Manca una settimana all’incoronazione del campione della decima edizione della FIBA Basketball Champions League, la massima competizione europea per club organizzata dalla federazione internazionale, che nel contesto della querelle tra NBA ed Euroleague per il futuro della pallacanestro del nostro continente ha incrementato la propria rilevanza sullo scenario geopolitico del basket d’Europa.

Fin dal 2016, la Champions League ha assegnato i propri slot in base al merito sportivo, considerando le compagini meglio classificate nei tornei nazionali dei vari Paesi d’Europa. Nonostante sia stata messa spesso in ombra da Eurolega ed EuroCup, dove l’ingresso è però regolato da una politica ad inviti, la coppa della federazione internazionale è stata sempre ambita da chi vi ha partecipato.

Trampolino per la Virtus

A saperlo bene sono i tifosi della Virtus Bologna, che nel 2019 hanno sollevato il trofeo della FIBA sconfiggendo in finale il Tenerife grazie a una squadra allenata da Sale Đorđević, composta, tra gli altri, da Kevin Punter, Amath M’Baye, Mario Chalmers e Pietro Aradori.

Per le Vu nere, la vittoria della Champions League ha favorito l’invito da parte di Euroleague a entrare a fare parte del proprio circuito, dove la Virtus, assieme all’Olimpia Milano, rappresenta la pallacanestro italiana ancor oggi.

Tradizione per il Tenerife

Pur sconfitto dalla Virtus, il Tenerife ha vinto due edizioni della massima competizione europea per club organizzata dalla FIBA, in entrambe le occasioni sotto la guida di coach Txus Vidorreta, un vero e proprio veterano della manifestazione.

Con Marius Grigonis, Tim Abromaitis e Aaron Doornekamp, il Tenerife ha sconfitto il Banvit nella finale del 2017. Nel 2022, i canari di Marcelinho Huertas e Aaron Doornekamp hanno invece superato il Manresa nella prima finale tutta spagnola della storia della competizione.

Obiettivo per l’Unicaja

La seconda finale tra compagini iberiche ha avuto luogo nel 2024, ed ha coinciso col primo dei due titoli vinti dall’Unicaja Malaga, che in finale, trascinata da Kendrick Perry, David Kravish e Alberto Diaz, allenata da Ibon Navarro, ha sconfitto proprio il Tenerife.

L’anno successivo, ossia al termine della scorsa stagione, l’Unicaja, guidata stavolta da Tyson Carter e Dylan Osetkowski, attualmente a Belgrado tra le fila di Stella Rossa e Partizan rispettivamente, si è confermata campione battendo nella finale del torneo il Galatasaray.

La favola del San Pablo Burgos

Due volte campione della Basketball Champions League è stato anche il San Pablo Burgos, che con coach Joan Peñarroya, dopo solo cinque anni dalla comparsa sul basket professionistico, con un roster composto da Alex Renfroe, Vitor Benite, Thadus McFadden, Dejan Kravić e Jasiel Rivero, ha vinto sia l’edizione del 2020 sconfiggendo l’AEK Atene, che quella del 2021 superando il Pinar Karsiyaka.

Proprio l’AEK, che con coach Dragan Šakota, Kevin Punter, Mike Green e Dušan Šakota ha vinto la Champions League del 2018 sconfiggendo il Monaco, ha vinto la competizione una sola volta così come il Bonn di coach Tuomas Iisalo, TJ Shorts, Javontae Hawkins e Tyson Ward, che nel 2023 ha battuto l’Hapoel Gerusalemme.

Tendenze anticipate

L’aggressività difensiva di Sale Đorđević, Dragan Šakota e Ibon Navarro, la pallacanestro controllata di Txus Vidorreta e il basket ad alti ritmi di Joan Peñarroya e Tuomas Iisalo sono stati stili vincenti nella Champions League che, qualche anno più tardi, hanno ottenuto risalto anche nelle competizioni del circuito Euroleague.

Nella Final Four di quest’anno, ad affrontarsi saranno tre conferme, come l’Unicaja di Ibon Navarro, il Tenerife di Txus Vidorreta e l’AEK di Dragan Šakota, assieme alla ‘novità’ Rytas di coach Giedrius Zibenas.

L’albo d’oro della FIBA Basketball Champions League

2017 – Tenerife

2018 – AEK

2019 – Virtus Bologna

2020 – San Pablo Burgos

2021 – San Pablo Burgos

2022 – Tenerife

2023 – Bonn

2024 – Unicaja

2025 – Unicaja

 

Matteo Cazzulani

Nella foto: la Virtus campione d’Europa secondo la FIBA nel 2019. Credits: FIBA