Tanto duro lavoro in palestra per difendere in maniera intensa nell’arco dei quaranta minuti di gioco è ciò che aspetterà i giocatori convocati dalla nazionale di basket della Lituania, dal momento in cui, favorito per la panchina della rappresentativa di un paese dalle forti tradizioni cestitiche, è Rimas Kurtinaitis.
Attualmente alla guida del Sabah, in Azerbaijan, Kurtinaitis è il profilo che il presidente della federabasket lituana, Mindaugas Balčiūnas, ha identificato per la successione a Kazys Maksvytis, dimessosi dopo la sconfitta nel Preolimpico di Porto Rico.
“Mi sono già incontrato con Kurtinaitis, ma in federazione si aspettano che presenti altri candidati” ha dichiarato Balčiūnas alla stampa locale. “Ciononostante, credo che entro una settimana possiamo chiudere l’operazione”.
Come in aviazione
Con Kurtinaitis prossimo all’ufficializzazione, la Lituania si dota di un allenatore dalla lunga esperienza internazionale costellata da successi, come dimostrano le tre EuroCup vinte nel 2009, 2012 e 2015 alla guida del Rytas di Vilna (Vilnius) e del Khimki, e la VTB League vinta come capoallenatore al VEF di Riga nel 2011.
Visto all’opera anche in Italia, a Cantù nel 2016 per nove partite (di cui solo due vinte), il sessantaquattenne allenatore nativo di Kaunas è noto per una forte attenzione alla disciplina, con sessioni di allenamento molto lunghe atte a plasmare un forte atteggiamento difensivo.
“Giocare a basket è come volare” ha dichiarato Kurtinaitis qualche anno fa con una metafora che ben riassume il suo metodo di lavoro “i piloti non possono prendere servizio senza un certo numero di pratiche alle spalle. Se vuoi giocare a basket, allenati!”.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Rimas Kurtinaitis e Romeo Travis a Cantù. Credits: La Provincia