Le parole dei due coach, quello di Brindisi Dragan Sakota e quello di Brescia Alessandro Magro, dopo il loro scontro nel quindicesimo turno di LBA:

 

DRAGAN SAKOTA:

Siamo contenti perché abbiamo fatto tutto da soli, indipendentemente dagli altri risultati. Siamo contenti perché, dopo una partenza molto brutta per tanti motivi, abbiamo avuto una grande risposta fisica e mentale. Dal meno 15 al più 11 ci sono stati 26 punti di scarto in un quarto e mezzo circa che a Trento, nelle nostre condizioni, è una cosa non facile, tutt’altro. Trento è una buonissima squadra, corre, atletica, ben organizzata. Noi dopo aver preso un buon vantaggio nel terzo periodo siamo calati soprattutto per la stanchezza, ma è un calendario tremendo ed era la sesta volta che giocavamo con un giorno di riposo dalla gara precedente di EuroLeague. Portarla a casa non era facile ed è stato qualcosa di importante per lo sforzo fatto dai ragazzi. Napier l’abbiamo voluto perché è il playmaker dello scudetto e sappiamo che ha le potenzialità per segnare i canestri importanti. Ma stasera mi è piaciuto come ha tenuto in mano la squadra, dettato i ritmi. Ha giocato una grande partita così come l’ha fatta Giordano Bortolani. Essendo giovane non vorrei fargli troppi complimenti, ma se in 17 minuti fai più 26 di plus/minus significa che hai fatto bene. La Coppa Italia? Al momento, non ci penso, non riesco, vedo solo davanti a me la partita di martedì con l’Alba Berlino”.

 

ALESSANDRO MAGRO:

“Ci tenevamo ad iniziare l’anno con una vittoria in trasferta e io in particolar modo non volevo essere in conferenza, così sarebbe stato se avessimo vinto: era giusto che il palcoscenico fosse per il mio vice Matteo Cotelli, che con Francesco Taccetti ha preparato benissimo la partita per la mia assenza settimanale in palestra dovuto alla forte influenza che mi ha colpito. Ho comunque seguito gli allenamenti e la sqaudra ha lavorato benissimo. Siccome abbiamo perso, è giusto che ci metta faccia. Mi prendo tutta la responsabilità, anche di certe scelte. Questa sconfitta non cambia però nulla di ciò che questa sqaudra ha fatto finora. Ci tenevamo al record societario di vittorie alla fine dell’andata (comunque eguagliato, ndr) perché il nostro è un buon percorso fino a questo momento e volevamo anche migliorarlo. Stiamo comunque esprimendo un buon livello di pallacanestro. Non  possiamo comunque non riconsocere i  meriti a Bridnisi. Bartely è un giocatore che ha fatto e farà la differenza e su questo campo non so chi riuscirà a vincere da qui alla fine: non a caso ci abbiamo perso sia noi che la Virtus Bologna. Abbiamo fatto fatica a difendere su loro situazioni di isolamento. Siamo stati poco attenti sull’arco dei tre punti e poco attenti a difendere di squadra, cosa che invece solitamente facciamo bene. Da qui alle Final Eight, e anche dopo, il nostro obiettivo sarà ottenere la migliore posizione disponibile per i play off… Per quanto riguarda la Coppa Italia se vuoi provare a fare bene devi provare a battere tutti e non è importante la posizione da cui parti: l’anno scorso l’abbiamo vinta partendo dall’ottavo posto. Non credo sia un disastro aver perso questa partita, penso sia parte di un percorso di una squadra che in trasferta ha giocato otto partite e ne ha perse tre. Fuori casa è sempre difficile vincere, non è una scusa, oggi abbiamo le nostre colpe, ma saremo pronti a ripartire. Qualsiasi cosa io abbia detto nell’intervallo non ha funzionato, visto che anche nel secondo tempo abbiamo perso sette palloni. Questo ha inciso, permettendo a Brindisi di correre e mettere punti a referto con facilità. Ad essere sinceri non abbiamo mollato mai, non abbiamo avuto atteggiamenti negativi di rinuncia… Ci sono state delle sliding doors dove non siamo riusciti a girare la partita: a 2’30” dalla fine abbiamo delle situaizoni in cui potevamo riprendere la partita… Penso alla palla persa (da Petrucelli, ndr) a 5’ dalla fine sotto sotto di cinque e sull’azione successiva abbiamo preso un gioco da 3 punti di Brindisi, ma anche sul 78-74 a 2’ e 30” abbiamo sbagliato la penetrazione per andare a -2. Loro hanno fatto buone prestazioni individuali, segnando anche con le nostre mani in faccia. Nei momenti clutch purtroppo siamo mancanti. Potevo fare scelte diverse, cambiare uomini. Ho scelto determinati giocatori per dare fastidio a Brindisi in alcuni possessi dove invece le cose non sono andate come pensavamo. Cambia tutto, ma oggi cambia solo che non ho potuto aiutare la squadra a vincere. Andiamo a Torino per difendere la Coppa Italia, non per vedere cosa succede. Da sconfitte come quella di oggi si può imparare anche in vista di una competizione importante come le Final Eigh”.