Questa mattina sulle colonne del Corriere della Sera potete trovare una lunga intervista (a firma di Marco Bonarrigo e Daniele Dallera) al presidente della FIP Gianni Petrucci che ha fatto il punto della situazione di fatto annunciando l’approdo di Luca Banchi come nuovo CT e altre tematiche di stretta attualità.
Questo un estratto delle sue parole:
Luca Banchi futuro CT? “La strada pare tracciata. Posso dire solo che è un eccellente allenatore, uno dei migliori”.
Incarico full time? “Lo preferirei ma capisco che se un allenatore che ti piace è impegnato si possa adottare una soluzione diversa”.
Il bilancio sugli Europei. “Ci è mancato il finale, era già successo in passato. La Slovenia ha meritato: sono stati più bravi e più freddi di noi. Ma non siamo andati lontani dal passaggio del turno”.
Il capitolo Pozzecco. “Gianmarco oltre che essere un bravo tecnico è una persona straordinaria a cui sono affezionato. Purtroppo, il risultato non è arrivato”.
La gestione della difesa su Doncic. “Non ci riescono in NBA, non ci siamo riusciti noi. Avete visto cos’ha combinato e da dove tirava faccia a canestro? Fenomeno totale”.
Il destino del Poz sarebbe cambiato in caso di approdo ai quarti? “Il contratto era scaduto, chiuso a prescindere”.
Si è parlato di interferenze tecniche: Gallinari sarebbe stato imposto da Datome. “Smentisco questa voce. Vuol dire che non si conosce Pozzecco: nessuno gli impone niente”
E un’ipotetica discussione Pozzecco-Datome? “Questo dovete chiuderlo a loro due. Datome è una persona straordinaria sotto tanti punti di vista. E si dà un gran da fare”.
Il mancato approdo in azzurro di DiVincenzo. “Capisco i sorrisi, capisco le battute. DiVincenzo fino all’ultimo momento ci ha detto che veniva, è andato a Chicago a giurare la nazionalità dopo che avevamo mosso mari e monti per ottenerla. Come si poteva pensare al problema al piede? Comunque l’infortunio è reale”.
Sempre meno italiani di spicco in LBA, ma le giovanili stanno ottenendo grandi risultati. “È un mio grande cruccio. Ma non ci posso fare nulla: i coach di club preferiscono prendere giocatori formati fuori, i presidente li assecondano e li finanziano”.
La scomparsa di Giorgio Armani. “È una perdita gigantesca. Fui io a portarlo come sponsor ai Giochi come presidente del Coni. Era un uomo di intelligenza, classe ed educazione straordinarie”.