L’amarezza a fare da contorno ad un palazzetto quasi tutto in silenzio. Quella sparuta minoranza in contestazione continua. Qualche coro, qualche pesante parola che accerchia il volto dell’AD argentino. Lui, risponde. Ragione e istinto dietro ad una sconfitta che mette Varese in una posizione difficilissima e rendono più buie le mura di Masnago.
Ragione e istinto. Il secondo prevale sempre in quegli attimi concitati, dove Varese aveva in mano una partita fondamentale per la salvezza. Il +7 a 53 secondi dalla fine sprecato è un po’ il sintomo e il quadro di una stagione dannata. Iniziata malissimo, e che sta finendo anche peggio. L’overtime, poi, ancora più folle degli altri quarti. Gli strascichi e le urla. Una condanna.
Scola sembra istintivamente voler mollare tutto. Stamattina le voci e gli spifferi lo davano fuori, dal progetto e da tutto. Poi, la pezza di Bulgheroni, anima sapiente di una Varese pazza. Alla stampa l’attuale Presidente ha dichiarato che si va avanti uniti, che bisogna andare oltre. “Lo capisco, ci sono passato anch’io: dobbiamo rimanere uniti”.
Il riferimento è alla risposta che l’AD, molto dura e forte, ha dato a quella frangia di tifosi che si sono scagliati contro di lui per tutta la partita, dal primo all’ultimo minuto e che hanno insultato anche suo figlio, presente per la prima volta in panchina nella prima squadra.
Alla domanda di Malpensa24, se secondo Bulgheroni, Varese può permettersi di perdere Scola, la risposta del presidente è stata netta: “Guardi, io dico che la Pallacanestro Varese non può permettersi di perdere una persona come Luis Scola, che ha scelto la nostra città per vivere la sua seconda vita. Ha fatto una scelta imprenditoriale che si inserisce nel solco di una tradizione sportiva importante, unica in Italia e tra le più prestigiose in Europa. Mi fa male pensare che Luis sia stato toccato da insulti e che ne abbia sofferto la sua famiglia.”
Lasciate passare queste scorie, il post Cremona infuocato, con quella frangia di tifosi infuriati con l’AD per le varie scelte sbagliate durante la stagione e per la costruzione di un roster non all’altezza secondo molti, e anche in aggiunta la scelta di un coach non pronto e alla prima esperienza (Mandole), ora deve prevalere la ragione. Scola e tutto ciò che gli gravita attorno deve proseguire sotto il segno dell’unità. Per salvare una stagione dannata. Che non può concludersi con l’A2.
Napoli è il prossimo orizzonte che Varese deve guardare e affrontare. Perdersi nel mare che fa da sfondo al Pala Barbuto potrebbe essere l’ennesimo fatale passo verso il buio più totale. Ora, ogni partita ha un peso ancora maggiore. L’eterna lotta tra ragione e istinto, dietro una sconfitta pesante e un futuro tutto da determinare. Deve prevalere la ragione, in tutto. L’istinto, anche nelle scelte di campo, non è più tollerabile.