Al termine di Trento-Fortitudo Bologna, in conferenza stampa, hanno parlato i due coach.

Queste le parole di Lele Molin: 

“Prima di tutto oggi ci tengo a menzionare quella che io chiamo la mia squadra invisibile, quella formata dallo staff tecnico, medico e atletico che lavora dietro le quinte. Il fatto che in queste partite abbiamo avuto la forza di dare un’accelerata negli ultimi quarti è sintomo di buona preparazione fisica, e in una settimana in cui abbiamo avuto tanti problemi lo staff medico e fisioterapico ha svolto un lavoro encomiabile. Aver terminato questa prima parte di stagione con tre vittorie consecutive nell’ultima settimana ci dà grande soddisfazione. Il commento alla partita? La Fortitudo è arrivata a Trento per giocare una partita concreta, noi siamo andati in difficoltà nei primi due quarti e non abbiamo avuto il giusto ritmo in difesa. Nel terzo quarto il capitano Forray ci ha dato una scossa, poi come già successo negli ultimi giorni abbiamo giocato gli ultimi 7’ con grande efficacia. Dopo nove partite di campionato e cinque di EuroCup c’è la sensazione che questo sia un gruppo che vuole competere, ed è la miglior notizia che potessimo avere anche al di là dei risultati. La strada è ancora lunga e vogliamo continuare a lavorare e migliorare”.

Queste le parole di Antimo Martino: 

“C’è rammarico per una partita che abbiamo giocato come volevamo. Abbiamo provato a seguire le idee con cui volevamo attaccare Trento, limitare il loro gioco. Abbiamo abbassato i ritmi andando vicino a canestro. Siamo stati bravi a non concedere le situazioni di post-up che solitamente Trento prende con i suoi esterni e per 33’ siamo stati avanti. Non abbiamo mai avuto la forza di dare la spallata decisiva. Poi nel finale ci siamo disuniti.
Stiamo avendo poco da parecchi giocatori e questo non ci aiuti. Che questa squadra sia cresciuta nell’ultimo periodo è evidente però ora c’è bisogno che dal punto di vista individuale inizi a contribuire perché altrimenti così diventa dura. Nella gara arriva sempre un momento in cui c’è bisogno di tutti e non possiamo pensare – a questo livello – di contare su pochi giocatori”. 

Foto Ciamillo-Castoria