Con il girone di ritorno cominciano le fasi calde della stagione regolare di Eurolega, quelle in cui si decidono le posizioni playoff. Continua il processo di ripresa di alcune big quali Fenerbahce, Maccabi ed Efes, mentre esce dalla crisi il Barcellona. L’impresa della settimana è firmata dal Baskonia, capace di fermare un CSKA da dodici vittorie filate. Ottime notizie sul fronte italiano, con l’Olimpia Milano che passa a Madrid contro il Real, un evento che non accadeva dal 2003/2004 (trattavasi allora di Uleb Cup, attuale Eurocup). Per Milano è l’ennesima vittoria in trasferta in un big match. Ora vediamo chi sono i migliori e i peggiori di questo turno.         

CHI SALE

Tyler Dorsey. I grandi problemi offensivi del Maccabi, quest’anno come lo scorso, nascono sempre quando Scottie Wilbekin vuole o è costretto a risolvere tutto da solo. Questo non accade se altre guardie contribuiscono in maniera seria al fatturato realizzativo. Contro l’insidiosa Alba Berlino è uscito tutto il talento di Tyler Dorsey, titolare di una prova da 25 punti con 8/10 dal campo e autore di diversi canestri che hanno respinto al mittente i tentativi di rimonta dei padroni di casa.               

Barcellona. Tre sconfitte consecutive, le perduranti assenze di Nikola Mirotic e Brandon Davies e un avversario ostico come il Valencia. Stavolta la risposta è stata più che positiva. Sarunas Jasikevicius, per non abbandonare mai il proprio amato assetto col doppio lungo, dà ampio spazio al giovane Sergi Martinez, che lo ripaga con una prova da 10 punti e 8 rimbalzi. Coraggio premiato quindi per il coach lituano, che venerdì prossimo si troverà a Mosca al cospetto di quel CSKA al momento superiore ai catalani nelle gerarchie della competizione. Può bastare l’innesto di Leo Westermann per sopperire alle mancanze in regia?                  

Baskonia. Due giorni dopo aver perso il recupero contro l’Alba Berlino, i baschi firmano la grande impresa di giornata, fermando la marcia del CSKA. C’è tanta difesa nel successo, ma c’è soprattutto la volontà e la capacità di correre il campo a ritmi altissimi, un tipo di gioco non sempre sostenibile per una squadra fisica e pesante come quella russa. Ancora eccezionale Achille Polonara, e con lui Pierria Henry e Rokas Giedraitis. Sono altalenanti perché manca costanza a diversi dei loro punti di riferimento, ma i ragazzi di Dusko Ivanovic sono invitati anche quest’anno alle danze per le prime otto posizioni.                

Zalgiris Kaunas. Quella contro il solito Khimki è la sesta vittoria consecutiva, un traguardo che nessuno avrebbe immaginato a inizio stagione, vedendo il roster e considerata la partenza di Sarunas Jasikevicius. Invece Martin Schiller, con gli alti e bassi ovvi di una nuova gestione, ha dato una chiara identità a una squadra che gioca in maniera dinamica e molto piacevole in attacco. Ora anche il sistema difensivo pare ingranare ai livelli cui le scorse stagioni ci avevano abituati. Sono assolutamente in corsa per guadagnarsi un sorprendente posto ai playoff.                   

Olimpia Milano. 2-0 in stagione contro il Real Madrid, espugnando il Wizink Center per la prima volta dopo sedici anni. Vero, i Blancos erano falcidiati dalle assenze, ma Milano era priva di entrambi gli interpreti del ruolo di numero tre, Shavon Shields e Vladimir Micov. Come accadde a Istanbul contro l’Efes, Milano ha rischiato di farsi rimontare dopo aver toccato il più diciassette, ma ha resistito grazie a un immane sforzo difensivo. L’attacco non è certo tra i più belli nella competizione, ma questa capacità di far giocare male le avversarie sta costando molte sconfitte alle big. Se l’Olimpia si ricordasse di dover prima di tutto dover far giocare male l’avversario anche contro le piccole, avrebbe una marcia adeguata a quello per cui è costruita: arrivare in fondo all’Eurolega.           

