosic l’uomo ispirato, Milano invece in quasi tutti i suoi uomini ha visto regalare un contributo. Le giocate preziose poi sono state collezionate dal duo Baron-Davies, ma tutti gli elementi del roster sono stati preziosi.
Per l’Olimpia ci sono 23 punti di Brandon Davies, 17 di Timothe Luwawu-Cabarrot, 17 di Billy Baron, 13 di Nicolò Melli e 10 di Naz Mitrou-Long.
Per la Virtus arrivano 17 da Milos Teodosic e 10 da Marco Belinelli. 

La cronaca 

La fisicità ad inizio partita la fa da padrona. Le squadre prova ad imporre il proprio ritmo e dopo 5’ Milano è avanti 8-5.
L’Olimpia comunque prova a fare la partita e al termine del primo quarto è avanti 19-15.
Ad inizio secondo quarto la squadra di Messina prova ad imbastire il primo vero tentativo di fuga. I meneghini con la tripla di Melli tocca la doppia cifra di vantaggio sul 30-20 a 6.30 dall’intervallo.
La Segafredo – toccato il -16 (20-36) – ha un moto d’orgoglio e imbastisce una rimonta che la porta alla pausa lunga sotto di 8 (40-32).
Alla ripresa dei giochi il protagonista assoluto è Davies. Il lungo di Milano non sbaglia nulla e l’Olimpia riprende margine sul 53-40.
La Virtus non riesce a trovare continuità di rendimento. Le sfuriate di Teodosic prima e di Ojeleye poi sono rese vane dal cinismo dei milanesi: dopo 30’ il punteggio è 65-50.
La Virtus ad inizio quarto periodo prova a ricucire lo scarto, ma Milano è solida e concreta e vince 96-74.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Billy Baron e Nico Mannion, foto Ciamillo-Castoria