Il giocatore sardo, intervistato da Niccolò Trigari e Gaia Accoto, ha ripercorso le tappe della sua carriera vestendo i panni di Ulisse e narrando la sua Odissea. Tutto è partito dal numero 70: “Fa riferimento al 1970, anno in cui è nata la Santa Croce Basket Olbia, storico club sardo in cui sono nato e a cui devo tutto. Ringrazio mio padre e alcuni suoi amici che hanno fondato questa società, portando la pallacanestro ad Olbia. Questo numero l’ho scelto per la prima volta quando giocavo a Boston in NBA. Era bello questo collegamento, pensando a dove avevo iniziato e a dove ero in quel momento. Inoltre, i fondatori della Santa Croce erano tifosi dei Celtics; quindi, c’è un legame molto romantico con questo numero”.

A livello di emozioni, per Gigi c’è un trionfo che batte nettamente tutti gli altri: “Niente è stato vicino a quello che ho provato vincendo lo Scudetto Allievi nel 2002. Forse perché ero più giovane, non so, ancora mi si spezza la voce a pensarci. Negli ultimi minuti di quella finale, dato che eravamo avanti di 13 punti, avevo cominciato a piangere di gioia in modo irrefrenabile, una cosa che non mi è mai più capitata neanche quando ho vinto l’Eurolega”.

Tutto il resto della intervista (inclusi gli interventi di due protagonisti che hanno recentemente scritto pagine di storia dello sport italiano) è disponibile su tutte le piattaforme di podcasting.

Fonte: legabasket.it