Appuntamento #3 della nostra NBA Summer, a questo giro dedicata agli ultimi sconvolgimenti e rumor di mercato. Tra stelle al bivio e rivelazioni scottanti, analizziamo insieme le notizie più calde dell’ultima settimana NBA, dopo l’episodio di settimana scorsa dedicato alla Summer League.

QUER PASTICCIACCIO BRUTTO DER BARCLAYS CENTER

Sempre più confusione in casa Brooklyn Nets. Mentre il mercato degli scambi per Kevin Durant sembra essersi raffreddato, forse per le richieste assurde dei Nets (ai Timberwolves sono stati chiesti Towns, Edwards e 4 prime scelte), Kyrie Irving sembra essere ritornato sui suoi passi. Secondo Brian Lewis del New York Post, Irving non avrebbe mai chiesto di essere scambiato ai Nets e sembrerebbe deciso a rimanere a Brooklyn – con o senza Durant. Sfuma quindi la pista Los Angeles Lakers: la squadra californiana si era opposta allo scambio proposto dai Nets (Westbrook e 2 prime scelte).

Intanto, alcune dichiarazioni di Goran Dragić hanno scosso i social. Lo sloveno ha rilasciato una lunga intervista a Večer, quotidiano della sua madrepatria, in seguito alla firma con i Chicago Bulls. Oltre a spiegare il perché del rifiuto ai Dallas Mavericks, dove avrebbe potuto riunirsi con il suo protetto Luka Dončić (“Mi hanno detto che avrei giocato una partita ogni 6. Volevo un ruolo più importante”, ha dichiarato), Dragić ha parlato anche dei Nets.

Secondo la guardia slovena, l’esperienza a Brooklyn è stata particolarmente difficile, perché giocando con stelle del calibro di Durant e Irving “il focus non era sulla squadra, quanto più sulle performance individuali”. Insomma, i Nets sono in una pessima situazione: occhi puntati per vedere cosa succederà sul fronte scambi.

SEPARATI IN CASA

Si è finalmente risolta la diatriba Phoenix Suns-DeAndre Ayton, seppur non nel migliore dei modi. Dopo tutte le discussioni causate dal rifiuto di Phoenix di estendere il contratto di Ayton, culminato nel suo venir messo in panchina nella decisiva gara 7 contro i Mavericks, Ayton era destinato alla Restricted Free Agency.

Le offerte sono arrivate in massa, sia per la giovane età di Ayton (compirà 24 anni il prossimo 23 luglio) sia per le tante cose positive mostrate. Ieri sera la svolta: Ayton ha deciso di accettare l’offerta degli Indiana Pacers, un contratto da 4 anni e 133 milioni di dollari (record assoluto per un restricted free agent). I Suns avrebbero avuto fino alle 21 italiane del 16 luglio per pareggiare il contratto o avrebbero perso Ayton. La franchigia dell’Arizona sembrava inizialmente voler negoziare un sign-and-trade, ma ha rinunciato.

Niente da fare però per Ayton: alle ore 2:20 di notte italiane, come riportato da Adrian Wojnarowski, i Suns hanno pareggiato l’offerta, riportando in squadra un giocatore scontento e arrabbiato. Per via delle norme della NBA Ayton non potrà essere scambiato fino al 15 gennaio 2023; ma anche dopo quella data, Ayton possiederà potere di veto assoluto su qualsiasi scambio, fino al prossimo 15 luglio 2023.

Ora è da capire se Ayton e coach Monty Williams potranno riappianare le loro divergenze o se i Suns ne soffriranno. Di sicuro questa mossa limita parecchio la loro possibilità di scambiare per KD, avendo un cap salariale decisamente ridotto.

MITCHELL CONTRO LE TRADE MACHINES

Gli Utah Jazz non hanno ancora finito di testare le acque. “And why is that?“, direbbe Brian Windhorst, diventato meme negli scorsi giorni. Sembra ormai chiaro che la franchigia voglia ripartire da 0, come è stato reso palese dai diversi report che indicano come Utah stia cercando una possibile destinazione per Donovan Mitchell. Mitchell, che compirà 26 anni a settembre, ha avuto medie di 25.9 punti, 4.2 rimbalzi e 5.3 assist a partita nella scorsa stagione, continuando a migliorare su ogni lato del gioco.

Per Utah però non sembra essere abbastanza. In previsione del Draft NBA 2023, uno dei più carichi di talento degli ultimi anni (con in cima Wembanyama), i Jazz hanno deciso di provare ad andare all-in e accumulare prime scelte. Gli indiziati sono parecchi, ma un paio spiccano su tutti. Da una parte, i New York Knicks: Mitchell è di New York, fan dei Mets e, soprattutto, un giocatore capace di prendere le redini di una squadra, togliendo qualche responsabilità dal nuovo acquisto Jalen Brunson.

Interessa anche la possibilità di un suo approdo ai Miami Heat, ex squadra di uno dei proprietari dei Jazz, Dwyane Wade. In questo caso Utah vorrebbe in cambio Tyler Herro. I Knicks al momento sembrano più vicini: come riporta Shams Charania, le due squadre sembrano aver già iniziato a discutere un possibile accordo. New York ha 8 prime scelte che potrebbe scambiare e diversi giovani interessanti, quali Obi Toppin, Quentin Grimes ed Immanuel Quickley.

Secondo il report di Tony Jones, insider per The Athletic, questi 3 giocatori, più Miles McBride e 6 prime scelte, sarebbero stati inclusi nel pacchetto presentato dai Knicks ieri notte. I Knicks si sono all’ultimo però tirati momentaneamente indietro, lasciando spazio a una possibile offensiva di Miami.

FOTO:Donovan Mitchell (NBA.com)

Yuri Pietro Tacconi