Le macerie della guerra, la povertà diffusa dopo anni di aspri conflitti armati e bombardamenti, ma anche una grande voglia di onorare la propria tradizione locale, con la ragionevole inconsapevolezza di dare avvio alla storia della basket city d’Europa per eccellenza che ha prodotto talenti del calibro di Krešimir Ćosić, Pino Giergia, Branko Skroče, Stojko Vranković, Arijan Komazec, Dejan Bodiroga, Petar e Marko Popović, solo per citarne alcuni.
Questa è la cornice nella quale lo Zadar, il 18 agosto del 1946, ha vinto il primo campionato di pallacanestro della Croazia, avviando una storia che, trent’anni più tardi, avrebbe portato Zara a completare il quinto successo nel campionato jugoslavo nel corso di dieci anni, finendo di diritto tra le ‘grandi’ del basket europeo non solo per via dei risultati sul campo, ma anche per la capacità di anticipare tendenze di gioco di qualche decennio.
Allenata da Đure Vujanić, la rosa zaratina che ottant’anni fa si è laureata campione di Croazia è stata composta da Tullio Rochlitzer, Ermanno Vazzoler, Agostino Zanne, Guido Pittoni, Ante Zeraušek, Nade Domini e Ratko Alunni, assieme a quell’Izidor Maršan che finirà poi a Cantù, e a quell’Enzo Sovitti che, da allenatore, lancerà Krešimir Ćosić, il creatore del centro moderno nonché uno degli strateghi maggiormente innovativi nell’era del basket da tre punti.
“Verità storica”
Per lo Zadar, il successo non è stato solamente il punto di partenza di una storia che, oltre ai cinque titoli jugoslavi maturati tra il 1965 e il 1975, e agli altri trofei vinti dalla compagine dalmata anche di recente, è stata caratterizzata dal sistematico sviluppo di talenti e dalla continua sperimentazione di schemi e soluzioni sul campo. Il trionfo del 1946 ha infatti confermato il predominio di una scuola cestistica già esistente, che a Zara nemmeno la Seconda Guerra Mondiale ha spezzato.
“In quei giorni, Zara ricevette la conferma ufficiale di un movimento iniziato quindici anni prima, sancendo il suo status di città, tempio e culla della pallacanestro” ha spiegato, con una nota, il fondatore del Museo della pallacanestro zaratina, Krešo Butić, sottolineando come l’anniversario del primo trofeo vinto dallo Zadar sia significativo anche e soprattutto rispetto alle tendenze della pallacanestro odierna, sempre più appannaggio di interessi spesso privi di tradizione e cultura cestistica.
“Mentre sentiamo il continuo clamore di club autoproclamatisi ‘grandi’ provenienti dalle metropoli, che tuonano sulla propria grandezza ben sapendo che i media griderebbero ai titoli in prima pagina se si trattasse di loro, noi abbassiamo i toni e indichiamo la verità storica. In Croazia i primi siamo senza dubbio noi” ha concluso Butić.
Matteo Cazzulani
Photo credits: Muzej zadarske košarke