14 anni di attesa, 14 anni di risalita dopo lo scambio del titolo con Trapani.
L’ultima volta nel massimo campionato di Scafati si rimonta al 2008; la retrocessione sul campo fu solo il primo di una serie di colpi che per qualche anno avevano messo a repentaglio la palla a spicchi sul versante sud del Vesuvio.
IL COACH – ALESSANDRO ROSSI
Formatosi alla scuola ViviBasket Napoli, il tecnico partenopeo ha trovato a Scafati una nuova dimensione dove esprimere le proprie competenze, dopo la stagione paradossale che l’aveva visto retrocedere con la sua Rieti.
In gialloblu, coach Rossi ha plasmato una squadra capace di esprimersi su ritmi altissimi per la quasi totalità della partita, aiutato anche da un roster profondo e di livello medio decisamente alto, una ricetta che già aveva fatto le fortune di Tortona.
IL ROSTER
Playmaker: Julyan Stone – Diego Monaldi
Guardie: Doron Lamb – Riccardo Rossato
Ali piccole: Myke Henry – Iris Ikangi
Ali grandi: Kruize Pinkins – Aristide Landi
Pivot: Trevor Thompson – Quirino De Laurentiis
Formula 5+5 per la Givova, con caratteristiche complementari a seconda dei momenti della gara. In cabina di regia le chiavi sono affidate all’esperienza di Julyan Stone, capace anche di dire la sua nella propria metà campo. Il suo alter ego sarà Monaldi, giocatore dal maneggio della palla superiore che ritrova la massima categoria dopo l’esperienza di Pesaro.
La situazione si ribalta nello spot di guardia: più realizzatore Doron Lamb, più tosto difensivamente capitan Rossato, capace anche di sparigliare le carte in uscita dalla panchina. Dagli equilibri guardia-playmaker potrebbe passare molto del destino di Scafati.
In ala piccola ecco un’altra vecchia conoscenza del nostro campionato, al secolo Myke Henry, visto sui nostri parquet con Trieste. Il 30enne, 1,98 per 108kg, è molto vicino al classico 3&D, giocatore di sicura affidabilità, anche se nelle stagioni europee ha superato i 15 punti di media solo lo scorso anno all’Iraklis Salonicco, non è l’attacco la specialità della casa. A dargli il cambio dalla panchina un Iris Ikangi che è in costante crescita, sia dal punto di vista atletico che da quello dei fondamentali.
Qualche dubbio nel ruolo di ala forte lo genera Kruize Pinkins: l’ex Torino è reduce da una stagione deludente in quel di Limoges dove, agli ordini di coach Cancellieri, non è riuscito ad esprimersi in un massimo campionato. Le buone impressioni date in A2, quindi, non hanno trovato – al momento – conferme.
Il cambio del classe ’93 sarà Aristide Landi, anche lui passato per Torino. Per il potentino è un ritorno in LBA dopo l’esperienza di Pistoia in cui ha avuto spazio e minuti importanti. Opzione interessante per coach Rossi, vista la sua capacità di aprire il campo.
Nello spot di pivot il Gm Guastaferro ha puntato sul tonnellaggio di Trevor Thompson, 2,13 per 113kg, ma non solo, visto che il prodotto formatosi tra Virginia Tech ed Ohio State non disdegna per nulla la soluzione dalla distanza. Il corpo c’è, qualcosina a rimbalzo da registrare anche.
Alle spalle del newyorchese, invece, scalpita il pretoriano di Alessandro Rossi, quel Rino De Laurentiis che è stato grande protagonista anche nella finale vinta su Cantù.
COSA ASPETTARSI
La politica dell’oculatezza e dei piccoli passi obbliga a porre come obiettivo la salvezza. Le maggiori certezze per la categoria, anche dalla panchina, sono sugli esterni. Il pitturato è quel che lascia i maggiori interrogativi: il primo è l’impatto di Pinkins con la Serie A, subito dopo c’è quello di Thompson, dotato di ampio raggio di tiro, vero, ma anche poco propenso al rimbalzo, nonostante le sue lunghe leve.
In questo contesto sarà da comprendere anche quello che sarà il supporto di De Laurentiis dalla panchina, profilo sicuramente più combattivo da questo punto di vista, ma mai confrontatosi con il massimo campionato, a differenza di Landi.
Rispetto alle contendenti, Scafati si pone in una posizione intermedia, più avanti rispetto a Trieste e Varese, le più attardate sul mercato, in linea con Verona, l’altra neopromossa.
IL COLPO DI MERCATO: DORON LAMB
Giunto in Italia a stagione in corso, con Luca Banchi ha fatto le fortune di una Pesaro fino a quel momento derelitta. Vero e proprio cecchino dal perimetro, solo nella prima metà del 21-22 è andato sotto al 40% da 3, ha mostrato grande varietà di soluzioni offensive. Se in giornata può cambiare le sorti della partita.
Quest’anno sarà necessario chiedergli più minuti rispetto ai poco più di 22 fatti in riva all’Adriatico.
Elio De Falco