Statement game.
Dicesi di una partita che chiarisce uno status, un rango, una leadership.
Jacob Pullen aveva lasciato Napoli con tweet polemici nei confronti di Pedro Llompart e Igor Milicic.
9 giorni dopo l’esclusione del Responsabile dell’area tecnica, che era seguita all’esonero del tecnico, l’eroe del tiro del sorpasso che era valso la Coppa Italia 2024 era già di ritorno.
13 giorni dopo segna 28 punti, spezza l’incantesimo che durava da 11 partite e regala il primo successo al Napoli Basket in un derby controllato per lunghi tratti, prima che i fantasmi riapparissero in forma di overtime.
Trascina e parla, canestro dopo canestro, invenzione dopo invenzione, astuzia dopo astuzia e, facendolo, chiarisce due concetti a tutto l’ambiente.
Il primo è che aveva ragione lui in estate, il secondo è che non importa che status abbiano i vari Pangos (comunque importante con due triple nel supplementare e in doppia doppia con 11 punti e 10 assist) o Bentil (10 punti e 10 rimbalzi per lui), questa squadra è sua.
Napoli torna al successo, ma non vuol dire che sia guarita. La Givova Scafati, trascinata da Gray (25 punti per lui ed il canestro che vale altri 5’ di battaglia), lascia il FVA – PalaBarbuto con l’amaro in bocca ma con una grande consapevolezza di poter essere altro in trasferta rispetto a quella squadra arrendevole vista tra Treviso e Tortona.
Una Scafati che, rispetto al passato, asseconda di più il talento dei suoi singoli, lo coccola con le carezze della libertà d’inventiva e dei ritmi alti, una scelta che non pagherà sempre, ma che ha tolto un’ingessatura che proprio non c’entrava con il roster a disposizione di Damiano Pilot.
Una Scafati che sotto canestro si fa forte con Jovanovic e Pinkins (20 punti e 14 rimbalzi in una partita giocata quasi sempre in area), che Cinciarini guida anche oltre le troppe sbavature nelle palle perse (ben 19!).
Una Scafati che, una volta ritrovato un assetto con l’indovinato innesto di Sacar Anim, può ambire a rendere tranquillo il proprio campionato.
Il malato partenopeo, dicevamo, non è guarito, e forse non è nemmeno ancora indirizzato sulla via della guarigione.
Eppure ha avuto un’iniezione di entusiasmo al termine di una gara in cui ha saputo rispondere al tentativo di allungo avversario con pazienza e talento, nonostante i tanti problemi fisici che hanno colpito in sequenza l’altro rientrante Zubcic, il capitano De Nicolao e Kevin Pangos, ed ha tolto definitivamente dal parquet Malik Newman dopo appena 4’ di utilizzo.
Non poteva che arrivare così, il successo, con la conferma di alcune indicazioni positive sulla gestione della palla, con una gestione sicura del match fino a pochi istanti dalla fine, con il terrore di ripetere il finale incredibile della gara con Venezia.
E con un Leonardo Totè che ha tirato il carro da inizio stagione.
È suo il tap in che regala il successo, premio meritato ad una gara quasi perfetta su entrambi i lati del campo. Che il suo fatturato reciti doppia doppia con 21 punti e 11 rimbalzi per 33 di valutazione è quasi riduttivo per quanto ha dato soprattutto nella propria metà campo, per la grinta e la cattiveria che ha messo in ogni centimetro.
Da lui, oltre che da Pullen, si può provare a costruire un’impresa che resta disperata, anche se la distanza dal 14mo posto si è assottigliata a 4 punti.
Chiosa finale per Kevin Pangos. Il canadese gioca una gara al servizio dei tanti potenziali tiratori intorno a lui, dando anche l’impressione di essere sotto tono. Nel supplementare, però, piazza la zampata con due triple dal peso specifico di un macigno.
Napoli vince, Napoli si riconcilia con il PalaBarbuto, Napoli prova a sperare.
LA CRONACA
Dopo un avvio equilibrato, la Givova Scafati prova subito a mettere il turbo. Uno scatenato Gray e l’energia di Pinkins producono il primo parziale di 10-0 che vale la fuga, specialmente approfittando di una Napoli che, dal perimetro, non ci prende mai. Per Valli, sull’11-19, è il momento del time out.
I partenopei rientrano dalla panchina con le idee chiare, con De Nicolao ad alzare l’asticella difensiva e Pullen a vestirsi da leader. 4 punti dell’eroe di Torino fanno il paio con la tripla di Totè ed il gioco da 3 punti di Newman, controbreak di 11-0 e sorpasso con cui si va al primo riposo (22-19).
