Se Zara è una capitale della pallacanestro europea, con un tifo tanto caldo da eguagliare città più grandi nella regione dei Balcani, come Belgrado, Atene e Salonicco, lo si deve non solo ai grandi giocatori che hanno scritto la storia dello Zadar, a partire da Krešimir Ćosić, Pino Giergia, Branko Skroče, Arijan Komazec e Stojko Vranković, solo per citarne alcuni.
Anche la figura di Davor Santini, scomparso poche ore fa all’età di 93 anni, è stato tra i protagonisti dell’epopea cestistica della città nella quale secondo la leggenda la pallacanestro è stata creata, dalla quale sono emersi quei campioni che, come Ćosić e Giergia, hanno gettato le basi del basket moderno, basato su versatilità e perimetralità, sia da giocatori che da allenatori.
Santini, storico tifoso dello Zadar nativo di Torrette (Turanj), è stato infatti l’iniziatore del tifo organizzato della compagine zaratina, che a partire dal 1965 si è costituito ufficialmente nei Tornado, uno dei principali gruppi ultras d’Europa, ma che già negli anni Cinquanta era già ben attivo proprio grazie all’iniziativa di ‘Barba Davor’.
La storica campana
Proprio nei primi anni della storia della pallacanestro zaratina, ‘Barba Davor’ era solito incitare il pubblico a sostenere lo Zadar, che allora giocava presso il leggendario campo dello Jazine ancora all’aperto, avvalendosi non solo della propria enorme passione, ma anche di una campana che, nel 2016, è stata donata ai Tornado.
“Il legame di Santini con lo Zadar lo si può riassumere in tre parole: passione, dedizione e amore. ‘Barba Davor’ rimarrà per sempre indissolubilmente legato al nostro club” ha dichiarato la compagine zaratina in una nota.
“Grazie per aver rafforzato ulteriormente l’orgoglio che ci permette di dire, ovunque e sempre a testa alta, di essere tifosi del più grande club di basket di questa regione” ha aggiunto l’iniziatore del Museo della pallacanestro zaratina, Krešo Butić.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Davor Santini (a destra) e Krešo Butić (a sinistra). Credits: Muzej zadarske košarke