A bocce ferme, la scelta di Ivanovic contro il Partizan di far giocare Vildoza praticamente tutto il primo quarto, dopo che l’argentino era arrivato alla sfida coi serbi con oltre 25 minuti di media nelle ultime gare, non è stata particolarmente lungimirante, soprattutto guardando oltre l’ormai insignificante impegno di Eurolega, con Milano alle porte.

La gara di questa sera era quella su cui ci si doveva concentrare maggiormente, riuscire a battere l’Olimpia significherebbe garantirsi da qui alla fine della regular season un “cuscinetto” di margine tale, da avere la quasi certezza del primo posto nel ranking per i playoff. Perdendo stasera, le cose si complicherebbero nuovamente, perché avere i milanesi col fiato sul collo, costringerebbe la Virtus a rimanere concentrata al 101% sulle gare rimanenti, senza dimenticare che Brescia potrebbe nuovamente acciuffare i bianconeri in testa, pur avendo il doppio confronto a sfavore.

Tornando a mercoledì, la scelta di coach Ivanovic sull’impiego full time di Vildoza, non è certamente stato l’unico azzardo del tecnico montenegrino, anche i venti minuti sul campo di Momo Diouf potevano essere ridotti drasticamente, dando maggiore spazio ad Aliou Diarra che ultimamente, quando impiegato, sta portando parecchia energia, rimbalzi e tante altre cose utili alla squadra. Preservare il centro italiano, viste le condizioni non certo idilliache delle sue ginocchia, avrebbe aiutato ad averlo un pò meno usurato questa sera, dove serviranno tutte le energie del caso, per contrastare la forza di Nebo e compagni.

Arrivati a questo punto della stagione, l’obiettivo deve essere ben chiaro per tutti, ci si va a giocare l’ultima chance rimasta, quella di difendere il titolo conquistato lo scorso anno in un finale di stagione davvero incredibile. La squadra di quest’anno è certamente meno esperta, ma decisamente più giovane e fresca, se tutti torneranno ad avere rendimenti importanti come si è visto ad inizio stagione, il gruppo messo in piedi da Paolo Ronci ed avallato dal tecnico, ha tutte le carte in regola per giocarsi una nuova finale scudetto.

Serve però avere ben chiaro ciò che si vuole fare, concentrando gli sforzi sulle partite importanti che il tabellone di LBA riserva da qui alla fine della regular season, quella di stasera è sicuramente la più importante per i motivi sopra citati. Arrivarci nelle condizioni in cui si trova oggi la Virtus, senza un play di ruolo, avendo avuto risposte negative dal tentativo di recuperare in extremis Vildoza, costringerà coach Dusko Ivanovic ad inventarsi qualcosa per sopperire alla mancanza di un play, già contro il Partizan si è visto che le soluzioni Edwards e Morgan rappresentano un rischio enorme, non essendo certamente adatti a far girare la squadra. Edwards è troppo impegnato a guardare il canestro, e comunque costringendolo a portare palla, lo si limita sotto l’aspetto realizzativo, mentre per Morgan, il mestiere di regista non è esattamente quello in cui l’americano ottiene le sue migliori performance.

Potrebbe esserci la soluzione Baiocchi, ma il ragazzo ha praticamente giocato pochi scampoli di gara dall’inizio della stagione, rappresenta più un sogno che una vera e propria soluzione per una gara ad alta tensione come quella odierna.

Dall’infermeria le notizie sono più o meno le solite, con Daniel Hackett che sembra quello maggiormente indiziato a rientrare per primo e con Pajola che dopo aver tolto le stampelle, prosegue nelle terapie riabilitative, ma certamente non lo si vedrà in campo per almeno un altro mese. E Vildoza? L’argentino dopo gli esami a cui è stato sottoposto, risulta essere decisamente meno grave di quanto si fosse supposto a caldo nel dopo gara di mercoledì, ma dovrà comunque osservare ancora qualche giorno di riposo per evitare che possano accadere guai peggiori.

Stasera si dovrà quindi provare a vincere senza play, questo in sostanza il dictac che arriva dall’infermeria. La Virtus in questa stagione è già riuscita a fare cosa analoga quando era priva dei suoi pivot, proverà a farlo nuovamente senza i registi, situazione però molto diversa.

Questa squadra ottiene le proprie migliori performance quando tutti difendono e in attacco si passano la palla cercando di non avere fretta e provando a cercare il compagno più libero. Se viene a mancare il faro del gioco, tutto diventa molto più complesso, trovare il compagno più libero può diventare un esercizio complesso se l’azione non parte nella maniera corretta, magari da chi ha l’abitudine a chiamare il movimento dei compagni.

Sarà certamente gara dura, probabilmente si cercherà una soluzione più di velocità che di intelletto, si proverà a difendere in maniera molto più aggressiva nel tentativo di costringere Milano a tiri forzati, poi recuperando tanti rimbalzi, correre a velocità sostenuta dall’altra parte e tentare di fare canestro in rapidità, prima che l’Olimpia abbia avuto tempo di schierare la propria linea difensiva.

Sarà cura di coach Ivanovic dare ai propri ragazzi indicazioni su come fare, poi sarà la gara a stabilire se la tattica funziona o meno.

Palla a due alle 20,00 agli ordini dei signori Attard, Gonella e Valzani. Diretta televisiva sul canale LBA TV e Sky Sport Basket, radiocronaca sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno con l’immancabile voce di Dario Ronzulli.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Luca Vildoza, ultimo play della Virtus a fermarsi(foto Ciamillo Castoria).