Manca meno di una settimana al via della nuova stagione NBA, una stagione amici di Basket Magazine che anche quest’anno vivremo insieme con commenti, analisi, approfondimenti e highlights dello spettacolo americano. L’80ͣ edizione del campionato NBA riparte dagli Oklahoma City Thunder campioni in carica dopo una stagione trionfante, ai danni degli Indiana Pacers che, probabilmente, per questa stagione dovranno a fare a meno del loro leader Tyrese Haliburton, a causa della rottura del tendine d’Achille in gara 7 contro OKC. Nell’avvicinarci all’inizio della stagione andiamo a scoprire come si presentano le 30 franchigie delle due conference, i loro obiettivi, le possibili sorprese e un power ranking che è lecito aspettarsi possa cambiare durante la stagione. Cominciamo dalla Eastern Conference.
Anche quest’anno ad Est sono alte le probabilità di vedere alle finals una nuova contender. Questo perchè nell’arco dell’estate non ci sono stati grandi movimentati di mercato, che consentono di indicare una squadra come candidata al titolo, anzi, c’è stato qualche aggiustamento del roster (Atlanta, New York, Cleveland e Orlando), mentre per altre squadre la perdita, non sostituita, di qualche pedina importante. Ad esempio i Boston Celtics che hanno salutato quattro giocatori del nucleo campione nel 2024: Jrue Holiday, Al Horford, Luke Kornet e Kristaps Porzinģis. Ma come verrà analizzato nelle prossime righe, a causa di alcuni infortuni importanti le carte vengono rimescolate rispetto alla stagione scorsa.
– ULTIMA FASCIA
Gli ultimi tre posti potrebbero essere occupati dagli Washington Wizards, gli Charlotte Hornets e i Brooklyn Nets. Posizioni che non varierebbero rispetto allo scorso anno, giusto per i Nets si tratterrebbe di perdere una posizione. Wizards e Hornets sono alla ricerca di una propria identità, con i primi che si affideranno a giovani ancora in crescita come i francesi Coulibaly e Sarr, oltre al figlio d’arte Tristan Vukčević. A loro, almeno in partenza, si affiancheranno due veterani come CJ McCollum e Kris Middleton, che pero’ potrebbero andarsene per allungare le rotazioni di squadre più competitive. A Charlotte invece si affidano al talento di LaMelo Ball e Brandon Miller, in un roster che in estate ha aggiunto due piccoli d’esperienza come Dinwiddie e Sexton, ma che rimane di basso livello negli altri settori. L’obiettivo realistico di entrambe le squadre sarà quello di raggiungere almeno 20 vittorie, e sarebbe già un passo in avanti. Brooklyn invece è già in piena ricostruzione, con un roster che vede come giocatori principali Michael Porter Jr. e Cam Thomas e altri giocatori già con un po’ di esperienza in NBA, ma con un’alchimia ancora da creare. Fare bene potrebbe portarli ad avere un futuro più luminoso dato il minor monte ingaggi della lega.
