Round 34 che vede affrontarsi per la quinta sfida stagionale le due squadre italiane partecipanti al torneo, Olimpia e Virtus, lo faranno per una gara che vale nulla o quasi ai fini della classifica. In realtà, Milano avrebbe ancora una speranza, la matematica non la condanna, ma pensare di vincere tutte le restanti partite ancora in programma, è esercizio puramente statistico e poco più.

La realtà racconta fatti diversi, come quelli accaduti solo due giorni or sono, in cui i meneghini erano largamente in vantaggio prima dell’ultimo quarto, facendosi rimontare e cedendo i due punti nel finale, come accaduto troppo spesso in questa stagione.

Peppe Poeta ha lamentato la mancanza di un play esperto, un giocatore che sia in grado di gestire i momenti importanti della gara. Che Poeta abbia ragione è assolutamente innegabile, Milano si è affidata praticamente per tutta la stagione a Ellis, Mannion, Flaccadori e Bolmaro, provando ultimamente a coinvolgere Guduric. I primi due sono effettivamente molto giovani giovani, Flaccadori troppo spesso infortunato, l’argentino non è sicuramente l’uomo adatto nel ruolo a gestire finali bollenti, mentre il serbo sarebbe più una guardia/ala piccola, comunque non un play.

Poeta però dimentica un fattore importante nella costruzione della propria squadra, certamente non dipendente dalle sue volontà, ma l’Olimpia ad inizio stagione, aveva inserito la figura oggi mancante dando grande enfasi all’arrivo di Lorenzo Brown.

Il play americano si è rivelato un flop enorme, a causa delle condizioni fisiche precarie, che i più attenti avevano già notato nella stagione scorsa. In conclusione, nessuno nega che manchi un play esperto, ma l’errore nella costruzione del roster è stato fatto, non si è mai posto rimedio una volta allontanato Brown dalla squadra, pur avendo ancora un visto da spendere.

In settimana si è letto di Ettore Messina che ha esternato la propria visione sulla Virtus di questi anni, definendo “un capolavoro di comunicazione” il fatto che a suo dire, la Virtus avrebbe speso altrettanti soldi di Milano, ma riuscendo comunque a rimanere una squadra “underdog”, rispetto alla società lombarda.

A volte basterebbe spendere qualche decina di euro, una semplice visura camerale, per rendersi conto che certe affermazioni sarebbe meglio evitarle, ma evidentemente spostare il bersaglio fa comodo a chi, in questi anni, non ha certo brillato nei risultati, soprattuto in campo continentale, pur avendo avuto a disposizione maggior budget di altri.

Quella di stasera è partita che vale davvero poco per entrambe le formazioni, la Virtus ha praticamente chiuso la pratica dopo la sconfitta casalinga contro l’Asvel, mentre Milano ha dato forfait martedì in quel di Monaco.

La gara odierna è una sorta di derby delle deluse, con la differenza che la Virtus, dopo aver rinnovato e ringiovanito la squadra in estate (con un budget, Messina permettendo, più contenuto dello scorso anno), ha comunque fatto molto meglio della scorsa edizione, arrivando ad oggi a tredici successi, contro i nove della passata edizione.

Milano invece, partiva con ambizioni molto più importanti, l’ennesima stagione in cui i proclami erano legati a centrare i playoff di EL, rimasti però solo buoni intenti sulla carta, mai la squadra di Ettore Messina prima e Peppe Poeta poi, è stata in gioco per l’obiettivo inizialmente fissato.

Quella di stasera sarà una gara più per ribadire una supremazia nazionale che per altro, gli aspetti psicologici di tale sfida sono probabilmente l’unico aspetto che può dare motivazioni ai giocatori per vincere la contesa. Attualmente gli scontri stagionali sono in parità, due vittorie a testa, esultare questa sera potrebbe dare certezze alla vincente e motivi di riflessione alla sconfitta.

In casa Olimpia, come detto, ci si lamenta della mancanza di un play esperto, in casa Virtus i play (almeno due su tre) dovrebbero rientrare per dare manforte ad un gruppo che nell’ultima gara giocata a Reggio, non ha certo brillato per intensità e voglia di vincere. E comunque anche a Bologna manca un play, Alessandro Pajola, evidentemente molto importante, visto che anche Milano ha provato a sondare il terreno sul ragazzo di Ancona per il prossimo anno.

Entrambe le formazioni arrivano a questa sfida reduci da brutte sconfitte, entrambi i coach chiedono impegno e voglia di giocare, una dimostrazione di coesione e piacere di strappare una vittoria nonostante il valore effimero della gara.

In casa Virtus ci sono alcuni aspetti da verificare, il rientro di Hackett e Vildoza sono un segnale indubbiamente importante, soprattutto per il futuro, che la loro autonomia sia limitata è scontato, ma sarà comunque positivo rivederli sul parquet, la squadra senza le proprie guide ha faticato oltremisura in quel di Reggio, dove coach Priftis ha fatto quello che non era riuscito a coach Poeta la settimana precedente, pressare sin dalla rimessa i portatori di palla bianconeri, mettendoli in seria difficoltà non essendo specialisti nel ruolo.

Palla a due alle 20,30 agli ordini dei signori Miguel Angel Perez, Milan Nedovic e Amit Balak . Diretta televisiva sul canale Sky Sport Basket, radiocronaca sulle frequenze di Nettuno Bologna Uno con la consueta voce di Dario Ronzulli.

Alessandro Stagni

Nell’immagine Aliou Diarra, il maliano è cresciuto parecchio in questo scorcio dì stagione (foto Ciamillo Castoria).