Un overtime, ma saremmo andati avanti ancora tanto. Il manifesto della pallacanestro italiana, colpito da Covid e defezioni, si è rivelato essere probabilmente la miglior partita dell’anno. Intensità, forza, grinta, sudore e una dose infinita di talento. 102-99 il risultato finale di un match veramente incredibile. Messina sconfigge Scariolo e solidifica il primato in classifica.

Oltre ogni risultato e oltre vinti e vincitori, abbiamo assistito sicuramente allo spot migliore che la pallacanestro italiana potesse regalare. In onda su Rai2 in un orario anomalo, ha rispettato tutte le attese la gara fra Milano e Bologna. Anomalo è stato però il modo in cui si è sviluppata questa gara, con i meneghini che sembravano in totale controllo del match sin dall’inizio. 14-4 addirittura il vantaggio costruito in un primo quarto a tinte biancorosse. Poi Teodosic sale in cattedra e comincia a costruire assist e canestri. Belinelli lo segue a ruota, con un anello al dito quello che gli ricorda da dove è effettivamente venuto. Per uno che ha masticato la pallacanestro americana, i numeri sono esorbitanti: 34 punti in 31 punti, 55% da 3, un finale da assoluto protagonista, la tripla che vale l’overtime. È un poeta, un precursore di un movimento italiano che è esistito e che ora fatica a trovare altri interpreti. Hanno vinto i muscoli però, opposti alla grandiosa sfrontatezza bolognese. Hanno vinto i muscoli di un mostruoso Bentil, che sotto canestro ha costruito interamente la sua dimora e ha fatto valere i centimetri su tutti. Hanno vinto le sfuriate offensive di un Grant in forma smagliante (20 punti messi a referto), supereroe croce e delizia, con i 2 liberi sul finale sbagliati che hanno permesso a Belinelli di allungare il match all’overtime. (E menomale aggiungono i tifosi). 

Hanno vinto le urla di Messina, un tuono impetuoso lungo tutto il match. Il sergente di ferro non si è mai adagiato sugli allori, conosce perfettamente la forza di Bologna dopo 7 gare di finali scudetto, conosce ancora meglio Scariolo, uno che non ha l’indole arrendevole, conosce forse più di tutti Marco Belinelli, il poeta precursore, l’uomo delle grandi occasioni, l’uomo da arginare. Messina lo sa, gli francobolla più volte Bentil e Melli, che però soffrono incredibilmente il Beli. Messina non si arrende, non si gioca mai la carta zona, perdura sulla sua scelta di mettersi a uomo e di affrontarli così. È una scelta vincente perché Beli ha i superpoteri ma non sono abbastanza per contrastare un’onda d’urto che travolge nel finale di overtime la difesa bolognese. Hall fa 5 punti, una tripla e un canestro da 2, che gli valgono il 10 in pagella, considerando il peso specifico e tutti gli spettri scacciati dalle menti dei tifosi meneghini. Nella straordinaria grandezza di questo sport, c’è la straordinaria grandezza dello spettacolo andato in scena oggi. Una partita che rimarrà nella storia, con dentro campioni acclamati che hanno già scritto la loro personale storia e adesso contribuiscono a quella italiana. Uno spot meraviglioso andato in onda sulla televisione nazionale. Tutti l’hanno vista, tutti se la ricorderanno. È stato bello, meraviglioso, al di là di vincitori e vinti. 

CRONACA:

15-12, ritorno impetuoso della Virtus, che però viene ricacciata subito indietro da Devon Hall. Ora il Forum ruggisce ad ogni azione offensiva e fischia i possessi virtus, viste le ultime decisioni arbitrali apparse inadeguate agli occhi di Messina. A 2 minuti dalla fine il match raggiunge il suo perfetto equilibrio sul 17 pari, dopo un inizio che sembrava essere stato totalmente a favore degli uomini di casa. La tripla sullo scadere di Hall, segna il risultato di 24-21. 

