PESARO – La Serbia si prende la partita, e lo fa soprattutto dominando sotto canestro. Il 76-64 finale racconta infatti una sfida nella quale gli azzurri hanno pagato a caro prezzo la differenza a rimbalzo: 42 quelli catturati dalla squadra di Alimpijevic, appena 30 quelli dell’Italia, per un saldo di +12 che ha permesso agli ospiti di costruire seconde opportunità e controllare meglio i possessi nei momenti decisivi. La Serbia ha tirato anche meglio dal campo, 40,7% contro il 34,7% degli azzurri, e da tre punti, 29,4% contro il 20% italiano. L’Italia ha compensato almeno in parte con una maggiore precisione ai liberi, 16/16, ma non è bastato. Mannion ha provato a tenere in piedi la baracca con i 14 punti del terzo quarto, mentre Fontecchio ha pagato nella ripresa lo sforzo di un avvio folgorante. Dall’altra parte, Jokic è stato ben contenuto da Akele, ma Guduric e soprattutto Avramovic hanno trovato i canestri pesanti quando la partita è diventata decisiva. Ecco le pagelle della sfida di Pesaro.
LE PAGELLE
ITALIA
MANNION 6,5 — Parte a corrente alternata, poi esplode nel terzo quarto con 14 dei suoi 23 punti complessivi, riportando l’Italia dentro una partita che sembrava scivolare via. Chiude con 5/11 dal campo, 3/8 da tre e un perfetto 10/10 ai liberi, aggiungendo 4 assist. È il giocatore che prova più di tutti a tenere in piedi gli Azzurri.
TONUT 5,5 — Fa il suo senza riuscire però a incidere davvero sulla partita. Un solo tiro preso e segnato, 4 rimbalzi e 2 assist in poco più di 22 minuti. Anche il -12 di plus/minus racconta una serata nella quale l’Italia, con lui in campo, non riesce a trovare continuità.
MELLI 5,5 — Trentacinque minuti abbondanti sul parquet, ma una partita offensivamente quasi invisibile: appena 2 punti, arrivati soltanto a 18 secondi dalla sirena, quando ormai tutto era deciso. In compenso prende 7 rimbalzi e distribuisce 4 assist. È evidente quanto Banchi abbia avuto bisogno di lui, ma alla lunga la spremitura si fa sentire.
FONTECCHIO 6 — Parte come un treno, mettendo 10 punti nei primi minuti e dando l’impressione di poter spaccare la partita. Poi cala nella ripresa, anche a causa dei crampi, e l’Italia perde una delle sue principali fonti offensive. Chiude con 15 punti, 3/10 dal campo e 6/6 dalla lunetta. Anche lui, come Melli, viene utilizzato tantissimo.
THOMPSON 5 — Non riesce a dare ritmo alla manovra e fatica tremendamente al tiro: 1/5 dal campo, 0/2 da tre. I 4 assist sono l’aspetto migliore della sua gara, ma il -20 di plus/minus è pesante. In una serata in cui serviva un secondo regista capace di alleggerire Mannion, non arriva abbastanza.
TESSITORI NE
RICCI 4,5 — La sua partita si complica praticamente subito: tre falli in pochi secondi nel primo quarto lo condizionano e gli tolgono aggressività. Chiude con 4 punti in 15 minuti, 2/4 dal campo e un -3. Una serata nella quale non riesce a trovare continuità.
SPAGNOLO SV
NIANG 6 — Otto punti e 4 rimbalzi, ma con percentuali complicate: 2/9 dal campo. La generosità non manca e prova a dare energia, soprattutto quando l’Italia deve inseguire. Troppo impreciso però per trasformare l’energia in produzione offensiva concreta.
BALDASSO NE
AKELE 6,5 — La statistica dice zero punti, ma stavolta racconta pochissimo. È generosissimo e soprattutto si prende una responsabilità enorme: difendere Nikola Jokic. Lo fa con grande applicazione, togliendo al fuoriclasse serbo la possibilità di dominare come ci si poteva aspettare. Esce per cinque falli dopo 11’26”, lasciando però una delle migliori prestazioni difensive azzurre della serata.
