La partita tra Virtus Bologna e Hapoel Tel Aviv, in programma questa sera alla Virtus Arena, si giocherà in un clima particolare. Non solo per il valore tecnico della sfida, ma soprattutto per la situazione complessa che accompagna la presenza delle squadre israeliane in EuroLeague.
Secondo le previsioni, il pubblico locale dovrebbe essere significativamente ridotto, un dato che ha sollevato interrogativi e che merita di essere contestualizzato.
La drammatica situazione in Palestina ha generato in molte parti del mondo un forte clima di protesta, non sempre pacifica, che talvolta ha generato serie problematiche di ordine pubblico. Queste tensioni, oltre ad una difficilissima gestione della sicurezza dentro e fuori dall’impianto da gioco, sono tali da alimentare la preoccupazione del pubblico per la propria incolumità personale o per possibili danni a cose, oltre che per i forti disagi logistici che queste partite comportano. Tutto ciò può scoraggiare la presenza alla gara, che oltretutto potrebbe essere volutamente disertata anche per scelte personali di boicottaggio.
È evidente la ricaduta negativa che questa complessa situazione riversa sulla società ospitante, sia in termini di minori incassi, sia di sostegno alla squadra.
Proviamo però ad analizzare più nel dettaglio il fenomeno basandoci sui dati ufficiali di affluenza nelle gare in cui le due squadre israeliane, Maccabi Tel Aviv e Hapoel Tel Aviv, hanno giocato in trasferta in questa stagione.
Alcuni incontri sono stati disputati in campo neutro, come nel caso dell’Efes contro Maccabi (2.110 spettatori) e contro Hapoel (2.788), entrambi al Moraca di Podgorica, oppure Fenerbahce–Maccabi (2.541) e Fenerbahce–Hapoel (3.040) trasferite a Monaco di Baviera. Anche la sfida Dubai–Hapoel è stata disputata in sede neutra, a Sarajevo. Valencia–Hapoel si è invece giocata alla Roig Arena, ma a porte chiuse. Questi dati, per la loro natura eccezionale, sono stati esclusi dal confronto diretto.
Rimane quindi un nucleo di partite utili a valutare l’impatto reale sul pubblico nei palazzetti europei. E il quadro che emerge è chiaro: Panathinaikos, Olympiacos, Zalgiris Kaunas e perfino l’Olimpia Milano hanno registrato affluenze sostanzialmente in linea con la loro media stagionale.
Il Panathinaikos ha accolto 18.540 spettatori contro il Maccabi, un dato perfettamente coerente con le cifre tipiche dell’OAKA. Anche l’Olympiacos, che contro l’Hapoel ha fatto segnare 12.277 presenze, si è mantenuto nel proprio range abituale. Identico discorso per lo Zalgiris, che contro il Maccabi ha portato alla Zalgirio Arena 14.873 persone, a fronte delle consuete 14.500–15.100.
Persino l’Olimpia Milano, che negli ultimi anni ha avuto un andamento oscillante di pubblico, ha registrato 7.779 spettatori nel match casalingo contro l’Hapoel, in perfetta sintonia con numeri come 6.000, 7.000 o 6.600 raccolti in altre gare. Molto sopra media la sfida di grande richiamo con l’Olympiacos dove l’affluenza ha toccato quota 10.200.
Il dato anomalo, quello che stona nel confronto generale, riguarda proprio Bologna. Nella sfida contro il Maccabi giocata al PalaDozza, la Virtus si è fermata a 3.631 spettatori, molto al di sotto della media delle quattro gare europee disputate nell’impianto di Piazza Azzarita, che si attesta a 5.471. Un calo netto, significativo, che non trova riscontro nelle altre piazze coinvolte.
Meno interpretabile, invece, l’andamento di Parigi. Contro l’Hapoel ha raccolto 3.352 presenze, ma i numeri stagionali oscillano da 3.000 (da segnalare comunque tra quelle con meno pubblico la gara contro l’Hapoel) a oltre 8.000 spettatori con anche l’approdo per la sfida con il Panathinaikos nella molta più capiente arena di Bercy. La gara con la Virtus, per esempio, aveva attirato 6.500 persone. Troppa discontinuità per trarre conclusioni precise.
La morale che emerge dai dati è semplice: esclusi i casi particolari legati ai campi neutri e alla gara a porte chiuse, quasi tutte le società europee hanno mantenuto un’affluenza standard nelle partite contro le israeliane.
La Virtus, al contrario, è finora l’unica realtà che ha registrato un calo evidente rispetto alle proprie medie stagionali. Un segnale che rende la sfida con l’Hapoel Tel Aviv ancora più particolare e che apre una riflessione su come il contesto esterno stia influenzando il rapporto tra una parte del pubblico bolognese e questo tipo di partite.
La riduzione dell’affluenza penalizza la Virtus Bologna sia dal punto di vista economico, perché diminuisce gli incassi del botteghino, sia sotto il profilo sportivo, togliendo parte di quel fattore campo che in EuroLeague è fondamentale. Proprio in casa, infatti, le V Nere hanno costruito un percorso perfetto con sei vittorie su sei in questa stagione europea.
In un clima carico di sensibilità e complessità, la speranza è che la serata alla Virtus Arena resti confinata nel perimetro sportivo, offrendo al pubblico – numeroso o meno – una partita di alto livello tecnico e di puro basket.
Eugenio Petrillo
Foto Ciamillo-Castoria