Questa volta la lavagna tecnica di Basket Magazine è riservata al giocato di gara 4 avvenuta nella giornata di ieri alla Virtus Segafredo Arena.
Le due squadre oramai si conoscono molto bene ma nonostante ciò ogni match nasconde delle insidie e delle particolarità che proveremo a captare insieme.
Quindi, “pareggio nella serie 2-2!” ed immergiamoci nel nostro playbook.
Come già anticipato, la stanchezza inizia a farsi sentire e le due squadre stanno accumulando molte tossine nei loro muscoli. Ci si aspettava una gara 4 più silente e soporifera ed invece ne è uscito fuori un vulcano di energia. Bologna pareggia la serie e si riporta sul 2-2.
Coach Scariolo non si smentisce, il piano partita è stato eseguito alla perfezione.
L’idea era quella di aggredire gli avversari e soprattutto il ferro senza mai tirarsi indietro al contatto fisico.
I vari Hackett, Belinelli ma anche lo stesso Jaithe ed Olejeye hanno dato la prova di essere dei giocatori molto fisici e non giocare solo di fino affidandosi alle loro doti tecniche.
Il ritmo imposto dalle V nere ad inizio partita è stato tambureggiante. Seppur i portatori di palla prediligevano di più il possesso, sono stati molto pazienti ad attendere le uscite dai blocchi stagger per i tiratori o a giocare fino in fondo per agguantare un canestro facile nel pitturato. Queste prime opzioni offensive sono state ottime scelte per i ragazzi di Don Sergio.
D’altro canto, l’Olimpia è apparsa leggermente di più sulle gambe nell’inizio partita.
L’azione offensiva dei meneghini, per tutto l’arco della partita è iniziata sempre da un pick&roll centrale o su un lato del campo, con l’obiettivo di o allargare gli spazi collaborando con un terzo appoggio, o chiudere lo stesso pick&roll andando internamente con il colosso Melli o optando per il tiro dalla lunga distanza con i vari Voigtmann, Shields, Hall.
Nella metà campo difensiva invece i ragazzi di Messina hanno faticato e non poco per tenere a bada la veemenza degli uomini con la canotta scura.
Durante tutto l’arco della partita ci sono stati dei veri e proprio blackout. Break e contro-break non indifferenti scaturiti sia da fasi di trans agonistica come Shields o Belinelli ma soprattutto per la poca applicazione in difesa da parte di ambedue le compagini.
Si sa, da che mondo è mondo, soprattutto nella pallacanestro, si troverà sempre un briciolo di forza e di energia in più soprattutto quando si tratta della fase offensiva che quella difensiva; e per mascherare la stanchezza e provare a frenare gli entusiasmi degli avversari, sia Milano che Bologna hanno attuato entrambe delle difese “collettive”, cioè prediligendo più una responsabilità difensiva di gruppo anziché quella individuale e quindi del singolo.
Per questo motivo abbiamo visto aree molto occupate, passaggi schermati, difese flottate, difese zonate.
Tutto ciò ha portato spettacolo e divertimento in quanto, i giocatori, arrivati già alla quarta partita di fila, non avendo tanta spinta e forza nelle gambe per andare in penetrazione ed attaccare l’anello, si sono affidati alle loro doti balistiche dai 6,75, ergo pioggia di bombe.
I tiri dalla lunga distanza, saranno addirittura 61 a fine partita.
Cosa ci aspetteremo in gara 5?
Dovremmo solo attendere sul divano di casa e sperare che in questi due giorni entrambe le compagini siano in grado di attuare un piano di recovery tale da presentarci un ulteriore spettacolo cestitico.
Al prossimo playbook!
Edoardo Cafasso