Una sola firma, una sola misera firma. Se facessimo questo ragionamento su una squadra qualsiasi il giudizio unanime parlerebbe di un mercato deficitario. Se lo facciamo sul Real Madrid e quella firma risponde al nome di Facundo Campazzo, le cose cambiano. Doveva essere un’estate di rivoluzione fino ai playoff di Eurolega quando, sullo 0-2, i merengues erano ormai rassegnati a veder passare il Partizan Belgrado alle Final 4 di Kaunas e Chus Mateo era già pronto a cercare un’altra panchina da cui ripartire. E invece no. Non solo arriva la rimonta vincendo due volte alla Stark Arena ma il canestro che dà la vittoria sull’Olympiacos è l’unico che segna Llull in finale. Tanto per ricordare che il talento, quello vero, non ha età e quale sia la differenza che intercorre tra un grande giocatore ed un Campione con la maiuscola. A questa squadra mancava un playmaker affidabile che non poteva essere Nigel Williams-Goss; lo statunitense ha lasciato Madrid a fine contratto, il sostituto è il figliuol prodigo argentino.

IL COACH

Chus Mateo può considerarsi bravo, ma anche fortunato. Sulla prima qualità ancora oggi il madridismo si divide, colpa anche del fatto che, da assistente di Pablo Laso, non l’abbia sostenuto nel momento dello scontro con il club riguardo alle condizioni fisiche dell’attuale coach del Bayern. Il suo nome non era assolutamente il primo della lista della Casa Blanca per questa stagione; Scariolo ha smentito i contatti ma Xavi Pascual era uno dei nomi più seguiti sul taccuino del GM Sánchez. L’Eurolega (primo grosso titolo della carriera del coach che ha anche sollevato due Supercoppe) ha cambiato le carte in tavola. Sulla seconda…Napoleone Bonaparte ha sempre preferito generali fortunati a generali bravi…chissà se avrà ragione ancora una volta.

IL NUOVO

Nuovo nuovo Facu Campazzo non è, visto che è un ritorno a casa che si attendeva già dalla scorsa stagione, con il Real che vantava un credito di quasi 3 milioni nei confronti del giocatore, figlio della clausola di rescissione mai pagata quando questi si trasferì in NBA. Alla fine il ricongiungimento si è consumato dopo una parentesi alla Stella Rossa ed ha ricostruito quell’asse con Walter Tavares che fa invidia al continente. Campazzo è uno dei pochi playmaker capaci di unire la capacità realizzativa delle point guard moderne alla visione dei playmaker di vecchia scuola, se poi ci mettiamo il pizzico di estro “a là Teodosic” dei tempi d’oro, il mix regala il miglior interprete del ruolo di tutta l’Eurolega. Proprio come il buon Milos, però, risulta un po’ indolente nella propria metà campo e, non disponendo di un fisico atletico, ha dovuto lasciare l’NBA non appena ha maturato “l’anzianità” che gli permette di entrare nel programma pensionistico della lega statunitense. 

IL COLPO DI MERCATO

Ovviamente è l’unica nuova firma, Campazzo, a prendersi la copertina, ma uscendo un po’ dalla definizione di colpo di mercato, la firma professionistica di Ismaila Diagne potrebbe essere l’ennesima consacrazione di una perla proveniente dall’ormai prolifico settore giovanile merengue. 2,11m, atletismo, sfacciataggine e solo 16 anni sulla carta d’identità. Qualcuno ricorderà chi altro debuttò nel Real a quell’età.

I CONFERMATI

Sono rimasti, contro pronostico, i senatori della squadra. Sergio Llull, Rudy Fernández, Chacho rodríguez, Fabien Causeur, per loro sarà con tutta probabilità l’ultima stagione. La telenovela che, tuttavia, ha agitato il sonno dei tifosi madridisti è quella relativa a Walter Tavares. Il lungo capoverdiano ha cominciato la stagione con ancora sul piatto la questione rinnovo, per il quale il suo agente chiede cifre intorno ai 3 milioni annui paventando la possibilità che possa prendere un aereo in direzione NBA. Qualche timido interessamento dall’altra parte dell’oceano effettivamente c’è stato ma non è mai arrivato al livello di trattativa. Al momento ‘Edi’ resta a roster, componendo la coppia di pivot più invidiata d’Europa con Vincent Poirier.

