Nando Macchiavelli ha lasciati. Noto giornalista (nel senso più ampio del termine: scritto, radio, tv, radio-telecronista, conduttore, che fosse) bolognese. Appassionato di sport a 360 gradi, tra questo non poteva mancare il suo amore per il basket, insieme al calcio e soprattutto al tennis dove giocava alla grande, colpi di classe. Competenza, passione, sensibilità, capacità di sdrammatizzare per vivere lo sport per quello che è, ironia (anche su sé stesso) tutta petroniana.
Una grande perdita. Qui sotto il ricordo commosso del nostro vice direttore Fabrizio Pungetti che lo ebbe tra i suoi maestri.
Ai familiari, ai tanti appassionati che lo hanno ammirato per tanti anni le sentite e affettuose condoglianze del direttore di BM Mario Arceri e di tutta la nostra redazione
CIAO NANDO, CARO, ANTICO MAESTRO
di FABRIZIO PUNGETTI
Ciao Nando.
Anche io nel mio piccolo devo molto a Nando Macchiavelli.
Quando fu anche addetto stampa della Fortitudo, ultimi anni ’80, mi chiese di dargli una mano. Io avevo cominciato da poco, mi affidò il compito di seguire l’ house ogan Fortitudo Basket News, che, da organo dei tifosi realizzato insieme ai ragazzi della Fossa dei Leoni, era diventato un giornale vero e proprio, patinato, 48 pagine a colori etc. Fidandosi ciecamente e dandomi fin dalle prime volte che ci conoscemmo grande disponibilità e stima.
Poi, ci ritrovammo in varie emittenti. E quanti Incontri nella bottega di Peppino Cellini, il mio primo Grande Maestro. Che coppia: battute anche tremende, competenza, ascoltarli discutere era una goduria.
Quanti consigli, quanti segreti del mestiere, anche quando iniziai a fare tv.
Nando amava le cose semplici, era un narratore incredibile costuitosi tutto da solo fino a diventare amatissimo da tutti ed esempio per molti di noi dell’ambiente.
Un vero Signore, e non è retorica classica.
Mai un rimprovero, la pacatezza, la sensibilità e a dolcezza erano le sue armi anche quando magari una cosa non era venuta come pensava e credeva andasse fatta diversamente. Autorevole ancora di più anche per questo. Anche una grande dote non di tutti racchiusa in tre aspetti che si completano: la capacità di sdrammatizzare per vivere lo sport per quello che è, l’ironia (anche su sé stesso) tutta petroniana, la capacità di raccontare lo sport e i suoi protagonisti in modo umano e romantico. Come li vive e li sogna il tifoso della strada.
L’ultima volta che ci vedemmo, alla serata dell’associazione Il Fortitudino per il ricordo di Charles Jordan scomparso da poc, lui immancabile anche se ormai si muoveva raramente. Fu impossibile non commuoversi riascoltando la sua telecronaca di un derby vinto dalla Effe.
Un altro che ci lascia un grande vuoto ma anche il ricordo di tutto quello che ha dato e insegnato a me e a tanti. E il segno indelebile che ha lasciato sullo sport e gli appassionati bolognesi.
Ti porterò nel cuore sempre e abbraccio la sua signora, i suoi figli e tutti gli sportivi bolognesi che da oggi si sentiranno più soli e tristi.
Rip. Nandone e in paradiso gioca (a tennis saresti imbattibile, calcio o basket che sia) con i tanti Campioni del giornalismo e come te e dello sport, che hai amato e raccontato in modo umano, romantico, impareggiabile
Foto Valentino Orsini