Luca Dalmonte, coach della Fortitudo Bologna, in vista della partita di domani contro la Reyer Venezia, ha così parlato in conferenza stampa.

“Siamo consapevoli della forza dell’avversario, ma dobbiamo anche essere consapevoli del nostro momento a tutto tondo: classifica, roster, tutte cose che devono darci motivazioni in più. Domani è una occasione, anche nelle modalità in cui andremo ad affrontare la partita. E, in assenza di giocatori, sarà necessario girare la visione in opportunità. Withers è al rientro, ma è un mese di fatto che non si allena e quindi andrà dosato con criterio non solo domani ma anche nei prossimi giorni per non appesantire un giocatore che ha avuto un problema che gli ha tolto ritmo. Saremo senza Hunt, verrà ricontrollato all’inizio della settimana prossima. Ma tutto questo è cronaca, e saranno opportunità per chi li sostuitirà. Giochiamo contro una squadra che ha anche essa problemi di infortuni, ma che ha roster che negli ultimi anni ha sempre giocato per vincere un titolo e ci è riuscita. Squadra quadrata, che si conosce perfettamente, che sa come distribuire le proprie risorse, e che può cambiare fisionomia nel corso dei quintetti. La nostra dovrà essere una lettura semplice e il più efficace possibile, avremo compiti difensivi e offensivi da perseguire per cercare vantaggi. Le idee dovranno essere molto chiare e contenute per essere efficienti. Sappiamo che loro potranno fare 3-2, sono una delle poche squadre che lo fanno sistematicamente, e noi dovremo essere capaci di leggere le loro difese. Si parte dallo 0-0, confido nelle motivazioni dei singoli e la responsabilizzazione da parte di tutti. Non per i prossimi 40′, ma che ci accompagni per tutte le prossime partite. Tutti dobbiamo essere sintonizzati per dare qualcosa di speciale, essere presenti su ogni possesso.”

Mercoledì sera ti sei appellato al ‘chi ci vuole essere lo dica’. “Oggi è necessario fare uno step in più, tutto il resto non conta. Dimentichiamo il passato, cerchiamo di lavorare sul futuro prossimo e cercare qualcosa che magari fino a ieri non abbiamo fatto o che non è stato sufficiente. Si deve ragionare ed essere presenti su quello che succederà, e questo momento dovrà arrivare fino all’ultima di campionato”

Hai visto cambiamenti nell’atteggiamento? “Faccio fatica oggi a poter recriminare sulla presenza negli allenamenti, pur con caratteristiche e abitudini individuali. Siamo sempre di rincorsa, con giocatori nuovi, altri assenti, altri che rientrano. Non sono giustificazioni, ma ormai abbiamo scollinato la metà di aprile, e gli allenamenti sono ormai di un certo tipo, quasi di accoglienza o di riequilibri: per dire, Totè si era allenato a inizio settimana solo da 4, poi ora solo da 5. Vero che può fare il doppio ruolo, ma questo fa capire come spesso in palestra ci possano essere delle situazioni non previste. E comunque l’atteggiamento non è allenabile, lo devi avere dentro.”

Vivete in una continua incertezza, anche la classifica potrebbe essere incerta vista la questione Pesaro. “E’ per questo che è importante il qui e ora, senza pensare alle partite future o alla classifica. Non dobbiamo farci trascinare dai ‘potrebbe’, altrimenti sbandiamo. Ora abbiamo una partita, ogni partita è una occasione da affrontare con tanta ambizione e zero presunzione, con la necessità di fare il massimo possibile nelle nostre corde. Vittoria è fare il meglio possibile senza rammarico, dando il massimo: in questo caso, si riesce sempre a portare a casa qualcosa. Non guardiamo alle assenze: io cerco e ho sempre cercato di togliere dal vocabolario parole come ‘colpa’ e ‘problema’, ma ho sempre lavorato sulla ricerca di soluzioni ai problemi, soluzioni che siano di tutti senza dover eleggere colpevoli. Perchè non si devono trovare colpevoli, ma soluzioni. A Cantù ci penseremo, oggi abbiamo Venezia.”

Ad oggi quanto quoteresti la salvezza Fortitudo? “Potessi far previsioni e potessi far scommesse andrei a puntare… so che questa squadra ha tutte le capacità di salvarsi, indipendentemente dalla situazione. Serve una unità nel seguire tutto quello che ho detto finora, un uomo è forte quando può decidere il destino con le proprie mani, e noi possiamo farlo.”

Domani Totè, dopo grandi gare da 4, vista la situazione tornerà da 5. “Sta tutto dentro il contenitore delle necessità e delle opportunità. Dovrà essere bravo e forte in una situazione dove ha già giocato, dovrà rivedere spazi e competenze sia offensive che difensive. Spero che continui a smentire chi dice che può fare solo il 4, o il 5, perchè dovrà essere efficace in campo al di là del ruolo. Fanculo a scusanti o alibi, non si parli di ruolo o minuti, ma si vada in campo anche solo per 3′ stancandosi come se fossero 40. Oggi dobbiamo fare qualcosa di speciale, è necessario, e se non lo comprendiamo non produrremo quel che serve. Fregandosene delle abitudini precedenti, che potrebbero non essere sufficienti. E questo vale per tutti, io per primo. E vale anche per chi è in panchina, che dovrebbe mordere i rotori e far sentire il proprio appoggio alla squadra”