L’aspetto che rende la pallacanestro lo sport più bello al mondo è la possibilità di decidere una partita anche ad un secondo dalla fine. Tale elemento risulta tuttavia poco simpatico allo Zadar, compagine della città dove secondo la leggenda il basket è stato creato, che nel corso della stagione 2025/26 ha collezionato cinque sconfitte all’ultimo secondo tra Lega adriatica e Premijer Liga croata.
Sesta nel gruppo B del campionato che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia con quattro successi in dodici partite disputate, seconda nel torneo nazionale di Croazia con undici vittorie e due sconfitte, Zara avrebbe potuto godere di situazioni di classifica decisamente migliori se solo non avesse perso punti pesanti in finali al cardiopalma.
Bosna ‘bestia nera’
L’esempio più recente di tale problema si è verificato in occasione della sconfitta subita a Sarajevo per mano di una Bosna che, alla tredicesima giornata di Lega adriatica, ha dapprima impattato lo Zadar nel punteggio con una tripla pazza di Alfonso Plummer realizzata all’ultimo secondo del tempo regolamentare, per poi beffare i dalmati al supplementare (93:85).
Per Zara, un simile copione si è verificato nella partita di andata, quando dinanzi al proprio pubblico, alla Krešimir Ćosić Arena, lo Zadar si è fatto battere dalla Bosna (77:78) fallendo la seconda di due triple che, negli ultimi sei secondi, avrebbero potuto permettere ai dalmati di realizzare una rimonta.
Subotica, Lubiana e Spalato
Nell’ultima partita dell’anno solare 2025 del torneo ex jugoslavo, lo Zadar ha perso in maniera simile con lo Spartak in trasferta a Subotica (76:75) in una partita nella quale Zara non è stata in grado di capitalizzare un recupero difensivo sbagliando il canestro decisivo a sette secondi dalla fine dell’ennesimo incontro equilibrato.
La carrellata delle sconfitte all’ultimo secondo dello Zadar si è aperta in occasione della seconda giornata della Lega adriatica, quando a fare un dispetto ai dalmati è stata l’Ilirija neopromossa nel torneo ex jugoslavo (85:83). Letale per Zara è stato anche il finale punto a punto dello scontro al vertice di Premijer Liga con lo Split di Dino Repeša, che manco a dirlo ha prevalso al supplementare (88:82) prendendo la testa del campionato croato.
Non solo testa
La ragione del problema che sta compromettendo la stagione dello Zadar dopo avere quasi matematicamente escluso i dalmati dalla corsa ai playoff in Lega adriatica, è principalmente mentale. La compagine di capitan Marko Ramljak sembra infatti non riuscire a chiudere partite che si svolgono sul filo dell’equilibrio, mancando quel ‘killer instinct’ necessario per ambire a risultati di spessore.
Sul piano tattico, problematica è una strategia realizzativa troppo dipendente dal solo Vladimir Mihailović e, più in generale, limitata quasi unicamente al gioco perimetrale, senza che la compagine di coach Danijel Jusup riesca a trovare certezze nel pitturato sulle quali fare affidamento quando le difese avversarie sono solide su perimetro e linee di passaggio.
Il problema ‘interno’
Nelle ultime tre stagioni, quando lo Zadar ha vinto per tre volte consecutive il titolo di Croazia, qualificandosi per due volte anche ai playoff di Lega adriatica, coach Jusup ha potuto fare affidamento su Luka Božić e Tyler Wahl proprio per creare situazioni di vantaggio col gioco interno.
Boris Tišma, ingaggiato in estate come successore di Božić e Wahl, sta ancora ingranando, lasciando che la proposta cestistica dello Zadar si basi quasi unicamente sull’intensità difensiva e sul dominio a rimbalzo che, tradizionalmente, caratterizza la maniera di giocare a pallacanestro delle squadre di coach Jusup.
Gli aspetti positivi
Al netto delle difficoltà, lecito sottolineare i punti di forza di uno Zadar che malgrado disponibilità economiche ben inferiori rispetto alle avversarie di Lega adriatica si sta facendo valere in un torneo nel quale, ad essere onesti, più della salvezza a Zara non sarebbe giusto chiedere.
Degna di lode è in particolare la costruzione del roster, che per l’ennesima stagione vede lo Zadar puntare principalmente su giocatori locali, croati e dalmati, senza cadere nella ricorsa all’americano che, purtroppo, è diventata tentazione comune anche in Lega adriatica.
Matteo Cazzulani
Nella foto: lo Zadar di coach Danijel Jusup durante un time-out. Credits: KK Zadar / Zvonko Kucelin