La Fortitudo guarda al passato per costruire il futuro. Ha infatti preso il via ufficialmente la nuova esperienza di Teo Alibegovic alla Effe. “Il salvatore” avrà una veste diversa dalle ultime due volte, non sarà più in campo a difendere i colori biancoblù o da general manager, bensì farà parte del CDA di Fortitudo Pallacanestro, ricoprendo, al fianco del neo presidente Stefano Tedeschi, il ruolo Vice Presidente. Un incarico dunque ancora più importante delle precedenti occasioni e con il proposito che sia anche un più duraturo.

Questa mattina nella storica sala Blu della palestra Furla è andata in scena la conferenza stampa. Furla che peraltro, oltre 30 anni fa, fu teatro di un altra presentazione, quella di un giovane Alibegovic che muoveva i primi passi a Bologna.

Ha aperto la conferenza stampa il padrone di casa e Presidente SG Fortitudo, Andrea Bianchini che oltre al benvenuto ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Oggi è un occasione importante, è l’inizio di una nuova stagione ma anche di una nuova società. Noi abbiamo fiducia che dopo tante parole si possa fare qualcosa di importante“.

Per tornare ai corsi e ricorsi storici fortitudini, ha preso la parola Marco Calamai che fu allenatore di Alibegovic nella stagione 92/93: “Ci tenevo a fare un saluto alla nuova Fortitudo, essere qui è la testimonianza che l’SG ha fiducia in questa nuova società. Io negli anni ho ricoperto una moltitudine di ruoli in Fortitudo, da tifoso, giocatore, allenatore, e garante. Su Teo c’è poco da dire, è arrivato qui una volta e ha salvato la Fortitudo. Negli anni ha poi maturato esperienze importanti e capacita per ricoprire questo ruolo da vicepresidente”.

È stato poi il turno dei due presidenti, prima di Fortitudo Pallacanestro, Stefano Tedeschi: “Non voglio ripetermi da ieri, ringrazio tutti e benvenuto a Teo, anche se siamo in contatto da parecchio tempo. Devo dire la verità ci siamo sentiti spesso negli ultimi mesi e lui si è fatto carico di creare un certo clima. Avere lui come vice presidente per quello che è la parte sportiva, al mio fianco, e per quelli che sono i rapporti con i nostri sponsor. È importante dare una giusta immagine di efficienza e credibilità. Ovviamente a Bologna quando si dice Teo Alibegovic significa qualcosa che rimane nel cuore. Con Teo abbiamo parlato impostando le cose con un criterio. Bisogna riportare e trovare nuovi sponsor per la Fortitudo, poi lui potrà dare un sostegno anche per l’Academy. Dobbiamo essere una società seria e di professionisti, se siamo efficienti attiriamo e siamo competitivi. Abbiamo rilevato la società praticamente da ieri, adesso si comincia a lavorare”.

Poi quello del Club Fortitudo, oltre che main sponsor con l’azienda Flats Service, Matteo Gentilini: “Volevo anche io ringraziare l’SG Fortitudo, per averci ospitato in questa gloriosa e storica sede. Ho delle buone sensazioni per costruire un rapporto duraturo e costruttivo. Sono contento che Teo Alibegovic sia il vice presidente, che quest’estate mi è stato molto vicino. “La passata stagione c’era troppa confusione, oggi ci sono dei ruoli ben definiti. Ho sempre detto a Muratori che Tedeschi potesse essere l’unico presidente. Ho dato, come main sponsor, la garanzia per quest’anno e per il prossimo. Sono veramente emozionato quando ne parlo, è un sogno che si è realizzato con al fianco delle persone che stimo”.

Infine la parola è passata al protagonista assoluto della conferenza stampa, Teo Alibegovic “Riprendo quello che ha detto Marco Calamai, che è stato il mio allenatore e mentore. Tutto gira, la vita è un cerchio, e ora, dopo oltre 30 anni sono tornato in Fortitudo. Proprio in questa sede ci fu la mia presentazione. La prima volta che mi è stato chiesto di sedermi ad un tavolo con Gentilini e Tedeschi ho sentito un energia positiva. Nessuno dei due ha parlato dei propri interessi, ma solo del bene della Fortitudo, allora li ho capito che questo progetto era importante, non posso fare altro che ringraziare entrambi. Ho detto diciamoci tutto, nel bene e nel male, e così abbiamo fatto. Con energia ed entusiasmo siamo partiti insieme. Loro sono stati capaci di prendersi rischi e responsabilità. Negli anni sono stato al fianco di tanti imprenditori importanti, ma qui mi sono sentito a casa. Credo che la Fortitudo sia una famiglia, e come tutte le famiglie ha le sue divergenze. Questo era il nostro sogno e spero che oggi il sogno diventi realtà. Non piango spesso, ma qui succede. In questa società so esattamente chi sono, mi trovo a casa. Abbiamo iniziato a parlare dei miei compiti con Matteo e Stefano prima che fossero proprietari della società. – ha poi continuato parlando del nuovo allenatore– Scegliere un allenatore come Caja è stata la scelta più azzeccata in questo momento. Io sono qui per potergli dare qualche consiglio se serve. Ho visto tante cose negli anni, e se c’è bisogno io ci sono. In questi mesi ho sempre pensato cosa si potesse fare per il bene di questa società, bisogna tornare a lavorare con trasparenza. Mi fa onore essere oggi qui. La Fortitudo fa risonanza, siamo una società dalla grande storia, e ora noi dobbiamo costruire un futuro. Dal ’92 sono cambiate diverse cose, i miei capelli prima di tutto (ride, ndr) e la mia maturità. Io devo dare una mano con la mia esperienza tecnica e da dirigente. Il mercato è in buone mani, Nicolò ha un ottima esperienza, mentre di Caja non parlo neanche, lo conosco da vent’anni, lui non fa figli e figliastri, le cose le dice in faccia. – Sulla squadra – Conosco bene i due veterani, io Fantinelli e Aradori li terrei sempre in questa squadra. Bisognerà sopravvivere agli allenamenti e ai rimproveri di Caja, lui è un allenatore tosto e vecchio stampo. Come trent’anni fa anche quest’anno due stranieri sotto canestro? Si è preferito prendere un 3/4 atletico e un 5 che può coprire più posizioni, è stata la scelta giusta non intasare il reparto esterni con troppe bocche da fuoco, ci sarebbe stato troppo traffico fuori dall’area.

Sulla vecchia dirigenza: “Io ho criticato gli episodi che non sono legati al mondo sportivo, in quel momento c’erano conflitti d’interesse. Adesso stiamo lavorando con trasparenza, è un percorso duro e suderemo sette camicie per fare tutto.

Sui figli: “Ho fatto tanti chilometri la scorsa stagione per vedere tutti i miei figli giocare, ad ognuno era dedicata una settimana. Amar ha fatto una scelta di andare in Virtus e io non ho mai interferito con le sue decisioni.

Su un possibile ritorno in serie A e la prima giornata: “Alla serie A non ci penso, come non penso alla prima giornata, bisogna vincere, come tutte le altre partite. I miei pensieri in questo momento sono altri, bisogna consolidare la società e riportare in Fortitudo gli sponsor che si sono allontanati negli anni”.

Le prime due cose che vorresti vedere nella nuova Fortitudo? “L’anno scorso ho visto il raduno e c’erano poche persone. Ieri, forse ingigantisco io, c’erano tra le 700 e 1000 persone. Questa è la cosa che, per noi che siamo saliti su questo carro, vorremmo vedere. Costruire quel tipo di amalgama con i tifosi, ieri ho visto persone che al Paladozza non si vedevano da un po’ “.

 

In foto da sinistra: Matteo Gentilini, Teo Alibegovic, Andrea Bianchini, Stefano Tedeschi, Marco Calamai e Maurizio Gentilini

Alessandro di Bari