Dopo la gara di qualificazione al Mondiale 2023 vinta a luglio in Olanda e la lunga preparazione estiva, l’Italia del ct Pozzecco è scesa in campo per la sua seconda partita ufficiale. Avversaria l’Ucraina, sede di gioco la capitale lettone Riga a causa del conflitto. Dopo le luci e le ombre viste tra Bologna, Montpellier e Amburgo, contro Francia, Serbia e Rep. Ceca, c’era attesa per vedere la fisionomia più realistica degli azzurri visto che all’Europeo manca poco più di una settimana.

Il primo tempo non è stato affatto convincente. L’Ucraina è partita meglio dai blocchi, diventando pian piano padrona dei tabelloni grazie alla stazza fisica dei propri lunghi. Squadra intensa ed energica, gli avversari pur non avendo nelle proprie corde il contropiede non hanno disdegnato di correre e punire la difesa azzurra spesso troppo lenta a rientrare. Il primo sussulto italiano è stato di Fontecchio, che con personalità non si è fatto abbattere da alcuni errori. Poi è stata la volta di Melli a realizzare il parziale per ricucire e passare addirittura in vantaggio. Dopo essere stato cercato più volte con il gioco alto-basso, il lungo dell’Olimpia ha iniziato ad aprire la scatola con tiri dalla media e lunga distanza. Il secondo quarto è però un dejavù, perché l’Ucraina chiude l’area, corre e raggiunge la doppia cifra di vantaggio. Se c’è da lottare sicuramente Biligha non è uno che si tira indietro, con un canestro di rapina e una schiacciata tiene botta per tutta la squadra. E se avete ancora qualche dubbio su chi portare tra lui e Tessitori (l’unico azzurro non convocato per questa gara), forse questi possono essere sciolti. Anche per Pozzecco che prova a mischiare le carte con un quintetto senza punti di riferimento, con 4 giocatori universali come Ricci, Datome, Fontecchio e Gallinari, e Spissu da play. Le rotazioni però invece che portare nuove energie fanno inceppare l’attacco. Il solo Gallinari si mette in proprio un paio di volte facendo valere esperienza e talento, ma non basta per tornare sotto la singola cifra di svantaggio all’intervallo.

Il secondo tempo vede tutta un’altra partita. Evidentemente il ct azzurro si sarà lasciato andare ad una bella ramanzina negli spogliatoi per l’atteggiamento dei suoi fin lì. Al rientro in campo si vede subito un’Italia più attenta in difesa, pronta a reagire sulle singole scelte degli avversari. Questo permette di correre in campo aperto e, quando non è possibile concludere in contropiede, avere comunque ritmo e prendere qualche buon tiro dall’arco. Che i vari Fontecchio, Polonara, Spissu non sbagliano. Come un fiume in piena l’Italia trova la parità a quota 55 punti al 26’. Nonostante l’Ucraina riesca a rispondere colpo su colpo dalla lunga distanza, con protagonisti anche inaspettati, la tripla sulla sirena di Gallinari lancia gli azzurri al termine del terzo periodo. La partita ben presto diventa quasi un monologo azzurro. Mannion e Ricci tornano a giocare con la stessa aggressività vista nel torneo di Amburgo di settimana scorsa. Il play dopo alcune penetrazioni non andate a buon fine nel primo tempo, nella ripresa ha attaccato con maggior decisione così da portare falli e liberi importanti a casa. L’ala ha invece preso delle buone scelte, fatto qualche extra passaggio e soprattutto segnato canestri decisivi che hanno praticamente chiuso la contesa.

L’Italia vince 97-89 ed inizia bene la seconda fase delle qualificazioni per il Mondiale 2023 seppur dopo aver sofferto nel primo tempo del match. Poco tempo per rientrare, lavorare magari sugli errori, che sabato a Brescia sarà subito sfida alla Georgia, a sua volta vittoriosa contro l’Olanda. E poi sarà davvero tempo di Eurobasket.

QUI il box score della partita

Giovanni Bocciero