L’intensità dei padroni di casa inceppa l’attacco gialloblu, la Givova non trova il canestro per oltre 5’ e solo a secondo quarto iniziato ritrova il canestro con Sorokas che mette palla a terra ed attacca con convizione il canestro, Napoli risponde, però, con la tripla di Treier (25-21).
Il bersaglio grosso centrato dall’estone apre il miglior momento della partita azzurra; stavolta Pullen trova un socio in Bentil che attacca bene le lacune di Jovanovic, l’allungo è servito in forma di parziale di 11-1 e vale il massimo vantaggio Napoli (41-28) con il numero 0 che vola in doppia cifra.
Scafati incassa il colpo e ritrova finalmente fluidità grazie all’energia di Pinkins e al magic moment dell’ex di turno Elijah Stewart, sue le due triple che riportano a due possessi pieni il distacco (44-38); la penetrazione di De Nicolao vale il +8 con cui si va alla pausa lunga (46-38) dopo qualche screzio tra Gray e Woldetensae.
La ripresa dà il là all’inseguimento gialloblu, Stewart e Pinkins riavvicinano ancora una volta la Givova a 2 possessi (48-44), Napoli riallunga puntualmente ma è il gioco da 4 punti di Cinciarini, in cui De Nicolao ha anche la peggio commettendo fallo in caduta dopo aver appoggiato male la caviglia, a riaprire totalmente i giochi (57-53).
Ma Pullen e compagni, nonostante il tentativo di rimonta, gestiscono e vanno all’ultimo giro di boa con 7 lunghezze di vantaggio (64-57).
La gara, però, è in bilico e il quarto periodo è foriero di fantasmi, specialmente dopo le sconfitte contro Cremona e Venezia che erano maturate proprio negli ultimi 10’, anche all’ultimo istante.
È così che, dopo l’and one di Pullen che valeva il +9, gli ospiti trovano la spinta di Pinkins e Cinciarini per il break di 7-0 che vale il singolo possesso di ritardo (69-67).
Questa Napoli, però, non vuole vivere l’ennesimo giorno della marmotta, Totè prende palla a centro area e s’invola ad inchiodare ad una mano con tutta la rabbia che ha in corpo, il PalaBarbuto, a lungo freddo nei confronti della squadra per contestazione, stavolta esplode.
La partita va sul filo dei dettagli, mentre Gray sale in cattedra con un gioco da 3 punti di puro talento e Cinciarini scollina quota 4000 punti in serie A, Stewart rovina quanto di buono fatto in precedenza facendosi fischiare quarto e quinto fallo in pochissimo tempo.
Nonostante tutto, la Givova ci crede e resta lì aggrappata ad un elastico in cui Napoli trova punti dai suoi lunghi. Fino all’ultimo minuto, quando il talento immenso di Rob Gray si traduce in 5 punti consecutivi che valgono l’aggancio ed il supplementare.
Al PalaBarbuto cala un gelo di terrore, specialmente perchè da un potenziale recupero la carambola aveva favorito gli avversari e punito oltremodo la buona difesa offerta.
Napoli, però, ha ritrovato un leader e si chiama Jacob Pullen, sua la magia che libera Totè per un and one non completato, e ne ha un altro che, dopo una gara intera al servizio dei compagni, si prende due responsabilità pesanti come un masso. Due volte si alza Kevin Pangos dal perimetro, una dopo un rimbalzo offensivo che Totè azzanna letteralmente dalle mani di due avversari, entrambe vanno a muovere solo il cotone, 90-87.
Eppure non è finita, Gray trova il runner dalla media per il -1, gli risponde ancora Pullen (94-89) con una tripla da posizione che non può che far riaffiorare dolci ricordi ma che, ancora una volta, non basta a far alzare bandiera bianca ad una Scafati che replica di rabbia e caparbietà con il canestro pesante di Sorokas e la giocata di Cinciarini a 11” dalla fine che vale il pari a quota 94.
L’ultimo tiro se lo prende ancora Pullen, stavolta il ferro gli dice di no ma, ancora una volta, lì sotto Totè batte avversari, fantasmi e cattiva sorte, tap in vincente, Fuorigrotta erutta di felicità.
QUI le statistiche del match
Nell’immagine Jacob Pullen, foto Ciamillo-Castoria
Elio De Falco