Campione d’Europa under 20 e campione d’Europa under 18. È con una storica doppietta che si è conclusa la stagione estiva della pallacanestro della Slovenia, una rappresentativa capace di vincere entrambi i campionati europei di categoria per mezzo di prestazioni a dir poco dominanti. Mentre la nazionale under 20 ha sconfitto in finale la Serbia a Lubiana davanti al proprio pubblico (84:65), quella under 18 il titolo se lo è andato a vincere nettamente in casa dell’Italia a Trento (88:71).
Per i ragazzi di coach Domen Zevnik, trainati dagli esterni versatili Stefan Joksimović, protagonista con 23,1 punti a partita, e Maks Ciperle, autore di 2,1 recuperi a incontro, il cammino verso il titolo under 18 è stato contrassegnato da vittorie importanti come quella con la Spagna in semifinale (90:71) e una sola sconfitta, con la Germania nella fase a gironi, favorite dalla migliore produttività del campionato in fase realizzativa con 88,3 punti segnati e un 47% dal campo, senza tralasciare le 4,3 stoppate date a gara.
Ritmi alti e buone percentuali realizzative a finalizzare contropiedi originati da una difesa abbastanza aggressiva hanno caratterizzato anche il successo della nazionale under 20, che sotto la guida di coach Danijel Radosavljević, della guardia Mark Padjen e dell’ala Urban Krofilič si è imposta nel torneo di categoria vincendo tutte le partite disputate, concedendo 67 punti a incontro segnandone nel contempo 87,9, oltre a distribuire 23 assist e dare 4,6 stoppate a gara.
In controtendenza nella ex Jugoslavia
Una particolare attenzione ai giovani, che a differenza che in altri Paesi d’Europa trovano spazio in prima squadra anche in tornei di assoluto prestigio come la Lega adriatica, favorita da una cultura sportiva che, in un Paese dalla modesta popolazione in termini numerici, presta enorme attenzione alla pallacanestro, è la ragione di fondo che ha permesso alla Slovenia non solo di realizzare una storica doppietta, ma anche di restare tra le ‘grandi’ del continente in materia di basket giovanile.
Nella regione della ex Jugoslavia, la Slovenia va in netta controtendenza rispetto alla Croazia, che per via del sistematico uso di stranieri, della mancata attenzione ai settori giovanili e, più in generale, del declino della Dalmazia, un tempo fucina di talenti del calibro di Krešimir Ćosić, Dražen Petrović, Toni Kukoč, Dino Rađa e Arijan Komazec tra Zara, Spalato e Sebenico, si trova oggi in piena crisi.
Una simile situazione sta verificandosi anche in Serbia, dove l’affidamento ad allenatori iberici del timone delle due principali squadre del Paese, Partizan e Stella Rossa, è un segnale preoccupante in merito allo stato di salute del basket di un altro Paese di punta della pallacanestro europea che, solo per citarne alcuni, ha prodotto campioni come Nikola Jokić, Vlade Divac, Sale Đorđević, Predrag Danilović e Bogdan Bogdanović.
Matteo Cazzulani
Photo credits: FIBA