Gianluca Della Rosa si è preso la Fortitudo sulle spalle in una gara fondamentale per avvicinarsi alla semifinale. In una gara 2 sporca, intensa e piena di cambi di vantaggio, il playmaker biancoblù è stato l’uomo decisivo nel 69-64 con cui la Flats Service ha portato Avellino sotto 2-0 nella serie.
L’ex Pistoia, dopo una gara 1 non positiva, ha chiuso con 23 punti, frutto di un eccellente 5/12 da tre punti, aggiungendo anche 4 assist in oltre 36 minuti di utilizzo. Numeri importanti, ma che raccontano solo una parte della sua prestazione. Con Matteo Fantinelli fermo ai box per problemi fisici, Della Rosa si è trovato a essere l’unico vero regista a disposizione di coach Caja, dovendo gestire possessi, ritmo e responsabilità offensive praticamente senza cambio.
Eppure, nonostante la pressione e qualche problema fisico accusato nel terzo quarto, il numero 7 della Effe non ha mai smesso di guidare i compagni. Anzi, è stato proprio lui a cambiare l’inerzia della sfida nell’ultimo periodo, quando la Fortitudo faticava tremendamente a trovare soluzioni offensive. Prima la tripla del controsorpasso, poi quella del 66-62 che ha spaccato definitivamente la partita e acceso il Paladozza.
In una serata complicata, contro un’Avellino molto più brillante rispetto a gara 1 e trascinata da un Lewis da 29 punti, la Fortitudo ha trovato nel sacrificio e nella leadership di Della Rosa il fattore decisivo. Non solo punti pesanti, ma anche gestione emotiva e capacità di restare lucido quando la gara rischiava di sfuggire di mano.
Alessandro di Bari
In foto Della Rosa (Fortitudo Bologna)