Squadra che vince non si cambia, e allora per il secondo match del Premondiale l’Italia inizia con lo stesso quintetto. Cubaj danza sotto canestro, Verona scippa il pallone, Spreafico segna dall’arco e Zandalasini porta a casa l’isolamento. Praticamente sembra di vedere la stessa partita in meno di 24 ore. E infatti bastano poco più di 2’ per il primo timeout Nuova Zelanda sul 10-2. L’Italia però, soffre di alcuni blackout, ed è l’energia di Pasa che rimette le cose in sesto. Le azzurre si spingono fino al 28-12 con un rimbalzo offensivo di Andrè, ma piano piano le neozelandesi risalgono fino al -6. Capobianco predica calma, cervello e chiede di dare la palla dentro. Invece le sue ragazze non riescono ad andare in area e continuano a tirare da lontano con percentuali non eccelse (54% da 2 e 20% da 3).
L’Italia non riesce ad accelerare neppure nella ripresa. Anzi, in meno di 3’ è già in bonus falli, e con la Nuova Zelanda che arriva a -2 per Capobianco sono braccia conserte in panchina. Toccato il punto più basso, le azzurre si aggrappano a Cubaj, brava a fare centro dal post basso. Spreafico potrebbe confezionare un gioco da 4 punti, ma litiga dalla lunetta come tutte le compagne (16/27 alla fine). Madera fa tante cose piccole ma preziose, Zandalasini si rimette in proprio, e col parziale di 18-3 l’Italia compie l’allungo decisivo sul finire del terzo periodo. Dopo un match complicato, forse più del dovuto, gli ultimi 600 secondi sono sotto controllo, e le azzurre portano a casa la vittoria per 74-51.
In copertina Francesca Pasa, foto credit Fiba
Giovanni Bocciero