di Maurizio Roveri

Si sono presi tutto, i London Lions. Tutto.
Tutto quello che era in palio alla O2 Arena, nella domenica delle Finali dei Playoff di pallacanestro.
Due partite secche, valide per il titolo Women’s British Basketball League (quello Femminile) e per
il titolo della BBL, che andava a incoronare la squadra maschile più forte del Regno Unito.
Tutto in un pomeriggio intensissimo. Vissuto dentro un vortice di passioni, colori, suoni,
entusiasmo, tensione, emozioni, fiera rivalità.
Due sfide, curiosamente fra le squadre degli stessi Club. I London Lions e i Leicester Riders.
Arrivati alle Finali della post-season dopo aver dimostrato per mesi d’essere chiaramente i Club
meglio strutturati, nel lungo viaggio della regular season e nei primi due turni dei playoff.
I “Leoni di Londra” erano stati addirittura dominanti, vincendo la stagione regolare con largo
anticipo. E la squadra femminile, quella delle “leonesse”, aveva perso una sola partita…
L’una dopo l’altra, le Finali sui legni della O2 Arena londinese assumevano progressivamente i
contorni del trionfo per i London Lions. Campioni due volte. Con gli uomini dell’head coach Ryan
Schmidt, e con le ragazze allenate da Stella Kaltsidou.
Se per il Team Femminile si tratta del terzo titolo consecutivo, un autentico dominio, il gruppo
maschile dei Lions cercava il suo primo grande momento di gloria dove si vince davvero una
stagione. L’anno scorso aveva vinto la regular season, ma… nella finale dei playoff aveva dovuto
cedere: proprio davanti ai Leicester Riders. I quali, dunque, difendevano ieri il loro titolo.
Avevano una missione, i “nuovi” London Lions: prendersi una chiara rivincita sui rivali storici di
Leicester ed entrare nella storia diventando veramente i Campioni. Per la prima volta. Ci sono
riusciti. Titolo BBL Championship (quello della regular season) e titolo BBL Playoff. Stagione
memorabile.
Un cambio di marcia e un deciso salto di qualità. Sono il frutto di progettazione, programmazione,
forti investimenti, organizzazione professionale. E scelte importanti, già avviate da circa un paio
d’anni, lavorando sulla solidità strutturale del Club, sulla creazione di un nuovo e ambizioso
progetto.
La “Ownership” del Club londinese è potente: 777 Partners. Si tratta di un Fondo statunitense di
investimenti, con sede a Miami, che possiede un patrimonio di 3 miliardi di dollari in asset, ha
all’attivo più di 45 società. Inoltre, un giocatore dei Toronto Raptors, la guardia Aguogua “OG”
Anunoby, venticinquenne nigeriano naturalizzato britannico (è nativo di Londra) ha acquistato una
quota di minoranza dei London Lions.
Dall’agosto 2021 i London Lions hanno in Brett Burman un nuovo General Manager. E dal luglio
scorso il nuovo allenatore, Ryan Schmidt, il quale ha trasmesso alla squadra una mentalità e una
identità tecnica che hanno permesso ai London Lions di dominare la stagione.
Londra, adesso, è davvero la capitale britannica dei canestri.
I Leicester Riders sono stati avversari valorosi. Non possiedono il potenziale dei Lions di questa
stagione, ma si portano dietro una solida mentalità che li spinge a combattere duro. Con orgoglio
hanno difeso il titolo maschile che avevano vinto un anno fa. E anche in una finale che i Lions
hanno avuto nelle loro mani, non sono mancati i momenti-thrilling. E attimi di sofferenza per il team
londinese, quando i Riders di Leicester – trascinati da uno Zach Jackson “on fire” autore di un
game-high di 20 punti – sono stati capaci di gettarsi in una fiera rimonta. Nell’ultimo quarto.
Arrivando a recuperare undici dei sedici punti di passivo. Lo sforzo compiuto dalla truppa di coach

Rob Paternostro è stato di notevole spessore, ma ovviamente molto dispendioso sul piano delle
energie fisiche e mentali.
Il pericolo ha risvegliato i London Lions che hanno ripreso il controllo, senza correre rischi. E
vincendo con il punteggio di 88-80. Va ricordato che i Lions hanno dovuto affrontare questa finale
senza il loro giocatore più importante e carismatico, l’ex-NBA Sam Dekker.
La chiave del successo, e del titolo, dei London Lions sta nell’efficacia difensiva, che ha sporcato
tanti tiri. Costringendo i Leicester Riders ad un infelice 27 su 66. Per una percentuale del 40%. In
particolare la squadra londinese di coach Schmidt ha negato ai Riders d’essere pericolosi con le
conclusioni dalla lunga distanza: appena il 20% fatto registrare dal Leicester nel tiro da 3.
In assenza di Dekker, a guidare i Lions sulla strada giusta e quasi sempre sicura sono stati il
playmaker Jordan Taylor (15 punti, con il 50% da due e il 66% da tre), 7 assist, 4 rimbalzi, 22 di
valutazione), la guardia Mine Oni il cui intenso lavoro ai rimbalzi (10) è stato determinante, oltre ai
14 punti, ai 5 assist e alle 4 palle recuperate.
Preziosa la prestazione di Aaron Best, 15 punti, micidiale dalla linea dei tiri liberi (7 su 7). E poi un
solidissimo, concreto lavoro difensivo di Josh Sharma, il big man dei London Lions (un centro
molto cresciuto, per minutaggio e rendimento, da quando non fa più parte della squadra Kostas
Koufos).
Sono 3 i trofei vinti in questa stagione dai London Lions: quello, importante, di ieri nella Finale dei
Playoff, il successo nella regular season e la vittoria nella BBL Cup.
Il salto di qualità c’è stato. Un passo importante lungo la strada per diventare un Club maturo,
affidabile, ancor più organizzato per portare Londra – nell’autunno 2024 o nel 2025 – a competere
fra le Stelle dell’Euroleague.
Più liimpida è stata, ieri, la finale Playoff che ha visto un nuovo trionfo delle ragazze dei London
Lions. Sconfitto il Leicester 57-41. Notevole performance di Ty Battle, una guardia-ala che,
andando spesso in posizione di “low post” ha catturato 15 rimbalzi. Creando problemi, tecnici e
tattici, alle avversarie. Anche 8 punti, 2 palle recuperate e 2 assist per Ty Battle, nominata MVP
della finale.
Come per la squadra maschile, anche quella femminile ha vinto la regular season e la finale dei
Playoff.