di Mario Arceri

Questa sera alle 21 l’intero Paese, se lo vorrà, potrà vedere l’Italia del volley giocarsi il titolo mondiale contro la Polonia. Addirittura sulla rete ammiraglia, Rai 1, e su Sky. Questo pomeriggio, alle 18, l’Italia del basket impegnata nell’ottavo di finale dell’Eurobasket, contro la Serbia a Berlino, potrà essere vista solo dagli abbonati a Sky. Non servono commenti, sono anni ormai che si sottolinea come la scomparsa della Nazionale dalle tv in chiaro è un’assurdità che soltanto il basket si può permettere, come se non fosse evidente che la massiccia esposizione (e i grandi risultati che ottiene) della pallavolo sta erodendo il consenso, il favore – e il numero dei praticanti – che la pallacanestro si porta in. dote da un passato glorioso, ma sempre più lontano.

La fase preliminare a Milano ha dimostrato quanto la gente ami ancora il basket, quanta passione desti ancora la Nazionale e con quanta simpatia abbia seguito l’avvìo dell’avventura azzurra di Pozzecco, il personaggio più discusso ma anche più amato della nostra pallacanestro. Un patrimonio di affetti che però non viene adeguatamente supportato, perdendo una dopo l’altra le occasioni più importanti per rinfocolarlo e ampliarlo.

Intendiamoci, i colleghi di Sky e di Eleven Sport stanno svolgendo, come sempre, un lavoro eccellente per competenza e completezza, avvalendosi di cronisti ormai collaudati da anni di pratica, e di opinionisti che, ex campioni o coach affermati, offrono una lettura perfetta degli eventi, ma la Rai è un’altra cosa, offrendo la patente di universalità e l’opportunità di promozione ad ogni disciplina sportiva, come ha dimostrato la massiccia programmazione di questa estate, ad eccezione della pallacanestro che, evidentemente, dimostra con grande presunzione di non averne bisogno, inasprendo anzi il contrasto con la tv di Stato che, a quanto sembra, dovrebbe rinunciare per la prima volta anche alle dirette domenicali di Serie A.

Un grande in bocca al lupo alla Nazionale di De Giorgi che dopo la delusione olimpica ha ricostruito la squadra con ben dodici esordienti riportandola dopo 24 anni a disputare una finale mondiale: un suo successo premierebbe il lavoro di una Federazione sempre innovativa e propositiva e porrebbe il sigillo definititvo ad una delle più grandi stagioni dello sport italiano. Affronta la Polonia, campione del mondo nel 2014 e nel 2018, a casa sua, a Katowice, città alla quale è legato l’insuccesso più clamoroso della pallacanestro visto che l’edizione dell’Eurobasket del 2009, appunto nella città polacca, fu l’unica per la quale l’Italia non riuscì a qualificarsi. Sarà dura per l’Italvolley, ma intanto l’importante è esserci e poi provarci seguiti – in. diretta e in chiaro – dall’intero Paese.

L’Italbasket invece affronta tra poche ore a Berlino un’impresa sulla carta disperata. La Serbia avrà ovviamente il dente avvelenato – e un coach di sicura esperienza come Svetislav Pesic – dopo che nel luglio dello scorso anno fu battuta in casa sua cedendo agli azzurri il pass olimpico per Tokyo. Un precedente che sembrerebbe benaugurante, se non si confrontassero i roster della squadra di un anno fa e di quella che affronta oggi l’Italia. Pesic ne ha “salvati” solo tre: Kalinic, Micic e Davidovac, e ha rinunciato a un fuoriclasse come Teodosic, ma anche a molti Nba ad eccezione naturalmente di Nikola Jokic, il suo totem, il gigante di Denver, 2.11 per 130 chili, due volte Mvp della Nba, per costruire un gruppo molto più compatto che ha dominato il girone di Praga con cinque vittorie e una media di 20 punti di scarto.

In calce ricordiamo il tabellino di quella storica partita del 4 luglio 2021, con Mannion, Fontecchio, Polonara, Pajola e Tonut scatenati. Non c’era Gallinari nemmeno allora, ma la Serbia era ben altra cosa. Possiamo sempre sperare in una nuova impresa: per quello che s’è visto a Milano, per il cuore e il carattere che gli azzurri hanno dimostrato in campo, avrebbero meritato un pubblico (televisivo) ben più vasto.

Due parole su cosa hanno mostrato finora gli ottavi di finale: le conferme di Germania e Slovenia su avversarie (Montenegro e Belgio) obiettivamente inferiori, ma anche di Francia e Spagna che, battendo entrambe ai supplementari Turchia e Lituania si sono conquistate in rimonta il passaggio ai quarti di finale. Se Francia-Turchia è stata più o meno sempre in equilibrio, Scariolo ha superato la Lituania recuperando uno svantaggio consistente e grazie all’esplosività di Lorenzo Brown (28 punti, ben 12 nel supplementare) dando ragione al coach della Virtus che ne aveva sollecitato la naturalizzazione per compensare le voragini in regìa dopo la rinuncia a Rubio e l’addio di Rodriguez.

A BELGRADO, IL 4 LUGLIO 2021

ITALIA-SERBIA 102-95 (28-22, 57-45, 80-63)

ITALIA: Spissu ne, Mannion* 24 (6/12, 1/5), Tonut* 15 (3/9, 2/6), Melli* 5 (1/3, 1/4), Fontecchio* 21 (7/12, 1/4), Tessitori 2 (1/1), Ricci 3 (1/2 da tre), Abass ne, Moraschini, Vitali M. (0/2 da tre), Polonara* 22 (1/2, 6/8), Pajola 10 (1/3, 2/3). All: Sacchetti

SERBIA: Petrusev 22 (6/6, 0/1), Teodosic 5 (1/2, 0/6), Bjelica* 5(1/3, 1/6), Kalinic 2 (1/1, 0/1), Milosavljevic ne, Micic 8 (1/1, 1/2), Jovic ne, Davidovac ne, Avramovic* 2(1/4, 0/1), Dobric* 17 (2/3, 2/3), Andjusic* 27(2/2, 7/12), Marjanovic* 7 (3/5). All: Kokoskov

Arbitri: Locatelli (Bra), Rosso (Fra), Kozlovskis (Let)