È un botta e risposta continuo questo inizio di secondo periodo, con Milano che però al tiro commette un po’ troppi errori e da questi scaturiscono prima la tripla di Belinelli e poi la schiacciata di Jaiteh che valgono il +4 Segafredo e il conseguente timeout da parte di coach Messina. Al rientro dal timeout a rimettere la situazione di nuovo in bilico è la tripla di Rodgriuez che sfoggia tutto il suo repertorio e bravura dall’arco nel momento più difficile per Milano. Il giropalla di Milano manda in tilt il sistema difensivo bolognese che non ci capisce niente sulla transizione di Rodriguez che fa arrivare palla a Grant autore della tripla del 32-30. Milano l’ha ripresa a suo modo, con 6 punti di fila figli di un timeout in cui Messina sicuramente avrà avuto da ridire sull’atteggiamento tenuto fino a quel momento. La penetrazione di Teodosic, quando sembrava stesse per appoggiarsi al tabellone, lascia tutti allibiti perché il mago trova in angolo Alibegovic che con una tripla scrive il 37-35 e poi con un’altro assist per Sampson scrive il 37 pari. Milano riprende a macinare punti su punti e scrive il +5 sempre in mezzo a tante polemiche arbitrali. Teodosic apre per Ruzzier che trova in angolo piazzato benissimo Weems che dalla sua mattonella non perdona , 44-42. Il rovesciamento di campo di Rodriguez per Grant vale il 47-43 e lo scambio Chacho-Melli, con il primo che da 3 fa prima saltare Teodosic e poi piazza la tripla del 50-45. Nell’azione successiva il Chacho restituisce il favore a Melli, trovandolo liberissimo dall’arco, e il centro italiano firma il +8, 54-45. 

Da oltre l’arco di 3 punti, è da lì che Teodosic sta ricostruendo la Virtus. Prima canestro più fallo, poi assist che portano la Segafredo sotto di 6 lunghezze, dopo esser stata anche sotto di 10. Milano però nn sembra più voler ripetere gli errori del secondo periodo e in attacco adesso costruisce e finalizza molto di più. La tripla di Grant del +11 in questo senso è un salasso pesantissimo per Bologna, che ora dovrà operare una vera e propria impresa per riprendere il match. Adesso il match sembra aver preso una piega ben precisa, con Milano che tiene a distanza di sicurezza Bologna e si diverte anche in attacco. La tripla di Belinelli è un capolavoro che andrebbe esposto al Louvre, ma la cinicità messiniana non lascia scampo alla Virtus, che soccombe di 10 punti alla fine del terzo periodo. 

Incomincia con una tripla bianconera l’ultimo quarto e con la zona in difesa che però viene attaccata da 3 da Ben Bentil e restaura il vantaggio di 10 punti. Bologna si aggrappa ai 22 di Belinelli, che riporta la Virtus sotto di 9 punti con una tripla fantascientifica, fuori da ogni logica. Un’altra giocata fuori da ogni logica è la schiacciata di Grant con tutta la potenza di questo mondo distrugge il canestro e costringe Scariolo ad un timeout che però sembra essere una pezza troppo piccola per il buco di 13 punti che si è ormai creato al Forum. La tripla di Teodosic dopo un’innumerevole serie di tentativi andati a mal fine, riscrive un po’ l’inerzia del finale. 86-79 ora il punteggio a 3 e 45 dalla fine. Sembra essere un Belinelli contro tutti in questo quarto, con l’asso italiano che mette 4 punti in fila e fissa il risultato sull’89-83. 

La tripla di Bentil sembra aver totalmente cancellato le possibilità della Virtus di recuperare: 94-85 a 50 secondi dalla fine. Ma lo stesso Bentil commette un’ingenuità colossale mandando in lunetta per 3 liberi l’infallibile Belinelli che ripristina a 6 le lunghezze di svantaggio. Teodosic prova a dare l’ultima scossa, con l’assist a Belinelli fantascientifico che vale il -3 a 12 secondi dalla fine. Sempre il serbo commette volontariamente il quinto fallo per provare la rimonta disperata. Grant dalla lunetta li sbaglia entrambi e Belinelli da 3 compie il miracolo sportivo del secolo. 95 pari, nessuno crede a quello che sta succedendo qui.   

L’overtime si apre con la tripla di Weems. Gli risponde Grant impeccabile sulla lunetta, tranne che per i due liberi sbagliati che hanno provocato l’overtime. Zona 3-2 di Bologna che però non respinge la tripla di Hall, che firma il 100-98. Hall rincara la dose dopo un libero di Jaiteh che aveva accorciato lo svantaggio, ora il punteggio è 102-99 Milano con 38 secondi sul cronometro da giocare. Si chiude così il match tra Milano e Bologna, tra finito e infinito.