– TRA PLAY-IN E DELUSIONE
Ad Est anche con un record negativo è possibile rientrare nella zona playoff, e quest’anno, anche a causa degli infortuni, alcune del top 5 dello scorso anno rischiano di rimanere fuori. Chi dovrà cercare di rimediare al disastro dello scorso anno sono sicuramente i Philadelphia 76ers. Molto interessante sarà da vedere l’impatto che avrà la terza scelta al draft V.J. Edgecombe, che insieme a Tyrese Maxey potrebbe guidare la squadra. Phila dipenderà indubbiamente dalle condizioni fisiche di Joel Embiid e Paul George. Il primo reduce da una stagione da 19 partite, il secondo invece ne ha giocate 41. Se la situazione infortuni non dovesse replicarsi, il talento nel roster non manca, e la stagione potrebbe allungarsi almeno fino ad inizio aprile. Un miglioramento lo proveranno a fare i Toronto Raptors, una squadra con buoni giocatori in regia e qualche scommessa per ora persa. Barnes, Quickley, R.J. Barrett, Ingram e Pöltl sono i più talentuosi, con Ingram che da quando è arrivato in Canada non è ancora sceso in campo a causa infortuni. Altro punto di domanda è Barrett lontano dall’essere un possibile uomo franchigia. Toronto ha inoltre un monte salari che supera i 200 milioni (tredicesimo nella lega) e vedremo se riuscirà ad aumentare le vittorie stagionali per raggiungere un posto ai play-in. I gloriosi fasti del passato consentono ai Chicago Bulls di mantenere un nome prestigioso e il maggior numero di spettatori nella scorsa stagione, ma di fatto resta difficile aspettarsi una stagione che vada oltre le 40 vittorie e un posizionamento tra il 9° e l’11° posto. Coby White, Josh Giddey e Nikola Vučević sono i tre giocatori più importanti, per il resto è una buona squadra ma forse ancora senza grandi ambizioni e destinati a rimanere nel loro limbo, se non fare peggio. L’ultima squadra appartenente a questa categoria è Miami. Dall’inizio senza Jimmy Butler, i giocatori di copertina per gli Heat sono Tyler Herro (ai box per 2 mesi e mezzo) e Bam Adebayo, più Wiggins. In estate hanno aggiunto Norman Powell e il nostro Simone Fontecchio scambiato con Duncan Robinson a Detroit. Le sorti degli Heat tra play-in e una maggiore aspirazione avrà a che vedere con la possibilità, durante l’anno, di portare in Florida qualche superstar. In caso contrario, sicuramente anche grazie alla continuità con coach Spoelstra l’identità della squadra è più chiara rispetto ad altre franchigie.
– PROVARCI SENZA TROPPE ASPETTATIVE
Una stagione non sotto i riflettori è quella che potrebbero giocare i Boston Celtics e gli Indiana Pacers, protagonista attesa (Boston) e a sorpresa (Indiana), delle ultime due stagioni. Difficilmente si vedrà una Boston capace di occupare una delle prime tre posizioni come ormai d’abitudine, questo principalmente per il grande handicap dovuto all’infortunio di Jason Tatum. Dalle ultime notizie, interviste ai compagni e video che girano, pare che il talento di Duke stia facendo passi da gigante per tornare integro e ad oggi il suo rientro se, come dice lui, avrà recuperato al 100% non è da escludere possa avvenire prima del termine della stagione. Molto dipenderà anche dalla situazione in classifica dei Celtics che, in caso si trovassero già certi di non lottare per i playoff o per un posto ai play-in, in comune accordo col giocatore potrebbero non rischiarlo. Dato il livello della Eastern Conference, Boston può sicuramente provare a fare bene anche senza Tatum, ma in estate ci sono stati alcuni cambi che hanno smontato l’ossatura della squadra campione nel 2024. Via Jrue Holiday, Al Horford, Luke Kornet e Kristaps Porzinģis; mentre la continuità verrà data da Brown, Pritchard e Derrick White. Il colpo dell’estate è stato Anfernee Simons da Portland, mentre sotto canestro non sembrano essere molto pericolosi, nonostante finora una buona preseason. Discorso analogo per gli Indiana Pacers. La squadra di Indianapolis, da outsider nelle ultime due stagioni, ha saputo rendersi protagonista arrivando due volte consecutive alle finali di conference e ad una gara 7 con Oklahoma che senza l’infortunio di Haliburton avrebbe potuto avere un finale diverso, dato l’equilibrio della serie. Che possano ripetersi quest’anno è complicato, complice anche il passaggio a Milwauke di Myles Turner. Per sostituirlo Indiana non ha cercato altrove, ma darà fiducia ai rientranti Isaiah Jackson e James Wiseman oltre che a Tony Bradley. L’impressione è che sia comunque una buona squadra, resa tale anche dalla guida di coach Carlisle. Per fare una buona stagione, senza Haliburton, molto dipenderà dalla crescita di responsabilità che toccheranno a Mathurin e Nembhard, oltre all’altro top player della squadra Pascal Siakam.
