La Virtus Roma 1960 nello scorso weekend ha sconfitto la Carver sul punteggio di 81-67. La gara si è giocata in un PalaTiziano sold-out, la squadra di Tonolli infatti si è imposta davanti ai 2500 spettatori accorsi a vedere la sfida. Per la bandiera della Virtus Roma (che ha giocato nella capitale dal 1994 al 2014 vincendo una Supercoppa nel 2000) si è trattato di un ritorno nel palazzetto che l’ha ospitato per tante stagioni ed in cui ha vissuto sia momenti di gloria ma anche dolori (come ad esempio le finali playoff perse contro Siena). Chiusa la carriera da giocatore, da pochi anni è iniziata la sua avventura da allenatore ed ora punta a riportare Roma nel basket che conta. Tonolli ha racconto in esclusiva a BM che sensazioni ha vissuto nel tornare al PalaTiziano ed i suoi obiettivi ora che è alla guida della Virtus Roma 1960. Queste le sue parole:

 

Sulle sue sensazioni nel ritornare al PalaTiziano: “È logico che avendo giocato tante partite in Virtus nel palazzetto, già solo durante il momento dell’ingresso al campo sei inondato di emozioni, avendole vissute da giocatore ma anche ora sono sempre le stesse. Emozioni dimenticate, ma quando ritorni in determinati luoghi queste ti inondano il cuore. Anche la sensazione di vedere riempirsi il palazzetto ti rievoca quelle emozioni che avevo vissuto già da giocatore. È emozionante, impagabile ed è una grande gioia. Siamo anche stati noi bravi a riempire il palazzetto. C’è un lavoro di due anni e mezzo che ha permesso ciò, fatto di tanta fatica, credibilità e risultati”.

Su cosa è stato colpito nel suo ritorno al palazzetto: “Mi ha colpito l’affetto dei tifosi verso i ragazzi. Veniamo da una prima fase giocata al PalaCentro, che è una palestra dove la capienza massima è di 250 persone. Quindi la grande affluenza ed un pubblico che è stato partecipativo durante la gara ha fatto piacere. È stato davvero un momento importante di aggregazione. Un altra cosa bella è stata che la partecipazione all’evento includeva tutti, dalle persone anziane ai più giovani fino ad arrivare agli adulti. Roma ha risposto alla grande ed ha voglia di basket. Mi ha fatto molto piacere”.

Sulla possibilità di giocare altre partite al PalaTiziano nell’immediato: “Al momento la stiamo valutando, non ci aspettavamo questo riscontro di pubblico. Un dato che ci ha sorpreso positivamente, ci ha dato modo di fare delle riflessioni in questi giorni e quindi stiamo valutando tutte le ipotesi in questi giorni”.

Su come la squadra abbia vissuto la gara in un palazzetto sold-out: “Ho visto una squadra un po’ contratta. Anche se la partita aveva poca valenza in termini di classifica, i ragazzi ci tenevano a ben figurare. Ad eccezione dei tifosi della Carver (circa un centinaio), la maggioranza era venuta per assistere alla prova dei ragazzi, meritatamente, dato che veniamo da una prima fase fantastica dove abbiamo ottenuto venti vittorie ed appena due sconfitte. Questo gli ha provocato della pressione dovuta al fatto di far risultato ed anche un’ottima prestazione. All’inizio la squadra mi è apparsa contratta. Nello spogliatoio ho detto loro di godersi la giornata, che non sai se ricapiteranno ancora partite così. Giocare una partita casalinga davanti a 2500 persone non è una cosa da tutti i giorni”.

Su i prossimi passi che dovrà compiere la squadra: “Dovremo cercare di raggiungere in ogni modo l’obiettivo che ci eravamo prefissati ad inizio stagione, cioè cercare di ottenere questa promozione, che ci porterebbe ad una terza categoria che è la B Nazionale”.

Sul bilancio della stagione: “Sicuramente positive, nonostante all’inizio abbiamo avuto difficoltà con l’innesto di nuovi giocatori, anche se l’anno scorso abbiamo fatto un campionato strepitoso vincendo la C Gold e permettendoci poi di poter svolgere questo campionato di B Interregionale. Abbiamo iniziato un po’ cercando di conoscerci, all’inizio abbiamo subito una brutta sconfitta contro Fiumicino. Ci siamo allenati con grande forza e fiducia, credendo nel progetto ed alla fine i risultati ben presto si sono visti. Parliamo di giocatori di qualità, è normale che ci sia una crescita fisiologica, allenamento dopo allenamento ed infatti poi i risultati son venuti. In queste ventidue partite abbiamo subito infatti solamente due sconfitte”.

Sulla possibilità di raggiungere l’A2 tra due anni: “Dipende da molti fattori, non solo sportivi ma anche economici. Quando abbiamo iniziato il progetto siamo sempre stati ambiziosi e dall’inizio abbiamo voluto puntare in alto. È difficile valutare gli anni, ma vogliamo portare a Roma una realtà che possa giocarsi i campionati di prima fascia”.

Sulle forze economiche che li hanno sostenuti in questi mesi: “Avere vicino il gruppo GVM, un gruppo ospedaliero che è il terzo polo in Italia ci ha dato sicuramente grande forza e questo ha portato ad un avvicinamento di sponsor importanti. Per l’evento oltre a Team Service, si è avvicinata anche McDonald, uno sponsor importante che come GVM all’inizio ha visto un progetto duraturo, sano ed importante per la città di Roma. Avere vicino dei partner così importanti fa ben sperare”.

Sulla sua carriera da allenatore: “Quando ho smesso da giocatore, l’idea era di restare nel basket. Appena ho smesso, dopo una settimana ero a Norcia a fare il corso di allenatore. Fin da subito la volontà era di restare nella pallacanestro ed essere un allenatore. Cercare di portare l’esperienza vissuta da giocatore e quello che ho appreso da tanti allenatori importanti che mi hanno allenato e poi cercare di trasmetterla ai miei giocatori. Non è stato un percorso solo da senior, dato che ho allenato prima la Promozione, poi la serie C l’anno scorso. C’è stato un processo di allenamento nelle giovanili che mi hanno aiutato a capire alcune dinamiche da allenatore. La mia volontà è di rimanere qui, il mio sogno è riportare la Virtus Roma 1960 in serie A ed allenare questa squadra. Il mio sogno da giocatore e capitano era di riportare la Virtus allo scudetto, ho fatto due finali ma non ce l’ho fatta. Ora il massimo per me sarebbe  portare da allenatore la Virtus Roma 1960 in serie A”.

Sul suo rapporto con Maurizio Zoffoli: “Un rapporto che dura nel tempo, di massima stima. Il mio processo di crescita è partito da quando allenavo nelle giovanili suo figlio e siamo arrivati ad uno scudetto con l’U18 Eccellenza. Successivamente quando ho allenato la serie C, guidavo la Petriana, società di Maurizio Zoffoli. Ho avuto la possibilità di allenare i senior, grazie a Maurizio che ha creduto in me ed in quello che facevo da allenatore. La storia poi è proseguita negli ultimi due anni e mezzo con la promozione dalla C Gold ed ora con il campionato di B Interregionale. Ho provato a portare una nuova realtà importante a Roma e per il momento stiamo ottenendo buoni risultati”.

 

Nell’immagine Alessandro Tonolli, foto Gennaro Masi

Valerio Laurenti