Il 12 settembre del 1683 le truppe del Commonwealth di Polonia e Lituania, guidate dal re Giovanni III Sobieski, accorse in sostegno dell’Impero asburgico, hanno tolto l’assedio di Vienna da parte degli ottomani, risolvendo una complicata situazione militare che, se fosse andata diversamente, avrebbe sicuramente cambiato le sorti della storia d’Europa.

È su un episodio cruciale della storia d’Europa che in Polonia, paese che proprio sul mito della vittoria di Vienna basa una delle pagine più importanti della propria identità nazionale in quanto paese europeo, cristiano e cattolico, impazza la febbre in vista dello scontro con la Turchia ai quarti di finale che, al netto del paragone storico, sa molto di contesa tra Davide e Golia.

Continuare a sorprendere

Per la Polonia, in effetti, il compito ricorda molto da vicino un’impresa alla Sobieski che sa di impossibile, ma che la nazionale allenata da Igor Miličić è decisa a compiere per contendere alla Finlandia lo status di migliore sorpresa di Eurobasket.

Solo vittorie, con una media di 73 punti concessi in sei partite disputate, è la velocità di crociera con la quale la compagine di coach Ergin Ataman sta finora viaggiando nel torneo, nel quale i turchi hanno sconfitto anche la Serbia, altro risultato che a Belgrado a innalzato paragoni storici dall’enorme importanza culturale (Kosovo Polje).

Verso un altro record storico

La Polonia, qualora non ne avesse, potrà sicuramente trovare delle motivazioni forti nella possibilità di scrivere un’ulteriore pagina della propria storia cestistica consecutiva dopo il quarto posto ottenuto agli europei del 2022, nel quale rilevante è stata la vittoria maturata sulla Slovenia, allora campione d’Europa in carica, ai quarti di finale.

Per la compagine di coach Miličić, l’esperienza ad Eurobasket ha già dunque tracciato le basi per un risultato positivo, decisamente al di sopra delle aspettative, che la nazionale polacca ha ora l’occasione di rendere ancor migliore nel caso, così come nel 2022, dovesse eliminare ai quarti una potenza del basket europeo come la Turchia.

La strategia di coach Miličić

Per tentare l’impresa e sconfiggere la Turchia, la Polonia potrà e dovrà contare innanzitutto sulle proprie certezze, leggasi difesa e dominio a rimbalzo, sulle quali coach Miličić ha sapientemente lavorato per gettare le basi di un percorso che, finora, ha visto i polacchi vincere quattro partite su sei concedendo 76,5 punti ad incontro.

Miličić, altresì, ha saputo trovare soluzioni tattiche per arginare Luka Dončić contro la Slovenia, Deni Avdija contro Israele e da ultimo Jusuf Nurkić contro la Bosnia Erzegovina. Ci si aspetta dunque che il tecnico croato identifichi maniere efficaci oer limitare anche un roster turco guidato da Alperen Sengun e Shane Larkin.

Il duo Loyd-Ponitka

Le armi a disposizione della Polonia sono altresì di carattere individuale. La coppia formata da Jordan Loyd e Mateusz Ponitka, infatti, è stato uno dei tandem maggiormente impattanti nel torneo sia in materia di intensità difensiva, che per quanto riguarda la produttività in attacco.

Importanti, per coach Miličić, saranno anche le seconde linee, tra cui da evidenziare sono Kamil Łączyński, da noi ribattezzato il ‘Pozzecco di Polonia’, e Dominik Olejniczak, neoacquisto di Tortona che, a margine del successo contro la Bosnia Erzegovina, ha confermato come la coesione e la determinazione siano molto alte in seno alla compagine polacca.

La carica di Olejniczak

“Se non diamo il massimo sappiamo che siamo destinati ad andare a casa. Abbiamo affrontato Jusuf Nurkić, e adesso ci tocca la Turchia, che secondo me è avversario ancor più difficile da affrontare” ha dichiarato Olejniczak.

Sono contento di quanto sto facendo con la nazionale, che per me era un obiettivo importante da raggiungere per superare un blocco personale nella mia carriera e trovare la giusta spinta per fare bene in Italia nella stagione 2025-2026″ ha continuato il neoacquisto di Tortona.

Il tabellone della fase finale di Eurobasket 

Matteo Cazzulani

Nella foto: l’Assedio di Vienna nel celebre dipinto “Giovanni III Sobieski invia la notizia della vittoria a Papa Innocenzo XI”, di Jan Matejko