– ALLA RICERCA DEL MIGLIOR PIAZZAMENTO PER POI GIOCARSELA AI PLAY OFF
Milwauke, Atlanta, Detroit e Orlando. Queste le squadre che potrebbero occupare nell’arco della stagione le posizioni dalla 3 alla 6, e quindi partire direttamente dalla griglia dei playoff. Partiamo da Milwauke, per il semplice motivo che se resta Giannis Antetokounmpo è una squadra che può stare ai soliti livelli e diventare più competitiva con qualche trade. Senza i Bucks inizierebbero quel percorso di transizione in attesa di nuovi trascinatori. Gli innesti estivi sono stati Myles Turner, Gary Harris, Amir Coffey e Cole Anthony. Per la prima volta inoltre nella storia della NBA, i Bucks avranno tre fratelli in squadra, a Gianni e Thanasis si è aggiunto Alex. Quest’anno Atlanta ha costruito una squadra introno a Trae Young auspicandosi di riavvicinarsi al livello del 2020/2021, quando raggiunsero le finali di conference. Il roster è sicuramente più atletico e può contare su buoni giovani. Il colpo di mercato è stato Kristaps Porzinģis, il cui impatto potrà essere determinante quando giocherà, dato che gli infortuni potrebbero incidere sulla sua disponibilità, lo scorso anno 42 partite coi Celtics. Passando ai Detroit Pistons, l’obiettivo è quello di continuare a crescere dopo il sesto posto dello scorso anno. Un salto in avanti non irrilevante per una franchigia che nelle altre due stagioni precedenti aveva collezionato un totale di 31 vittorie. L’obiettivo reale e graduale potrebbe essere la vittoria di un turno playoff, ma, repetita iuvant, è lecito aspettarsi qualche sorpresa durante la stagione. La squadra è ancora giovane e può puntare sulla sua stella Cade Cunningham, affiancato da Jalen Duren, Ausar Thompson e Jaden Ivey. La post season ha visto Hardway jr., Schröder lasciare Detroit e al loro posto Duncan Robinson e Caris LeVert, come giocatori d’esperienza. Un possibile salto in avanti potrà arrivare anche se la presenza di Cunningham aiuterà a portare a Detroit un altro giocatore di prima fascia. Orlando nella scorsa stagione ha fatto registrare la seconda difesa della lega e il ventisettesimo attacco. Gli infortuni hanno sicuramente contribuito alla bassa proposta offensiva, ma resta una squadra giovane già di buon livello che può crescere e fare meglio rispetto all’anno scorso. Aggiunte di sostanza come Tyus Jones e Desdmond Bane, danno ulteriore qualità ad una squadra che ha come stelle Banchero e il fresco campione del mondo con la sua Germania Franz Wagner.
– OBIETTIVO FINALS
Veniamo infine alle ultime due squadre dell’Est che per dichiarazione d’intenti e continuità di progetto hanno lo stesso obiettivo: le Finals NBA. Partiamo dai New York Knicks, dove nonostante il raggiungimento delle finali di conference dopo 25 anni hanno deciso di cambiare allenatore: fuori Thibodeau, dentro Mike Brown. Rotazioni più lunghe con Jordan Clarckson e Yabusele. Per il resto il nucleo centrale del roster è lo stesso e quest’anno vuole arrivare fino in fondo. E se arrivasse Giannis… . In Ohio invece, a Cleveland, i Cavs devono rimanere concentrati fino alla fine. Le ultime stagioni gli hanno visti sempre ben figurare in regular season (64-18 2024/2025), ma perdersi poi nei playoff, dove, nonostante il fattore campo spesso a favore, non sono mai andati oltre le semifinali negli ultimi tre anni. Buone notizie sia dall’attacco che dalla difesa, l’unica aggiunta è stata Lonzo Ball che, infortuni permettendo, potrà dare il suo contributo in termini di qualità alla squadra. Se la squadra non perderà dei pezzi lungo la stagione ci sono buone possibilità che diventi la principale contender ad Est.
Amici di Bakset Magazine vi auguro una buona lettura, e presto arriverà anche la nostra analisi sulla ben più competitiva Western Conference.
di Edoardo Tamba