Cosa c’è di meglio di una partita di basket vissuta sulle ali dell’emozioni con un colpo di scena dietro l’altro. L’immagine che ci viene dopo gara4 è da film. La Virtus l’ha portata casa 93-89 e lo ha fatto dopo due supplementari e dopo un match vissuto sui rollercoaster. La Segafredo prima ha dominato, poi si è fatta recuperare e è andata all’overtime ed infine ha strappato il referto rosa per il 2-2.
Per fare un punto dopo il quarto atto della LBA Finals allora torniamo con la nostra rubrica “L’Ottovolante”. 

SALGONO 

ALL’INSEGNA DELLA SPORTIVITÀ 

Ci teniamo sempre a sottolineare gli episodi di sportività. Dovrebbero essere scontati, si, ma quando capitano ci si riempie il cuore di gioia.
Nel corso del secondo tempo, Kyle Hines è stato costretto a lasciare il campo per un colpo alla spalla che verrà valutato in queste ore. All’uscita dal parquet di uno dei grandi protagonisti, non solo della serie, ma del campionato italiano e non solo, tutto il pubblico della SegafredoArena si è lasciato andare ad un sincero e caloroso applauso.
Allo stesso modo è bello anche enfatizzare che prima di gara3, Daniel Hackett, Milos Teodosic e Tornike Shengelia siano andati da Kevin Pangos per scusarsi e chiarire il brutto fatto accaduto dopo gara2 che ha visto coinvolta la moglie (con il figlio piccolo) del playmaker canadese dell’Olimpia. 

L’EQUILIBRIO. E ORA UNA MINISERIE AL MEGLIO DELLE 3 

Era quello che un po’ si poteva prevedere e che in fondo tutti speravano. Delle tre finali consecutive tra Milano e Bologna, questa è quella più equilibrata e con i valori fisici e mentali alla pari. Dopo le prime quattro partite, il fattore campo è stato rispettato alla perfezione. Milano ha vinto le due gare al forum, la Virtus le due alla SegafredoArena. Con le sfide pari in cui entrambe hanno avuto una chance di strappare il fattore campo.
Lunedì si torna ad Assago per una miniserie al meglio delle tre che si preannuncia assolutamente alla combattuta. I valori si azzerano, si riparte da 0-0 e non vediamo l’ora di assistere allo spettacolo. 

SCENDONO 

SE L’AUGURIO ERA QUELLO DI NON AVERE POLEMICHE… 

Nella precedente puntata di questa rubrica avevamo sottolineato il fatto che questa serie doveva essere esente da polemiche sterili. E fin qui anche quando si poteva alzare la voce (post gara2) si è sempre cercato di smorzare i toni.
Abbiamo assistito ad un arbitraggio tutto sommato equo in queste prime gare, con solo il secondo atto leggermente negativo. Anche la gara di ieri – a nostro avviso – da questo punto di vista è stato giusto e “libero” dalle polemiche.
Invece questo non è avvenuto perché nell’immediato post partita il GM dell’Olimpia, Christos Stavropoulos si è lasciato andare dicendo: “Siamo scioccati per il metro arbitrale e per due chiamate sospette contro Shields: prima l’infrazione di passi poi il 5° fallo. Il nostro migliore giocatore è stato in campo 44′ e ha potuto tirare solo 2 tiri liberi. Vogliamo essere rispettati”. Insomma: bene ma non benissimo. Si è deciso di provare la via della dichiarazione dura, ma questa volta non si può dire che le polemiche siano partite da Bologna come l’anno scorso. Fino a qui si sono tenuti (giustamente) toni bassi. Questo tipo di dichiarazione stona e rischia di diventare una bomba ad orologeria. 

NAPIER E IL FANTASMA DI RODRIGUEZ CHE ALEGGIA 

È indubbio quanto sia importante e fondamentale l’apporto di Shabazz Napier. Il folletto americano, lo abbiamo detto tante volte, ha cambiato letteralmente le sorti della stagione dell’Olimpia. Il suo arrivo a fine gennaio ha ridato continuità di risultati e anche un senso tecnico che nella prima parte dell’anno era mancato. È chiaro che sopra a Napier ha sempre aleggiato il fantasma di Sergio Rodriguez. Il campionissimo spagnolo è un giocatore che non si può e non si potrà mai replicare.
Ma queste prestazioni non certo brillanti di Napier nelle LBA Finals e la vittoria da protagonista della EuroLeague del Chacho, stanno facendo riemerge il confronto… 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Jordan Mickey e Davon Hall, foto Ciamillo-Castoria