Si è conclusa infine la rassegna iridata di questo splendido torneo mondiale. A spuntarla sono stati i Tedeschi, che con una grande prestazione nella finale hanno battuto la Serbia di Bogdanovic e compagnia.
VOTO 10… alla Germania, unica squadra imbattuta
Guidata da un ispirato ( e ora MVP della competizione) Dennis Schröder, la formazione tedesca si è dimostrata squadra vera. Gli unici a finire il Mondiale da imbattuti, i Tedeschi hanno giocato un basket moderno, con lineup spesso troppo più fisiche e atletiche degli avversari. Menzione speciale anche per Franz Wagner, l’ MVP della finale, che rappresenta sotto tutti i punti di vista il prototipo del giocatore moderno.
VOTO 9… alla Serbia delle “non-superstar”
Senza Jokic, Micic e anche Lucic, i Serbi hanno dimostrato che a volte “less is more”, giocando da squadra unita e funzionale capitanata da un grande Bogdanovic. Hanno da sfavoriti battuto il Canada nella semifinale e sono arrivati a giocarsela fino alla fine contro una grande Germania. Nulla da recriminare dunque per i Serbi, che hanno tutte le carte in regole per essere protagonisti anche alle prossime Olimpiadi
VOTO 8… alla favola della Lettonia
Sconfitta in volata contro gli eventuali campioni, poi due ottime partite giocate contro Italia e soprattutto Lituania che hanno permesso alla squadra Lettone di chiudere quinta nella classifica generale. Un grande applauso va fatto a coach Luca Banchi, premiato come miglior coach della competizione.
VOTO 7… al Canada, che si rifarà
La sconfitta contro la Serbia lascia forse l’ amaro in bocca ai nordamericani, che però si sono rifatti contro gli Sati Uniti e hanno chiuso meritatamente al terzo posto il torneo. Con Murray e Wiggins in più, il Canada parte tra le favorita per le Olimpiadi di Parigi.
VOTO 6… alla Lituania, che dopo gli USA si è un pò spenta
Il ricordo che la squadra lituana si porterà dietro da questo mondiale è la leggendaria partita giocata contro team USA. Forse però dalle successive partite ci si poteva aspettare qualcosa di più, da cancellare in particolare la sconfitta finale contro la Lettonia.
VOTO 5… al mondiale dell’ Italia, che forse ha mostrato i propri limiti
Dopo la grande vittoria contro la Serbia gli azzurri sono stati sfortunati negli accoppiamenti, trovandosi contro gli USA nell’ unica partita in cui hanno difeso per davvero. I quarti rimangono lo scoglio da superare e sotto canestro, magari tramite un naturalizzato, è giunto il momento di trovare un titolare di “peso”.
VOTO4… alla Spagna, l’ altra protagonista mancata dopo la Francia
La sconfitta nel secondo gironcino contro la Lettonia ha condannato la squadra di Sergio Scariolo ad un finale di Mondiale inglorioso. Sebbene si potesse fare di più, la nazionale Spagnola è in una piccola fase di transizione e nessuno nella penisola iberica sembra preoccupato, consci dell’ ottimo stato di salute di cui gode il movimento cestistico spagnolo.
VOTO 3… alla Slovenia e a Doncic, spesso troppo nervoso
Per tutta la competizione il fuoriclasse Sloveno ha bisticciato con la classe arbitrale, non eccellente, in maniera esagerata. Tanto è vero che nelle partite decisive non è riuscito a regolarsi, togliendo alla Slovenia il suo punto di riferimento.
VOTO 2… ai pronostici, come sempre destinati ad essere smentiti
Ad inizio mondiale la Francia, la Slovenia e gli States dovevano essere le grandi protagoniste, con il Canada che aveva le carte in regola per giocarsela. La Serbia era destinata a faticare senza le proprie superstars e la Germania sembrava una squadra poco consistente. Ovviamente sappiamo come è andata a finire.
VOTO 1… agli USA, che peccano di superbia e inesperienza
Sicuramente non era tra le squadre più forti di tutti i tempi quella assemblata per questo Mondiale, ma il talento e la fisicità erano più che abbastanza per vincere. Gli Stati Uniti invece hanno giocato spesso distratti, convinti che potessero vincere solo grazie al talento offensivo. La storia gli ha dato torto, d’ altronde, come dichiarato da coach Steve Kerr, non è più il 1994, e il resto del mondo ora a basket ci gioca per davvero.
di Riccardo Pirrò