Il basket è lo sport più bello del mondo. Tremendo, incredibile che sa essere anche molto doloroso. La finale di Eurolega più bella degli ultimi anni la porta a casa il Real Madrid che batte l’Olympiacos 79-78.
È stata una partita incredibile, spettacolare che alla fine ha visto prevalere la squadra mentalmente più forte e preparata. L’Olympiacos l’aveva assaporata, ci aveva sperato e tutti i tifosi biancorossi allo ZalgirioArena di Kaunas hanno sfiorato la coppa al cielo. Il Real sembrava spacciato, ma ancora una volta – come sempre – non è mai morto. È risalito e l’ha fatto con i soliti uomini. Sergio Rodriguez trascinatore assoluto, ma il canestro decisivo l’ha segnato Sergio Llull. I blancos sotto 2-0 nella serie con il Partizan sembravano impossibili vederli sul tetto d’Europa. Ma poi quel fattaccio è stata la vera sliding door della stagione. Sono arrivate solo vittorie (cinque) e ora coach Chus Mateo (decisiva la sua difesa a zona a larghi tratti della gara) può festeggiare un risultato storico, l’undicesima Eurolega del club.
Per i blancos – privi di Yabusele, Deck e Poirier su tutti – ci sono 15 punti di Rodriguez, 13 di Tavares, 12 di Hezonja e 11 di Causeur.
Per l’Olympiacos invece ci sono 29 punti di Vezenkov, 21 di Canaan e 14 di McKissic.

La cronaca 

L’avvio di partita è – manco a dirlo – a ritmo forsennato. Le squadre provano a mettere tutta l’intensità possibile in campo e dopo 5’ i greci sono avanti 12-9.
Ed è proprio l’Olympiacos ad essere la prima vera padrona del campo: Vezenkov costringe Mateo al timeout sul 19-10.
Il primo quarto si chiude sul 24-17 in favore dei biancorossi.
Già dal finire del primo periodo, ma soprattutto nei primi minuti del secondo, i blancos prendono fiducia e dopo aver visto il proprio svantaggio sopra la doppia cifra torna sul -2 (29-27).
Il Real mette persino il naso davanti, ma all’intervallo il punteggio è fermo sulla perfetta parità: 45-45.  
Al rientro in campo è l’Olympiacos ad avere più energia. Canaan e Vezenkov i più ispirati, ma non sfruttano le occasioni per scappare in maniera più consistente. Infatti il Real non si fa ripetere due volte e con Williams-Goss impatta a quota 59.
Ma al 30’ gli uomini di Bartzokas conducono 63-59.
È molto positivo lacciò di quarto periodo per i Reds che provano a fare la voce grossa e andare sul 71-64 a 6.30 dalla fine.
La tensione si fa sentire e si entra negli ultimi 2 minuti sul 78-74.
Il finale è incredibile. Rodriguez segna la tripla del -1 (78-77) a 48’’ dal termine. Dall’altra parte Fall sbaglia, i blancos catturano il rimbalzo e subiscono il fallo tattico a 12’’ dall’ultima sirena. Le emozioni non sono certo finite così. Llull va in uno contro uno con Fall, alza la parabola e segna il vantaggio Real per il 79-78 a 3’’ dal termine.
La preghiera di Sloukas si infrange sul ferro ed il Real è campione d’Europa: 79-78.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo