In questi giorni stiamo seguendo e assistendo ai mondiali di pallacanestro. Proprio nella serata di domenica 27, invece, si sono conclusi quelli di atletica leggera. Tra le varie abbiamo festeggiato l’oro nel salto in alto del “cestista mancato” Gianmarco Tamberi.
Protagonista assoluto dei mondiali di atletica però è stato senza dubbio il corridore statunitense Noah Lyles: medaglia d’oro nei 100 metri, nella 4×100 e nei 200 metri, traguardo che non riusciva a nessuno dai tempi di Usain Bolt.
Nel corso della conferenza stampa di chiusura dei campionati del mondo, il velocista ventiseienne, si è lasciato andare ad una dichiarazione che ha fatto storcere il naso al mondo della pallacanestro, in particolare a quella NBA. 

“Una delle cose che mi dà più fastidio è che quando guardo le NBA Finals, i vincitori si auto dichiarano campioni del mondo. Ma, campioni del mondo per cosa? Forse campioni degli Stati Uniti? Non fraintendetemi, amo gli Stati Uniti, ma non rappresentano la totalità del mondo.
Nel nostro sport si diventa campioni del mondo: noi qui siamo il mondo intero, abbiamo quasi tutti i paesi che combattono, ci credono, si sviluppano, sventolano una bandiera che li rappresenta. In NBA non c’è nessuna bandiera”. 

Queste parole in pochissimo hanno fatto il giro del mondo e le reazioni sono state immediate. Specialmente di chi si è sentito toccato personalmente. Sotto al post di Instagram condiviso da ESPN con le parole di Lyles tantissimi giocatori NBA hanno espresso il proprio dissenso: da Kevin Durant, a Devin Booker, a Draymond Green, Damian Lillard e Bam Adebayo. 

Quelle di Noah Lyles sono state parole condivisibili oppure un po’ esagerate? 

Questo il video della conferenza di Noah Lyles: