Al termine di Trieste-Verona, in sala stampa, hanno parlato i due allenatori.

Queste le parole di Marco Legovich:

“Di solito si dice una vittoria di squadra, secondo me oggi è stata una vittoria della città in toto perché comprende ogni singola persona che è venuta qui a tifare per noi e tutti quelli che non sono potuti venire ma ci hanno sostenuto da casa.
La società c’è sempre stata vicino e non ci ha fatto mancare nulla anche solo una una parola di conforto con il sottoscritto, con i giocatori e con tutti, non per ultima la presenza della proprietà qui oggi che è stata molto importante.
Siamo stati molto bravi secondo me ad approcciarla nel modo giusto con una grande aggressività e una grande voglia di portarla a casa. Verona è rientrata in maniera veemente nel terzo quarto ma siamo stati bravi noi a resistere in quel momento in cui ci stavamo anche innervosendo, a trovare delle soluzioni costruite talvolta con delle bombe risolutive. Non possiamo poi non parlare di Stefano e Luca oggi di cui sono prove di cui sono veramente molto contento.
Dispiace che questa vittoria costi la Serie A a una squadra come Verona, sicuramente allenata da un coach che ne sa ne sa tanto di pallacanestro e sicuramente più del sottoscritto. Mi dispiace per il loro percorso e che la Serie A per loro termini oggi, però oggi è il momento anche di guardare a noi di prenderci questa soddisfazione che stavamo aspettando.
Non combacia con una salvezza matematica, anzi tutt’altro, avevamo detto inizio stagione che la nostra salvezza si sarebbe ottenuta l’ultima giornata all’ultimo minuto dell’ultima giornata e andremo a Brindisi per portarla a casa.”

Queste le parole di Alessandro Ramagli: 

“E’ giusto presentarsi in tutte le occasioni è giusto presentarsi anche dopo una sconfitta così dolorosa. Però capite anche che non è semplicissimo parlare molto; questa sera noi abbandoniamo il campionato di Serie A dopo una sola stagione. E’ una sconfitta dolorosissima, l’esito del campo è dolorosissimo. A livello personale è difficilissima da digerire e lo è altrettanto per la squadra. Salire dopo 20 in Serie A e perderla dopo una stagione perderla fa particolarmente male, tutti quanti noi siamo distrutti e disperati. In questi casi oltre a scusarci, perchè la nostra volontà era quello di difendere il patrimonio conquistato la passata stagione, il fatto di non esserci riusciti pur in mezzo a un miliardo di vicissitudini che voi conoscete fa particolarmente male. La prima cosa sono le scuse e la condivisione del dolore nei confronti della nostra gente, altrettanto e soprattutto nei confronti della società e nei confronto del Presidente. Questa non è una serata nella quale non c’è altro da aggiungere”.