Ecco le squadre che stanotte si daranno battaglia per la finale di lunedì! Si incomincia con Houston-Baylor alle 23 (ora italiana) per poi seguire con UCLA-Gonzaga alle 2:30. Proviamo ad analizzare le squadre vedendo cosa hanno fatto fin ad ora nel torneo e chi sono i giocatori da tenere d’occhio.

Gonzaga:

Partiamo dalla grande favorita. I Bulldogs entrano alle Final4 con un record perfetto di 31 vittorie e 0 sconfitte, Mark Few ha costruito una macchina praticamente perfetta che vuole fare la storia e diventare la seconda squadra dopo Indiana (1976) a vincere il torneo da imbattuta. Il cammino degli Zags è stato a dir poco dirompete: 88,5 punti segnati a partita tirando col 53,5% complessivo dal campo e asfaltando le avversarie con scarto medio di 24,3 punti. In attacco gli Zags giocano un basket arrembate e di squadra nel quale tutti i giocatori mettono il proprio mattoncino e partecipano all’azione. Grazie alle spaziature perfette Gonzaga può far male sia dentro l’area sia dalla lunga distanza, rendendo praticamente inutile qualsiasi tattica difensiva. L’area è presidiata da Drew Timme, miglior marcatore della squadra con 21,3 punti di media nel torneo, che è un autentico rebus per qualsiasi difesa: movimenti in post basso, ottimo tiro dalla media, grande mobilità e buon passatore sia dal post basso che alto. Oltre al centrone, gli Zags possono contare sul mortifero tiratore Corey Kispert (17,5 punti nel torneo e 50% da tre) e sull’atletismo del francese Joel Ayayi, giocatore in grado di concludere al ferro in molteplici maniere. A dirigere le operazioni è il talentuoso Jalen Suggs, playmaker di 1,95 in grado di costruire opportunità per i compagni ma soprattutto molto abile nell’ inventarsi tiri dal palleggio. Un grande primo passo e un buon ball handling gli permettono di poter battere l’uomo e penetrare dentro l’area dove può cercare la soluzione personale o riaprire per un tiro aperto di un compagno. Gonzaga anche a livello difensivo è molto solida, nonostante tra le 4 squadre arrivate alle Final 4 abbia la “peggior” difesa con 64,2 punti subiti a partita. Pressione asfissiante sulla palla e grande fisicità dentro l’area permettono agli Zags di poter recuperare diversi palloni per poi aprire direttamente il contropiede e trovare canestri facili in transizione. UCLA dovrà stare molto attenta alle palle perse e cercare di tenere un ritmo basso in modo tale da rimanere il più possibile attaccata alla partita.

 

UCLA

La grande sorpresa del torneo, partita dalle lontane First Four grazie ad un incredibile cammino arriva fino alle Final Four contro qualsiasi tipo di pronostico, tant’è che Espn ha inizio torneo aveva dato lo 0,3% di probabilità di arrivo alle Final Four per i Bruins.  L’avventura dei ragazzi di coach Cronin poteva terminare ancor prima di incominciare visto il grande spavento alla prima partita del torneo: quando Michigan State ha comandato quasi tutta la gara e solo grazie ad una grande rimonta nel finale, i Bruins sono riusciti a portare la sfida all’overtime per poi vincerla. Dopo Michigan State, è stata la volta di BYU e di Abilene Christian. Un cammino pazzesco che ha visto l’ateneo californiano eliminare negli ultimi due turni prima la numero 2 del tabellone Alabama al termine di un altro overtime e poi la grande favorita dell’East Region, Michigan alle Elite Eight. Il giocatore chiave è Jonnhy Juzang. L’ex Kentucky Wildcats ha infilato una serie di prestazioni leggendarie che gli hanno permesso di pareggiare momentaneamente Bill Walton come secondo giocatore con più punti in un’edizione della March Madness. In testa alla classifica c’è Kareem Abdul Jabbar. Juzang si caricato la squadra sulle spalle e ha elevato decisamente il livello delle sue prestazioni. In stagione regolare aveva una media di 15,5 punti nel torneo è aumentata a 21,6 punti col 47,7% dal campo. Probabilmente guardando le partite del suo ex giocatore, John Calipari si sarà mangiato le mani pensando a quanto avrebbe fatto comodo alla sua Kentucky di quest’anno… Oltre all’ex Wildcats i Bruins possono contare sull’ala Jazquez e sul tiratore Bernard, giocatori che possono tirare fuori dal cilindro prestazioni di alto livello ma non sono propriamente una sicurezza. Se l’attacco è nelle mani di Juzang, la difesa, il punto forte dei Bruins (63,2 punti subiti), è nelle mani della coppia Riley-Campbell. Riley è un lungo dotato di grande atletismo molto bravo a prendere il tempo della stoppata sugli attaccanti, mentre Campbell è un mastino difensivo abilissimo ad alzare la pressione difensiva e mandare fuori giri i play avversari. La sfida con Gonzaga è abbastanza proibitiva, i Bulldogs fisicamente sono nettamente superiori e la pressione difensiva potrebbe mettere in difficoltà la stella Juzang. Inoltre l’attacco stellare degli Zags potrebbe sbriciolare l’organizzazione difensiva di UCLA, riducendo ulteriormente le speranze di vittoria per i Bruins. Servirà una partita perfetta a livello offensivo e soprattutto UCLA dovrà cercare di abbassare il più possibile il ritmo della gara in modo tale da evitare le scorribande dei Bulldogs. Per i maggiori siti sportivi americani è una partita a senso unico ma attenzione:UCLA sembra una squadra segnata dal destino e proverà il tutto per tutto per rovinare la stagione fin ad ora perfetta di Gonzaga.

