Bronzi di Belgrado.
L’Italbasket riscatta il pesante ko subito in semifinale dalla Spagna e conquista con merito il gradino più basso del podio ai danni della Lettonia di un figlio e nipote d’arte come Valdis Valters.

E dire che il match, ad un certo punto, aveva assunto i contorni sinistri della sfida agli iberici, ancora una volta i ragazzi di coach Sodini sprecano il vantaggio in doppia cifra nel primo tempo, vanificando quanto di buono propongono i vari Ceccato, Baiocchi e Crestan su tutti.

Stavolta, però, la squadra non si perde; con Achille Lonati (27 per lui) al comando delle operazioni, gli azzurri respingono i tentativi di rimonta baltici, riuscendo a chiudere avanti di 8 lunghezze la terza frazione (63-55).

È il preludio alla zampata definitiva.
Accorsi segna 5 punti nell’8-2 che vale il + 16 (73-57), poi riconsegna il testimone ad Hassan, prima, e Lonati, poi.

Il prodotto del vivaio dell’Olimpia Milano mette la firma inchiodando in contropiede la palla scippata ad Andzews (79-63); è la sentenza sulla gara; sarà sempre Lonati, stavolta a cronometro fermo, a permettere di toccare i 20 punti di vantaggio (83-63), dopodiché è solo festa azzurra.

 

L’MVP: Achille Lonati

27 punti nella gara che vale una medaglia, equamente distribuiti nel corso della partita. È l’uomo dei canestri significativi, quelli che stoppano le rimonte, quelli che propiziano gli strappi, quelli che spezzano le residue speranze lettoni. Sodini gli chiede leadership, lui si fa trascinatore senza timore. Sarebbe bello veder presto tra i grandi la sua…faccia di bronzo.