Una prova di carattere basata su pochi ma precisi capisaldi è stato quanto ha consentito alla Stella Rossa di tornare alla vittoria in Eurolega dopo tre sconfitte consecutive, sconfiggendo la Virtus Bologna in un finale al cardiopalma (90:89), che il canestro da due punti decisivo di Jared Butler, seguito da una solida difesa di squadra nell’ultima azione, ha girato in favore di una compagine biancorossa. La quale, al netto dell’estremo equilibrio della contesa, è stata avanti per la maggior parte del tempo di gioco, meritando pienamente il successo.

Trovatosi al timone di un roster composto prevalentemente da lunghi, coach Saša Obradović, noto per fare largo uso delle guardie, persino in posizione di ala piccola, ha lavorato molto sulla fisicità del proprio gioco col preciso scopo di sfruttare la composizione ‘corporea’ della rosa della Stella Rossa per creare situazioni di vantaggio, e riportare Belgrado ai piani alti della classifica della massima competizione europea per club.

Proprio l’utilizzo dei lunghi, e più in generale della fisicità del roster biancorosso, è stato la chiave di volta della partita con la Virtus, nella quale la presenza sotto le plance ha consentito alla Stella Rossa, su un totale di 33 rimbalzi catturati, di creare 13 possessi aggiuntivi andando a dominare sotto il tabellone della Virtus.

Difese simili

Decisiva, stando ad un’altra arma tipica del playbook di Saša Obradović, è stata la difesa aggressiva con la quale Belgrado ha costretto le vu nere a commettere 17 palle perse, 5 delle quali da parte di Carsen Edwards, che la Stella Rossa è riuscita a limitare anche dalla lunga distanza, tenendo il giocatore di punta del roster di Duško Ivanović ad un 4/10 dalla lunga distanza.

Rimanendo al discorso difesa, la partita di per sé ha offerto uno scontro tra due allenatori della scuola ‘slava’ che costruiscono la propria identità difensiva su un approccio marcatamente aggressivo. Da un lato, Saša Obradović esige una costante pressione sulla palla accompagnata da una cospicua versatilità di marcature per togliere concentrazione agli avversari.

Duško Ivanović, dall’altro, si distingue per un contenimento fisico della palla da realizzare con una particolare attenzione alla disposizione a metà campo, mediante una variante decisamente ‘aspra’ della difesa pack line, che il coach montenegrino suole portare ad alti livelli di fisicità.

Un sostanziale pareggio

Nonostante i due punti siano rimasti a Belgrado, il duello tra gli stili di gioco di Saša Obradović e Duško Ivanović, soprattutto considerati per via della loro difese, può considerarsi terminato con un sostanziale pareggio.

Sarà dunque interessante verificare se al ritorno, davanti al pubblico delle vu nere, i valori in campo continueranno ad equivalere, o se una delle due proposte avrà finalmente il predominio sull’altra.

Stella Rossa vs. Virtus 90:89 – statistiche

Matteo Cazzulani

Nella foto: Saša Obradović. Credits: KK Crvena Zvezda