EMEJURU 5,5 — Cinque punti in meno di dieci minuti, con 2/4 dal campo e 3 rimbalzi. È ancora in fase di apprendistato nel basket FIBA, che sta conoscendo per la prima volta proprio quest’estate. Mostra qualche lampo, ma anche comprensibili difficoltà di lettura e adattamento.
BANCHI 5,5 — L’Italia regge per tre quarti, ma nell’ultimo periodo si scioglie sotto la pressione serba. Le rotazioni sono complicate dall’assenza di alternative e dalla condizione fisica di Melli e Fontecchio, ma la squadra finisce per affidarsi troppo a pochi uomini. Positiva la scelta di Akele, che si rivela prezioso contro Jokic; meno convincente la gestione dell’ultimo quarto, quando serviva trovare una soluzione offensiva diversa da Mannion.
SERBIA
DANGUBIC 6 — Non fa cose appariscenti, ma porta il suo contributo: 4 punti, 2 rimbalzi e 2 assist con 4/4 ai liberi. Una presenza ordinata, utile all’interno di una squadra che trova i suoi protagonisti altrove.
JOVIC 5 — È uno dei grandi delusi della serata. Dovrebbe far pesare il suo status NBA, invece gioca una partita nervosa e poco lucida. Cinque punti in 11’37”, cinque falli e un tecnico: finisce presto fuori dalla partita. Le percentuali perfette dal campo non bastano a salvarne la valutazione.
MOMIROV NE
DOBRIC 6,5 — Non trova una grande serata al tiro, ma porta fisicità e presenza. Chiude con 9 punti e 3 assist, tirando 3/10 dal campo. Non è protagonista, ma contribuisce alla solidità della Serbia.
JOKIC 6 — Non è il Jokic dominante che tutti aspettavano, e gran parte del merito va ad Akele, che gli resta addosso per tutta la sera. Chiude comunque con 8 punti, 8 rimbalzi e 1 assist, aggiungendo 6/7 ai liberi. Fa vedere qualche passaggio di classe, ma i compagni non sempre capitalizzano. Partita sotto gli standard del tre volte MVP, ma comunque utile alla vittoria.
LAKIC 6 — Non segna, ma raccoglie 2 rimbalzi, un assist e una palla recuperata. Una presenza essenziale nelle rotazioni senza grandi acuti.
GUDURIC 7,5 — Uno dei giocatori che cambiano la partita quando conta. 19 punti, 4 rimbalzi e 3 assist, con 5/6 ai liberi. Non sempre preciso dall’arco, ma nel quarto periodo trova canestri pesantissimi e si prende responsabilità da leader.
TANASKOVIC 6,5 — Prezioso soprattutto per il lavoro sporco: 5 punti, 4 rimbalzi, 2 assist e 3 falli in oltre 27 minuti. Non ruba l’occhio, ma dà consistenza alla Serbia nei momenti in cui serve presenza fisica.
DAVIDOVAC NE
AVRAMOVIC 8 — L’MVP della serata. Ventidue tiri presi per 20 punti, con 4/7 da tre, 3 assist e 5 rimbalzi. Soprattutto, decide la partita nel momento in cui la Serbia deve mettere le mani sulla vittoria: le sue triple nel quarto periodo spezzano definitivamente la resistenza azzurra. Leader tecnico ed emotivo della rimonta finale.
MILUTINOV 6 — Non segna dal campo, ma prende 6 rimbalzi e va 3/6 ai liberi. Dà centimetri e presenza vicino a canestro, oltre a una stoppata. Serata poco appariscente ma funzionale.
NOVAK 6 — Tre punti in 3’31”, senza forzare. Entra, segna e fa il suo. La sua tripla disperata sulla sirena del primo quarto ha dato inerzia alla Serbia
ALIMPIJEVIC 6,5 — La Serbia non si disunisce quando l’Italia parte forte e trova la chiave per cambiare la partita nella seconda metà. La difesa limita progressivamente le fonti offensive azzurre e nell’ultimo quarto sono Guduric e soprattutto Avramovic a raccogliere i frutti del lavoro. Ottima gestione anche del caso Jokic: il fuoriclasse viene ben contenuto da Akele, ma la Serbia non dipende esclusivamente da lui. La vittoria di Pesaro è soprattutto una vittoria di squadra.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Mannion e Fontecchio, foto Ciamillo-Castoria