Houston

Houston raggiunge le Final Four per la prima volta dal 1984, quando nelle file dei Cougars c’erano gli hall of famer Clyde Drexler e Hakeem Olajuwon. I texani hanno avuto un cammino pieno di inside ma probabilmente più facile del previsto grazie ai tanti upset nella Midwest Region, in ordine ha eliminato Rutgers (10), Syracuse (11) e Oregon State (12). Tutte squadre con un seed molto più basso dei Cougars numero 2 del tabellone. La forza di Houston è la difesa, tra le 4 squadre arrivate alle Final Four è quella che subisce meno punti con 55,7 di media concessi agli avversari. Difesa molto fisica e pressione constante sulla palla. A rimbalzo sono praticamente perfetti, ne concedono pochi offensivi agli avversari e sono molti bravi a catturare varie carambole sotto il canestro opposto. I Cougars sono secondi nella classifica delle palle rubate con 30 scippi nel torneo. Il leader difensivo è Dejon Jerreau che sta giocando un torneo di altissimo livello, incredibile la pressione che mette sui play avversari costringendoli a pessime percentuali al tiro e a diverse palle perse. Importante a livello difensivo anche la guardia Strasser che con 9 palle rubate è il migliore nel torneo. Per descrivere la fase offensiva dei Cougars si potrebbe utilizzare la famosa frase “Houston abbiamo un problema”. I ragazzi di coach Sampson tirano col 33,8% dal campo, una delle percentuali più basse del torneo, e il 31% da tre punti. La principale soluzione offensiva è la star Quentin Grimes che segna 18 punti di media ed è probabilmente l’unico giocatore di Houston in grado di costruirsi un tiro dal palleggio. Buone prestazioni offensive anche per Strasser che però ha percentuali nel torneo sotto il 30%.  Il resto della squadra fatica a trovare il canestro, anche se Jerreau ha alzato la propria pericolosità in fase offensiva durante il torneo. La straordinaria difesa di Baylor potrebbe mettere in grossa difficoltà la fase offensiva di Houston, che dovrà tirar fuori dal cilindro qualche soluzione in più rispetto a quanto fatto vedere nel torneo. Le squadre affrontate fino ad ora sono state schiacciate dalla fase difensiva dei Cougars e anche se le percentuali erano basse, Houston è riuscita a passare i turni. Con Baylor servirà qualcosa in più, la grande fisicità dei Bears potrebbe far saltare il banco nella metà campo di Houston, che se non dovesse trovare soluzioni offensive potrebbe pian piano affondare e uscire dalla gara.

Baylor

I Bears entravano nel torneo come la grande favorita della West Region. Non ha deluso le aspettative e senza particolari problemi è arrivata alla Final Four. I Bears sono una squadra solidissima che ha demolito Hartford e Wisconsin nei primi due turni e in seguito ha battuto nonostante qualche difficoltà Villanova e Arkansas. E’ una squadra che è in grado poter schiacciare con la propria fisicità le avversarie, preoccupanti però i vari passaggi a vuoto nelle ultime due sfide con Villanova e Arkansas dove Baylor per diversi minuti della partita è uscita totalmente dal campo. La sfida con Houston sarà decisamente molto intensa fisicamente e vedrà davanti due difese di assoluto livello. I Bears hanno concesso una media di 60,2 punti a partita e sono primi per palle rubate con ben 38 nel torneo. Il sistema difensivo per coach Drew è praticamente perfetto tre piccoli che pressano alla morte sulla palla (Mitchell,Butler,Teague) e i due lunghi che fermano o stoppano qualsiasi cosa passi per l’area (Vital, Tchachuoa). L’energia e la fisicità dei Bears nella metà campo difensiva sono impressionanti e grazie a ottimi giocatori in uscita dalla panchina è in grado mantenere alto il livello dell’intensità. Il pilastro difensivo è il senior Mark Vital. Il suo fisico decisamente particolare (1,95 cm x 115 kg) gli permette di poter marcare tutti e 5 i ruoli trasmettendo così sicurezza a tutta la squadra. Solido a dir poco, sia a rimbalzo difensivo che offensivo è un fattore. Il trio Mitchell-Butler-Teague guida uno degli attacchi più efficaci della nazione che, grazie ad un ottimo giro palla e soprattutto all’estro offensivo delle tre star, ha messo in difficoltà qualsiasi difesa della nazione. Il 40% da tre punti nella stagione regolare era la miglior percentuale della nazione, nel torneo è scesa al 35,7% ma comunque rimane l’arma migliore a disposizione dei Bears. Il giocatore in grado di dare una marcia in più è Davion Mitchell. Il numero 45 dei Bears è probabilmente lo scorer più completo del torneo ed è un giocatore già pronto per poter avere impatto anche al piano superiore. Primo passo bruciante e una facilità disarmante nel concludere al ferro contro avversari anche più alti e grossi, inoltre rispetto alla scorsa stagione ha aumentato in maniera importante anche le percentuali da tre punti passando dal 32% al 45% della stagione attuale. Molto bravo anche nel servire i compagni, in stagione ha una media di 5 assistenze a gara. Probabilmente Mitchell verrà marcato al mastino dei Cougars, Jerreau, che proverà a contenerlo sia con le buone che con le cattive. Occhio a Meyer e Flagler in uscita dalla panchina, stanno vivendo un grande momento di forma e sono stati fondamentali durante tutto il torneo. Baylor sulla carta è nettamente favorita ma dovrà stare molto attente alle palle perse (12,4 a partita in stagione) e soprattutto ai cali di concentrazione. Houston è pronta a dare battaglia su ogni possesso, attenzione Bears…

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