C’è la voglia di iniziare i playoff con aggressività e continuità, ma anche la necessità di gestire subito un’emergenza importante. Alla vigilia di gara 1, il tecnico della Virtus Bologna, Nenad Jakovljevic, ha parlato questa mattina alla stampa dalla Palestra Porelli affrontando diversi temi centrali: dal nuovo infortunio del capitano Alessandro Pajola alle valutazioni sul turnover e sulla scelta degli stranieri, passando per il rispetto verso Trento e il momento attraversato dal gruppo bianconero alla vigilia della postseason.
Jakovljevic ha subito messo in chiaro quale dovrà essere il volto della Virtus in questo avvio di postseason: “Mi aspetto un approccio aggressivo e determinato, con l’idea di fare passi in avanti rispetto a quello visto in stagione”. Nessun trionfalismo, però, perché il tecnico serbo ha voluto sottolineare il percorso collettivo che ha portato le V Nere a chiudere davanti a tutti: “Arriviamo ai playoff da primi in classifica, quindi qualcosa di buono è stato fatto. E il merito è di tutti, dal primo all’ultimo: non solo dei giocatori, ma di tutta la società”.
Parole che si intrecciano inevitabilmente anche con il suo percorso personale. Per Jakovljevic questa è la prima esperienza da head coach ai playoff sulla panchina di una squadra con ambizioni di titolo e il tecnico non ha nascosto gratitudine e senso di responsabilità: “Per me è la prima volta in una situazione del genere e sento il dovere di ringraziare la società, soprattutto Massimo Zanetti e Paolo Ronci, perché è stata fatta una scelta molto coraggiosa. Mi rendo conto dell’importanza di questa panchina. Prima di me ci sono stati grandi allenatori e sono grato per questa opportunità”.
Sul fronte infermeria, però, arrivano notizie poco confortanti. Il coach ha infatti annunciato l’assenza di Alessandro Pajola per gara 1: “Ha un problema al ginocchio destro (distorsione ndr), non quello operato. Verrà monitorato quotidianamente dallo staff medico con l’idea di rientrare il prima possibile”. Un’assenza pesante, non solo dal punto di vista tecnico. Jakovljevic ha infatti sottolineato l’importanza umana del capitano bianconero: “La mancanza di un giocatore e di una persona come Pajo sposta un attimino. È il capitano della squadra, ha un valore umano infinito”.
Da qui la necessità di ritrovare ancora una volta risposte dal collettivo, marchio di fabbrica della Virtus di questa stagione: “La nostra bravura è stata quella di trovare sempre soluzioni. Tutti gli altri devono essere pronti a darci una mano e colmare il gap derivato dalle assenze. Abbiamo sempre reagito di squadra”.
L’attenzione si è poi spostata sull’avversaria. Jakovljevic ha invitato l’ambiente a non sottovalutare una Trento reduce da risultati di prestigio: “È un’ottima squadra. Ha appena battuto Milano e aveva già vinto qui nel girone di ritorno. Massimo rispetto e massima stima: va presa seriamente”. Un messaggio chiaro, volto a mantenere alta la concentrazione di una Virtus che arriva ai playoff forte delle sei vittorie consecutive dopo il momento difficile attraversato nelle settimane precedenti.
Anche su questo aspetto il tecnico ha preferito andare oltre i numeri: “Dopo otto sconfitte sono arrivate sei vittorie di fila, ma quelli restano numeri. Conta come scendiamo in campo, il feeling tra di noi e gli sguardi che ognuno si scambia col compagno”. Una frase che racconta bene l’idea di pallacanestro e soprattutto di gruppo che Jakovljevic vuole trasmettere alla sua squadra.
Infine, spazio anche ai dubbi di rotazione e alle condizioni di Matt Morgan, tornato ad allenarsi con contatto dopo un lungo stop: “Ha fatto il primo allenamento con contatto dopo un mese, probabilmente sarà disponibile, vedremo se andrà nei dodici”. Restano quindi ancora interrogativi aperti sul turnover e sulle scelte definitive per gara 1: “L’assenza di Pajola apre tante domande. Abbiamo altri due allenamenti che daranno risposte a me e alla squadra”.

Eugenio Petrillo