Milano vola in finale scudetto, dove affronterà la Virtus Bologna. La squadra di coach Messina si sbarazza di Venezia con il punteggio di 83-93. La partita è stata per larghi tratti equilibrata, con i primi due periodi che hanno visto le due compagini concludere a pari punti. Il terzo periodo è stato cruciale e fatidico per Venezia, che ci ha provato fino in fondo a portare la serie a gara 4.
Galeotto fu il terzo periodo. Perché fino a quel momento l’equilibrio era stato tangibile. 21-21 la chiusura del primo periodo. 38-38 alla sirena dell’intervallo lungo. Poi però la solfa è cambiata. Sono saliti in cattedra Punter e Hines. Il primo ha iniziato a scaldare la mano da 3 fino a farla diventare bollente. Il secondo ha cominciato a sfornare stoppate e chiusure difensive degne della sua carta d’identità e della sua caratura. Venezia si è perlopiù aggrappata a Daye, ma è stato lasciato troppo solo. Un’anima contro 5 corpi. Perché Daye, in fondo, non ha mai smesso di crederci mettendoci tutta l’anima. Gli 8 punti nel quarto periodo quando tutto sembrava già deciso sono l’emblema del trascinatore che le ha provate tutte. Dall’altra parte 5 corpi, cinici, determinati e vogliosi di archiviare la pratica per poter chiudere il prima possibile la serie, recuperare le energie e prepararsi alla finale. La differenza netta questa sera, dal secondo periodo in poi, è stata questa. E Messina proverà a tramutarla nell’arma che gli potrebbe garantire lo scudetto.