CHI SCENDE

Khimki. Quello subito contro lo Zalgiris è l’ennesimo centello di una stagione disgraziata. All’intervallo conducevano 48-39, poi hanno subito 39 punti nel solo terzo quarto, una prova difensiva che sarebbe vergognosa anche contro i talenti che giocano in NBA. Sono scomparsi Greg Monroe, Jonas Jerebko e Janis Timma, forse tutti e tre fuori dal progetto tecnico per motivi misteriosi. In attacco continua lo show solitario di Alexey Shved, mentre di difesa non si può nemmeno parlare. Rimas Kurtinaitis non merita una panchina di Eurolega, e intanto la società non si fa sentire. A livello di Eurolega questo Khimki è una vergogna, soprattutto per come era stato costruito.

Panathinaikos. C’era molto scetticismo davanti alla scelta di esonerare coach Vovoras. Uno scetticismo espresso in settimana sui social anche dal leader Nemanja Nedovic. E infatti la passeggiata fatta dallo Zenit a OAKA non ha fatto altro che provare il fatto che il problema non fosse certo in panchina. C’è una chiara mancanza di talento, che a questi livelli può essere sopperita fino a un certo punto dalla guida tecnica. Cambierà davvero qualcosa la firma di coach Oded Kattash?           

Valencia. Contro un Barcellona in evidente difficoltà, la squadra di Jaume Ponsarnau aveva a disposizione una grossa chance di inatteso colpo esterno. Chance vanificata da un ingresso in campo con un atteggiamento incomprensibile, estremamente arrendevole davanti alla cattiveria difensiva messa in campo dai Blaugrana. Dopo un inizio discreto, anche la stessa difesa valenciana ha completamente ceduto il passo alla determinazione dei padroni di casa. Ok l’assenza di Bojan Dubljevic, ma non basta. Martedì saranno a Milano, in una partita viatico per entrambe le squadre. Con questo atteggiamento i Taronja non hanno speranze.   

Gli arbitri di Olympiacos-Bayern. Di solito la categoria arbitrale non rientra nelle nostre valutazioni, ma questa settimana è inevitabile. Ogni turno che passa rende sempre più evidente l’inadeguatezza di molti componenti della categoria arbitrale al livello dell’Eurolega. Il gravissimo errore sul tiro della vittoria di Paul Zipser contro l’Olympiacos è solo la punta dell’iceberg. Davanti agli occhi di uno dei due arbitri coda, Sasha Vezenkov invade chiaramente il cilindro del tiratore tedesco e spinge anche con una mano sulla schiena. Tre liberi mancati che avrebbero potuto decidere la partita al contrario. Andrea Trinchieri, a sirena suonata, impazzisce e sarà giustamente punito, ma stavolta è difficile biasimarlo. In Eurolega c’è un gravissimo problema arbitri.      

Nicolas Laprovittola. Inutile negarlo, non poteva essere così facile digerire la partenza di Facundo Campazzo. Nella partita contro Milano Pablo Laso nel finale decide di affidarsi al classe 2000 Carlos Alocen, pur autore di diversi errori ingenui. Questo non può che spiegarsi con l’inadeguatezza di Nicolas Laprovittola. Aldilà dell’evidente gap di talento rispetto al connazionale partito per l’NBA, ci sono delle palesi difficoltà difensive, non tollerabili contro Sergio Rodriguez e Malcolm Delaney. Sergio Llull ne avrà per un po’, e questo a lungo termine può essere un serio problema.         

LA CLASSIFICA

CSKA Mosca 14-4; Barcellona 12-6; Real Madrid 12-6; Zenit San Pietroburgo 11-5; Bayern Monaco 11-7; Zalgiris 11-7; Olimpia Milano 10-7; Valencia 10-8; Olympiacos 9-8; Baskonia 9-9; Efes Istanbul 9-9; Maccabi Tel-Aviv 8-10; Fenerbahce 8-10; Alba Berlino 7-11; Stella Rossa 6-12; Panathinaikos 5-13; ASVEL 5-12; Khimki Mosca 2-16

FOTO: un’esultanza di Ettore Messina, coach di Milano (Ciamillo-Castoria)

Andrea Ranieri