Partita proibitiva e giocata ad armi impari quella che l’Italbasket ha affrontato all’Allianz Dome di Trieste (piena al limite con 6370 spettatori) contro la Slovenia di Luka Doncic e Goran Dragic. Lo sapevamo sin dall’inizio, anche se la speranza di vedere gli azzurri competere al massimo è sempre l’ultima a morire, ma anche per questo il risultato finale di 90-71 non deve spaventare. «Abbiamo appena acceso il motore», le dichiarazioni nell’immediato post gara di Gianmarco Pozzecco. In tutti i sensi, aggiungeremmo noi, visto che questo era l’esordio assoluto del ct, e con un gruppo per certi versi sperimentale.

Proprio per questo sul parquet di Trieste non ci si aspettava certamente un’Italia capace di mettere paura alla Slovenia, che dal canto suo è invece già a mille perché ha in programma due partite fondamentali per la qualificazione al Mondiale. E neppure ci si aspettava chissà che indicazioni dal punto di vista del gioco azzurro visto che i giocatori, per gran parte all’esordio assoluto, hanno iniziato a lavorare da nemmeno una settimana con il nuovo allenatore. E allora su poche ma importanti cose ci si poteva focalizzare, che poi rappresentano l’essenza della pallacanestro stessa: difesa, rimbalzi, circolazione di palla e impegno.

Pozzecco ha iniziato la partita con Spissu in regia, Petrucelli incollato a Doncic, Tonut e Polonara da ali e Severini da centro. L’approccio degli azzurri è stato molto buono, facendo girare il pallone in attacco e provando a correre quando la difesa riusciva a recuperare palla o su intercetto o da rimbalzo. Senza abusare del tiro da tre, che non ha premiato (3/15 all’intervallo) seppur le conclusioni sono state prese spesso piedi a terra e con molto spazio. La difesa però è stata fin da subito poco reattiva. Giocare contro due trattatori di palla e visionari come Dragic e Doncic non è assolutamente facile, ma proprio per concentrarsi su di loro l’Italia si è ritrovata con i giocatori fuori posizione concedendo diversi tagli backdoor conclusi con facili appoggi al vetro. Morale della favola, 27, 26 e 24 i punti concessi alla Slovenia nei primi tre periodi di gioco. Nonostante ciò la frazione inaugurale è stata equilibrata, chiusa con sole quattro lunghezze di svantaggio (23-27).

Pozzecco ha quasi optato per un platoon system, e così allo starting five ha contrapposto un secondo quintetto composto sugli esterni da Flaccadori, Della Valle e Vitali, che purtroppo hanno un po’ tradito le aspettative nonostante l’esperienza (hanno combinato 11 punti in tre). E così pian piano che si arrivava all’intervallo gli avversari allargavano la forbice arrivando a toccare prima il +12 e poi il +16 (37-53) col quale si è andati negli spogliatoi. Al rientro la Slovenia ha subito piazzato un parziale di 5-0 così da scollinare il +20, e nonostante tre triple consecutive degli azzurri (che hanno chiuso con 8/34 da tre) lo svantaggio è aumentato sino ad arrivare a sfiorare il +30 (48-77) quando le squadre sono ritornate in panchina per l’ultimo stop and go. 11 punti in 10′ è stato davvero un magro bottino per l’Italbasket che ha sofferto la maggiore fisicità degli avversari. Una cosa che ormai accomuna un po’ tutte le partite degli azzurri a causa della mancanza di un centro vero. E così dopo aver chiuso in parità sull’8-8 i rimbalzi offensivi del primo tempo, nella ripresa gli sloveni hanno banchettato sotto il canestro italiano riciclando diversi possessi.

Le note positive di questa amichevole di prestigio si sono viste soprattutto nell’ultimo quarto, quando con la Slovenia che ha alzato il piede dall’acceleratore il ct Pozzecco ha concesso minuti importanti soprattutto a Tomas Woldetensae e Leonardo Okeke, degni rappresentanti di una nuova generazione di italiani non solo nello sport. In verità l’esterno si era già fatto vedere nel primo tempo, quando ha scippato il pallone a Doncic, preso un rimbalzo offensivo e segnato una bomba, per una bella presentazione all’esordio. Per questo ha poi terminato il lavoro, con una schiacciata in campo aperto e un altro paio di rimbalzi in attacco che hanno messo in mostra una voglia matta di essere protagonista. Per il momento è stato miglior marcatore e onestamente anche miglior giocatore della partita per l’Italia. Anche Okeke ha calpestato il parquet senza alcun timore reverenziale. Ogni volta che gli è arrivato il pallone in mano ha guardato il canestro, ed anche lui si è presentato prima con uno jumper e poi con una tripla. Se il buongiorno si vede dal mattino, di certo continueranno ad essere in orbita nazionale maggiore. Ma per il momento, lunedì a Brescia per il raduno in vista della gara di qualificazione al Mondiale contro l’Olanda del 4 luglio saranno convocati i cosiddetti ‘pezzi da 90’.

ITALIA-SLOVENIA 71-90

PARZIALI: 23-27; 14-26; 11-24; 23-13.

ITALIA: Della Valle 6 (2/3, 0/3), Spissu 8 (1/2, 2/8), Tonut 5 (2/5, 0/2), Flaccadori 5 (1/5, 1/2), Udom 2 (1/1, 0/3), Caruso, Vitali (0/1, 0/1), Polonara 12 (3/4, 1/6), Severini 7 (2/6), Okeke 7 (2/4, 1/2), Akele, Woldetensae 13 (4/6, 1/3), Petrucelli 6 (0/1, 2/4). All. Pozzecco.
T2: 19/38, T3: 8/34, TL: 9/14, Assist: 14, RD: 26, RA: 18, RT: 44.

SLOVENIA: Dragic G. 11 (2/2, 1/3), Rupnik (0/1, 0/1), Nikolic 8 (1/2, 2/5), Muric 9 (3/4, 0/4), Tobey 6 (3/5, 0/2), Blazic 6 (0/5, 2/6), Hrovat 6 (1/2), Dimec 8 (1/3), Dragic Z. 8 (1/4, 2/4), Glas 3 (1/3 da tre), Macura 4 (2/2), Cebasek 9 (3/4 da tre), Doncic 12 (2/5, 2/7). All. Sekulic.
T2: 16/35, T3: 13/39, TL: 19/24, Assist: 18. RD: 29, RA: 20, RT: 59.

ARBITRI: Christian Borgo, Giacomo Dori, Boris Krejić (Slovenia).

 

Giovanni Bocciero