Carlo Magno è considerato il padre dell’Europa per avere unificato diverse culture, principalmente quella germanica e quella romanza, in un unico grande impero di dimensioni continentali. Malgrado tale considerazione sia parziale, mancando tra le culture dell’impero carolingio quella bizantina e quella slava, che oggi caratterizzano quasi la metà dei Paesi dell’Unione Europea, un corrispondente di Carlo Magno nella pallacanestro europea è Krešimir Ćosić, la cui scomparsa è avvenuta esattamente trentun anni fa.
Padre della pallacanestro moderna, Ćosić è stato un grande innovatore dapprima da giocatore, e poi anche da allenatore. Come centro dello Zadar, dove viene lanciato dal professor Enzo Sovitti in tandem col play Pino Giergia, Ćosić rivoluziona il ruolo del pivot affermandosi come atleta polivalente che non si limita a raccogliere rimbalzi, ma che passa la palla, dribbla e segna anche dalla media e dalla lunga distanza.
Giocatore e allenatore
Da allenatore, Krešo anticipa le tendenze che la regola del tiro da tre punti giocoforza provoca nel gioco del basket. Alla guida della Virtus Bologna, l’icona della pallacanestro zaratina spinge infatti i propri lunghi a tirare da lontano. Al timone dell’AEK Atene, alla perimetralità e alla disciplina difensiva Ćosić accompagna una particolare attenzione alla circolazione di palla, che dà origine a una pallacanestro bella da vedere.
Oltre ad avere portato lo Zadar alla vittoria di cinque titoli di Jugoslavia nel decennio che va dal 1965 al 1975, Krešo da giocatore è il primo europeo a diventare All American, dominando oltreoceano coi Brigham University Cougars. L’attenzione che, oggi, gli Stati Uniti prestano ai talenti provenienti dall’Europa è ulteriore testimonianza di quanto Ćosić sia stato il più grande pioniere della pallacanestro del nostro continente.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Krešimir Ćosić. Credits: Muzej zadarske košarke