Per il Partizan, il successo esterno sulla Virtus a Bologna nella XXXI giornata di Eurolega (82:88) ha il significato della conferma di un periodo di forma ritrovata, che ha avuto le sue avvisaglie già nella giornata di Domenica, quando Belgrado, sempre in trasferta, ha letteralmente dominato contro la Bosna sul difficile campo di Sarajevo nella ‘partita di cartello’ della Lega adriatica, ottenendo la testa della classifica ex jugoslava in solitaria.

Nello specifico, il successo del Partizan ha il suono di una sinfonia melodica ed equilibrata, esemplificato, nella migliore maniera possibile, dall’azione che ha portato Belgrado sul più dieci a un minuto e mezzo dalla fine delle ostilità. È stato infatti un rimbalzo difensivo catturato da Isaac Bonga a permettere a Carlik Jones di correre dall’altra parte, e depositare i due punti decisivi.

Un successo di squadra

Proprio Jones e Bonga sono stati i primi violini di un Partizan che, per vincere a Bologna, aveva bisogno di una partita di sostanza e concentrazione. Sia il play sud sudanese coi suoi 19 punti, che il nazionale tedesco, vero e proprio MVP della serata per mezzo di una doppia doppia da 16 punti ed 11 rimbalzi, con altresì 5 assist e 2 stoppate, hanno risposto presente.

Oltre ai violini principali, a suonare la sinfonia del Partizan in quel di Bologna è stato anche un altro duo che, sull’asse play-pivot, ha scardinato la tradizionalmente aggressiva difesa di coach Duško Ivanović. I 5 assist di Nick Calathes e i 9 punti di Bruno Fernando sono dimostrazione di come, per Belgrado, il successo sia stato soprattutto una questione di squadra.

Protezione a canestro e fluidità

Al netto delle prestazioni dei singoli, cruciale per il Partizan è stata la difesa statica con la quale, a solida protezione del proprio canestro, la compagine di Belgrado ha fiaccato il morale degli avversari, trovando nel contempo fiducia nei propri mezzi e fluidità in fase realizzativa.

I 22 assist realizzati, assieme alle 10 triple segnate, sono infatti frutto del 48% al quale la Virtus è stata tenuta dal campo, oltre che delle 5 stoppate che il Partizan ha dato nel corso dell’incontro, e dei soli 15 assist ai quali Belgrado ha costretto le Vu nere tramite un buon lavoro difensivo sulle linee di passaggio.

Risultato controllato

Nonostante la partita sia stata equilibrata per trentotto minuti e mezzo, la vittoria del Partizan è stata completa. Avviata la gara con un parziale di 2:8, la compagine di coach Joan Peñarroya ha sempre controllato il punteggio, eccezion fatta per una situazione di meno due lamentata a metà secondo quarto.

Con un break di 1:8, Belgrado si è infatti portato sopra di quattro lunghezze alla pausa lunga (48:52), per poi trovarsi con due punti di vantaggio all’ultimo intervallo (63:65), ed infine prendere definitivamente il largo con un ulteriore parziale di 2:10 nella seconda metà della quarta frazione di gioco.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Isaac Bonga (in maglia bianca). Credits: Partizan BC