Al WiZink Center continuerà a far spellare le mani al pubblico Dzanan Musa. Ormai è chiaro che il bosniaco non abbia sofferto il cambio dalla piccola Breogán al club 11 volte campione d’Europa e sia diventato un perno per Chus Mateo. Resterà, anche contro il parere di una parte della piazza, Guerschon Yabusele, nella speranza che torni a dedicarsi alla pallacanestro e non al pressing catch. Tutti confermati, quindi, compresi Deck e Hezonja e i due spagnoli giovani Abalde e Alocén. Per questi ultimi sarà la stagione della verità in cui dovranno dimostrare di valere la presenza nel club che ha puntato forte su di loro, tanto da attenderne ancora una volta la definitiva esplosione. Ma al Real le occasioni sono poche, questa potrebbe essere l’ultima.

IL PUNTO DI FORZA

È il gruppo. Risolta la questione relativa alla cabina di regia, il Real Madrid è una squadra completa in tutti i suoi reparti. La conferma in blocco della squadra campione di Eurolega è un gran punto di partenza per quanto riguarda l’affiatamento, con l’aggiunta di Campazzo il livello cresce ulteriormente. L’arrivo dell’argentino ha le sembianze del pezzo che completa il mosaico.

IL PUNTO DEBOLE

Ormai tutti hanno un anno in più, soprattutto i più veterani, e la loro autonomia in campo tende a scemare. La rivoluzione è stata rimandata di un anno – guarda caso precisamente quando terminerà anche il contratto di Sergio Scariolo con la federazione spagnola – ma la prossima estate serviranno scelte coraggiose. Al momento il divario tecnico dà ragione al Real, quando questo dovrà bilanciarsi con la tenuta fisica dei protagonisti potrebbero venir fuori brutte sorprese.

LA SCOMMESSA

Ismaila Diagne, classe 2006.

Il giovane pivot ha battuto il record di precocità per il debutto presentandosi nientemeno che nel Clásico con la faccia tosta di chi si sa possessore di un talento importante. 2,11m di altezza a 16 anni e la sensazione che possa andare ancora oltre in statura, atletismo già a livelli superiori rispetto a tanti colleghi più esperti.

Se Chus Mateo gli darà ancora spazio, potremmo presto dire che è nata una stella.

LA POSSIBILE SORPRESA

Sarebbe la consacrazione definitiva di Alberto Abalde e Carlos Alocén. Nelle scorse stagioni entrambi hanno mostrato a sprazzi che in questo Real ci possono stare ma nei momenti importanti si sono eclissati dietro ai Rudy, Chacho e Llull di turno. La permanenza in blanco dipenderà da se saranno capaci di fare quello step necessario a passare da crisalide promettente a solida realtà.

CALENDARIO

Abbastanza equilibrata la partenza per gli uomini di Chus Mateo; l’esordio non prevederà un grande spostamento, dovendo giocare al Buesa Arena contro il Baskonia di Nico Mannion; la settimana successiva, invece, i blancos testeranno il nuovo corso dell’Anadolu Efes in quel di Istanbul per poi ricevere, consecutivamente, Zalgiris, Olimpia Milano (occhio all’accoglienza per Mirotic) e Barcellona per il terzo Clásico in poco più d’un mese.

GLI OBIETTIVI

The Real Madrid’s Last Dance non può che avere la meta di replicare il successo della scorsa stagione. La prossima estate vedrà tanti cambiamenti in seno alla squadra. Per qualcuno questa sarà la stagione in cui guadagnarsi la riconferma, per altri un lungo commiato che vorranno concludere con quanti più trofei possibile. Eurolega compresa.

GIUDIZIO DI BM 8,5

Il tasso tecnico della squadra la pone meritatamente in pole position per la vittoria finale, tenendo anche conto del fatto che l’Olympiacos ha perso un elemento come Vezenkov che sarà difficile da rimpiazzare adeguatamente. L’unico dubbio resta il rendimento quando il giro di boa della stagione sarà alle spalle, molto dipenderà dalla gestione che Chus Mateo farà delle forze a disposizione.

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Elio De Falco 

Nell’immagine foto squadra, foto Real Madrid