Nella notte Manu Ginobili è ufficialmente entrato nella Naismith Basketball Hall of Fame di Springfield. Il fuoriclasse argentino – prima di consacrarsi nel panorama mondiale per i quattro anelli NBA (2003, 2005, 2007 e 2014) con la canotta dei San Antonio Spurs accanto ad altre leggende come Tony Parker e Tim Duncan – aveva incantato sui parquet italiani per quattro annate, suddivise equamente tra Viola Reggio Calabria e Virtus Bologna.

La sua prima stagione in Italia con il club dello Stretto risale al 1998/99, quando guida la Viola alla promozione in Serie A, siglando 16 punti a partita, meritandosi la convocazione nell’All-Star Game Italiano e la successiva chiamata al Draft NBA con la 57esima scelta assoluta dai San Antonio Spurs. Nell’annata del debutto nella massima categoria italiana, Ginobili trascina Reggio Calabria fino a Gara 5 dei quarti di finale, quando si è dovuto arrendere alla Kinder Bologna.

Proprio la formazione bianconera sarà quella che lo lancerà definitivamente anche a livello europeo in quell’annata 2000/01 che la Virtus concluse vincendo Eurolega, Coppa Italia e Scudetto. Allenato da coach Ettore Messina, Manu aveva accanto compagni del calibro di Antoine Rigaudeau, Rashard Griffith, Matjaz Smodis, Marko Jaric, David Andersen oltre agli italiani Alessandro Frosini e Alessandro Abbio su tutti. Nonostante ciò, è lui a caricarsi la squadra firmando 16 punti, 4.5 rimbalzi e 2 assist a partita; la stagione successiva fa registrare quasi 20 punti a partita e si mette in bacheca la seconda Coppa Italia, oltre che l’inserimento nel miglior quintetto dell’Eurolega 2001/02.

In totale il suo palmares europeo e italiano è così composto: 1 promozione dalla Serie A2 con Reggio Calabria; con la Virtus, invece, ha collezionato lo Scudetto 2000/01, le Coppe Italia 2001 e 2002 e l’Eurolega 2000/01. A livello singolo ci sono 3 convocazioni all’All Star Game Italiano, 2 MVP del campionato italiano (2000/01 e 2001/02), 1 MVP della Coppa Italia (2002), 1 MVP delle Final Four di Eurolega (2001) e 2 volte Top scorer dell’Eurolega (2000/01 e 2001/02). Nella LBA ha segnato un totale di 2786 punti in 159 partite (17.5 di media).

Proprio dopo la stagione 2001/02, Manu Ginobili ha deciso di fare il grande salto in NBA e tentare una carriera poi rivelatasi piena di successi collettivi (i già citati 4 titoli) e anche individuali (2 convocazioni all’All Star Game, il premio di sesto uomo dell’anno del 2008). Poi ci sono i successi con la Nazionale Argentina, con il culmine raggiunto grazie alla medaglia d’oro raggiunta ad Atene 2004 proprio contro l’Italia.

Assieme all’ex Milano Bill Bradley, Manu Ginobili è uno dei due giocatori nella storia ad aver vinto un anello NBA, un’Eurolega e una medagli d’oro alle Olimpiadi. Nel 2019 la canotta numero 20 è stata ritirata dai San Antonio Spurs, due anni prima aveva fatto lo stesso la federazione “Albiceleste” con la numero 5. Da questa notte il suo nome resterà per sempre tra le leggende di questo sport.

“L’Italia è stata la mia prima fermata oltreoceano”, ha dichiarato Manu nel discorso di insediamento nella Hall Of Fame, “nella Viola Reggio Calabria il coach (Gaetano Gebbia, ndr) ha avuto fiducia in me nei momenti difficili, grandi veterani che mi hanno mostrato la strada. È stato un primo passo fantastico nel basket europeo. Poi il salto alla Virtus Bologna, quando sono stato allenato da Messina che mi ha insegnato come raggiungere i trofei e lo abbiamo imparato molto velocemente. Grazie coach. La NBA è diventata da un sogno irraggiungibile a un obiettivo realistico dopo aver giocato per te (si riferisce ad Ettore Messina, presente alla cerimonia, ndr) e grazie a un gruppo fantastico di compagni, vincente abbastanza per trionfare in Eurolega”.

“L’esperienza italiana per me è stata molto importante. Lì sono diventato non solo il giocatore poi visto in NBA ma anche l’uomo che sono ora. Quindi ringrazio tutti coloro che ne sono stati parte”, ha concluso Ginobilli.

Fonte: legabasket.it